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mercoledì 15 aprile 2026

Il ricettario delle fate - Cucina elfica

Per festeggiare la riapertura del blog ed il ritorno della primavera (sebbene al momento là fuori sembri d'esser ancora in autunno!) pubblico questa piccola chicca scampata dalle insidie del tempo e del web. Si tratta di un golosissimo ricettario recuperato da un blog non più attivo da tempo, Il Cerchio delle Streghe (Fairydoll.myblog.it)

Per chi non apprezzasse le citazioni "stregonesche", non se ne preoccupi: basta attenersi scrupolosamente agli ingredienti tradizionali, ignorando quanto è tra parentesi (forse).


 

Ricetta segreta del budino di pane e burro della fata Morgana
350 ml di latte intero fresco (dalle vacche del sole)
300ml di panna per dolci (dal latte delle vacche del sole)
una bacca di vaniglia , o essenza (dal baccello strizzato da uno sciamano della Malasja)
5 uova freschissime (di piccione viaggiatore)
75gr di zucchero semolato (nero e di canna)
170 gradi panini e burro ( pane avanzato dal banchetto di Yule)
25 gr di uvetta sultanina ( acini d'uva seccati al sole del deserto del Gobi)
confettura di albicocche ( preparata dalla maestra del villaggio)
acqua,zucchero a velo e sale (acqua di fonte, velo di zucchero intessuto dai ragni del re)


Preriscaldate il forno a 150° scaldandovi anche una teglia d'acqua (per cuocere il budino a bagnomaria).
Fate ammorbidire l'uvetta in una tazza d'acqua tiepida con un po' di brandy
In una ciotola lavorate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso (più è spumoso e meglio riesce il budino)
Versate il latte in una casseruola con la panna e un pizzico di sale: fatelo sobbollire per 7-8 minuti a fiamma dolce.Poi unite 1 cucchiaino di essenza di vaniglia,mescolate e versate questo composto a filo nella ciotola delle uova ,mescolando in continuazione fino ad ottenere una crema vellutata. Tenetela per ora da parte.
Imburrare generosamente il fondo e le pareti di una pirofila.
Tagliate i panini i 4 spicchi, distribuiteli nella pirofila sovrapponendoli leggermente e cospargetevi l'uvetta ben strizzata.
Fate fondere 30g di burro e spennellatelo sul pane.
Versatevi la crema di latte,panna e uova,sistemate la preparazione nella teglia con l'acqua calda e infornate per 35 minuti,finchè la crema si rassoda. Poi,sfornate e spennellate e spennellate il budino con 4 cucchