Pagine vintage, spiritualità pagana, streghe, fate, letteratura dimenticata, figure femminili d'ispirazione. E musica, tanta musica!
giovedì 20 agosto 2026
Taliesin e Baba Yaga
lunedì 10 agosto 2026
Un incanto
venerdì 19 giugno 2026
Iperico
Quest'erba è chiamata Scacciadiavoli dai Filosofi. È cosa sperimentata che solamente questo seme scacci i diavoli e le loro allucinazioni... Ne è stata somministrata a una giovinetta che durante la notte veniva tormentata da un diavolo, e tale erba lo ha fatto fuggire.
(Johannes de Rupescissa, Trattato sulla Quintessenza, II)
sabato 2 maggio 2026
Una donna è l'inizio e la fine
Una donna è l'inizio e la fine. La donna ha il potere di creare, mantenere e trasformare: essa insomma è l'intero CERCHIO della vita.
(Diane Marie Child)
giovedì 30 aprile 2026
Se fa notte accendi molte luci, sino a che tutto sfolgori
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| Art by Jennifer Taylor |
Che le tue vesti siano candide... Se fa notte accendi molte luci, sino a che tutto sfolgori...
Ora inizia a combinare qualche lettera, o molte, spostale e combinale sino a che il tuo cuore sia caldo.
Stai attento al movimento delle lettere e a ciò che puoi produrre mescolandole.
E quando il tuo cuore è caldo, quando vedi che attraverso la combinazione delle lettere cogli delle cose che non avresti potuto conoscere da solo o con l'aiuto della tradizione,
quando sei pronto a ricevere l'influsso della potenza divina che penetra in te, impiega allora tutta la profondità del tuo pensiero a immaginare nel tuo cuore il Nome e i Suoi angeli superiori, come se fossero esseri umani che ti stanno accanto.
(Abufalia, Hayye ha-'Olam ha-Ba)
giovedì 16 aprile 2026
La bellezza

Liliya Khomyakova
Peppino: Sai cosa penso? Che questo aeroporto non è brutto, anzi…
Salvo: Ma che cosa dici?
Peppino: Visto
così dall'alto… Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la
natura vince sempre, che è ancora più forte dell'uomo. E invece non è
così. In fondo, tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi
trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere…
Fanno 'ste case schifose, con le finestre in alluminio, i muri di mattoni vivi… stai seguendo?
Salvo: Eh, sto seguendo…
Peppino: I
balconcini… La gente va ad abitare, mette le tendine, i gerani, la
televisione… e dopo un po’, tutto fa parte del paesaggio, c'è, esiste…
Nessuno ricorda più di com'era prima. Non vuole niente a distruggere la
bellezza…
Salvo: Ho capito: ma allora?
Peppino: E allora? Allora, invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni, 'sti fissarie … Bisognerebbe ricordare alla gente che cos'è la bellezza, aiutarli a riconoscere, a difendere…
Salvo: La bellezza…
Peppino: La bellezza… E' importante la bellezza… Da quella scende giù tutto il resto".
🎥 I cento passi
I venti non si sa mai quando arrivano, come arrivano
I venti non si sa mai quando arrivano, come arrivano. Sono improvvisi e inspiegabili come i moti del cuore. Un istante prima sei calmo, sei sereno ed ecco che ti senti addosso un’agitazione, una frenesia. I venti cambiano cose che erano lì immutate da sempre: spiagge, boschi, ghiacciai. Abbiamo forse anche noi dei venti nel cuore? Qualcosa che quando arriva è più forte di tutto e non vuol sentire ragioni? E’ così penso, pensai, che si diventa pazzi? E’ così che appare di schianto una verità che non conoscevi e non volevi conoscere?
E poi quando il vento s’attenua, si placa, ti guardi intorno e vede che tutto è stato sconvolto, che tutto è mutato, irriconoscibile. L’albero pende spezzato, le pietre sono rotolate via, i vetri infranti, i vasi di fiori in cocci, la fontana zeppa di rami e foglie. Ti volgi intorno e c’è una luce mai vista, spettrale, come se il mondo ricominciasse da lì e tutta quella rovina fosse stata necessaria. I venti dell’anima portano qualcosa come questa luce, ma prima devono trascinarti giù, più giù, perché senza la fine non c’è inizio.
Tratto da "Il libraio di Selinunte" - Roberto Vecchioni
Memorie - Pier Paolo Pasolini
MEMORIE
Torno alle giornate
più remote del nostro amore,
una marea di muta gratitudine,
e disperati baci.
Tutta la mia infanzia
è sulle tue ginocchia
spaventata di perderti
e perdutamente felice di averti.
(Pier Paolo Pasolini - da "L'Usignolo della Chiesa cattolica")
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato - Gibran
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran
Sono quella che sono - Jacques Prévert
Sono quella che sono
Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m'ama
Non è colpa mia
Se non è sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c'e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s'amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare...
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi
Jacques Prévert
Il cavaliere ingenuo
In un tempo, in un luogo lontano, un cavaliere ingenuo s'innamorò di una ragazza ingenua.Passarono le stagioni...Un giorno lei se ne andò! A lui parve d'impazzire ed il dolore era insopportabile. Decise di strapparsi il cuore. Salì sul suo cavallo e corse! Corse giù, lungo le terre dell'amicizia, giù lungo le terre della cortesia, giù fino alla terra del cinismo.Lì scavò, scavò finchè perse la cognizione di sè. Esausto, mise il suo cuore in una fredda scatola e pensò: "Nessuno potrà più farmi questo. Quì sarà al sicuro". Passarono le stagioni...Un giorno una donna saggia entrò nella sua vita. Il cavaliere pensò: "Questa donna non merita di amare un guscio vuoto". Salì sul suo cavallo e corse. Corse giù, lungo le terre dell'amicizia, giù lungo le terre della cortesia, giù fino alla terra del cinismo. Li scavò, solo, lì scavò, fradicio, lì scavò per sempre!
La leggenda di Herne il Cacciatore - William Shakespeare
C'è un'antica leggenda popolare
che narra come Herne il Cacciatore
custode un tempo qui
della Foresta di Windsor, le notti
di pieno inverno, a mezzanotte in punto,
s'aggira intorno ad una grande quercia
con grandi corna in testa
ramificate, e là dà fuoco all'albero,
e cattura il bestiame,
e munge latte/sangue dalle mucche
e scuote una catena
nel modo più terribile e sinistro.
D'un tale spirito avrete udito
anche voi e saprete come i vecchi,
nella superstiziosa lor follia,
abbiano tramandato come vera
questa storia di Herne il Cacciatore
fino alla nostra età.
"Le allegre comari di Windsor"
Atto 4 Scena 4
William Shakespeare
Il pescatore - Goethe
IL PESCATORE
L'acqua scrosciava, l'acqua si gonfiava,
e lì accanto c'era un pescatore,
guardava l'amo in tutta calma,
freddo sino al fondo del cuore.
E mentre siede e mentre ascolta,
si leva l'onda e si apre;
dall'acqua che si agita scroscia
una donna tutta stillante.
A lui un canto rivolse e le parole:
«Perché attiri con l'arte
dell'umana malizia la mia prole,
su, nella vampa della morte?
Se sapessi come il piccolo pesce
sta sul fondo, beato,
scenderesti quaggiù, così come sei,
non saresti più malato.
Il caro sole, e la luna, non trova
nel mare il suo ristoro?
Sull'alito del flutto non torna
a noi più bello il suo volto?
Il cielo profondo non ti attrae,
l'umida azzurrità trasfigurata?
Il tuo volto stesso non ti attrae
qui nell'eterna rugiada?»
L'acqua scrosciava, l'acqua si gonfiava,
bagnandogli il piede nudo;
e la nostalgia del suo cuore era tanta,
come quando la bella gli dava il saluto.
A lui rivolse le parole e il canto;
allora fu un uomo finito:
in parte lo trasse, in parte era pronto
a cadere, e non fu mai più visto.
Goethe
Se le notti fossero quattro...
mercoledì 15 aprile 2026
Felicità raggiunta, si cammina - Eugenio Montale
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.
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| Warsaw / Kamienne Schodki |
L'unicorno - R. M. Rilke
L'unicorno
E’ questo l’animale favoloso,
che non esiste. Non veduto mai,
ne amaron le movenze, il collo, il passo:
fino la luce dello sguardo calmo.
Pure "non era". Ma perchè lo amarono,
divenne. Intatto. Gli lasciavan sempre
più spazio. E in quello spazio chiaro, etereo:
serbato a lui - levò, leggiero, il capo.
Neppure fu. Non lo nutrir d’avena.
Ma del suo "poter essere", soltanto.
E questo infuse in lui tale vigore,
che dalla fronte, il niveo corno spinse.
Candido venne a una fanciulla incontro.
E fu - per lei - nel suo specchio d’argento.
R. M. Rilke
L'amico delle crisalidi - Guido Gozzano
L'amico delle crisalidi
Una crisalide svelta e sottile
quasi monile
pende sospesa dalla cimasa
della mia casa.
Salgo talora sull’abbaino
per contemplarla
e guardo e interrogo quell’esserino
che non mi parla:
O prigioniero delle tue bende
pendulo e solo,
soffri? il tuo cuore sente che attende
l’ora del volo?
Tu ti profili dal tetto antico
sui cieli pallidi...
No, non temere: sono l’amico
delle crisalidi!
No, non temere l’orride stragi
care una volta:
mi dan rimorso gli anni malvagi
della raccolta.
Papili Arginnidi Vanesse Pieridi
Satiri Esperidi:
contemplo triste con la mia musa
la tomba chiusa.
Dormono in pace tutte le morte
sotto il cristallo;
fra tutte domina la sfinge forte
dal teschio giallo.
O prigioniero delle tue bende
pendulo e solo
soffri? Il tuo cuore sente che attende
l’ora del volo?
Ti riconosco. Profilo aguzzo,
dorso crostaceo
irto, brunito, con qualche spruzzo
madreperlaceo:
sei la crisalide d’una Vanessa:
la Policlora
che vola a Maggio. Maggio s’appressa,
tra poco è l’ora!
Tra poco l’ospite della mia casa
sarà lontana;
penderà vota dalla cimasa
la spoglia vana.
Andrai perfetta dove ti porta
l’alba fiorita;
e sarà come tu fossi morta
per altra vita.
L’ale! Si muoia, per che morendo,
sogno mortale,
s’appaghi alfine questo tremendo
sforzo dell’ale!
L’ale! Sull’ale l’uomo sopito,
sopravvissuto,
attinga i cieli dell’Infinito,
dell’Assoluto...
E tu che canti fisso nel sole,
mio cuore ansante,
e tu non credi quelle parole
che disse Dante?
Guido Gozzano
martedì 14 aprile 2026
L'amicizia - Tahar Ben Jelloun
L'amicizia è una religione senza Dio né Giudizio finale. E non c'è neppure il diavolo. Una religione che non è estranea all'amore. Ma un amore dove la guerra e l'odio sono proscritti, dove il silenzio è possibile. Potrebbe essere lo stato ideale dell'esistenza. Uno stato tranquillo. Un legame necessario e raro. Non sopporta impurità alcuna. L'altro, di fronte, la persona che si ama, non è solamente uno specchio che riflette, è anche l'altro se stesso sognato. L'amicizia perfetta dovrebbe essere una sorta di solitudine felice, spurgata dai sentimenti d'angoscia, di rifiuto e di isolamento. Non si tratta di una semplice storia di sdoppiamento nella quale l'immagine di sé sarebbe passata attraverso un filtro, un esame che dovrebbe ingrandire i difetti e le carenze e ridurre le qualità. Lo sguardo dell'amico dovrebbe riconsegnarci la nostra immagine considerata in modo esigente. L'amicizia allora consisterebbe in questa reciprocità senza sfasature, guidata dallo stesso principio di amore: il rispetto che ciascuno deve a se stesso se vuole che gli latri glielo ricambino, naturalmente.
L'amicizia - Tahar Ben Jelloun
Primavera - Luigi Cignoni
E' scoppiata all'improvviso
portata dalle ali di pettirossso
la primavera, quest'anno.
Ha ridato la vita al mio albero
di ciliegio del giardino,
grinzoso, dalla dura corteccia
come le mani di vecchi minatori.
Bentornata, Primavera,
dolce Speranza
per il mio cuore malato d'amore.
Felice di averti ospite
nel mio orto recintato:
hai il pregio di colorare
la mia vita di guardiano.
Luigi Cignoni, "Il mare in un bicchiere di plastica", aprile 2007
Un foglio bianco senza valore - Wen I-tuo
Un foglio bianco senza valore
era la mia vita.
Il verde mi ha fatto crescere,
il rosso mi ha dato l'ardore,
il giallo la lealtà e la fermezza,
l'azzurro la purezza,
il rosa la speranza,
il grigio la tristezza
e per finire questo acquarello
il nero mi darà la morte.
Da allora
io amo la vita,
perché amo i colori.
Wen I-tuo, Poesia cinese moderna
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Oggi vi propongo queste rime scritte da Aloisio Pico in memoria di una ballerina spentasi nel nosocomio di Padova. La composizione è del 18...
-
Da un deserto di acque circondata sotto un sole a strapiombo che mi strania da me stessa e dagli altri, proprio allora balugina Mo...
-
Venite al tempio sacro delle vergini dove più grato è il bosco e sulle are fuma l'incenso. Qui fresca l'acqua mormora tra i rami dei...






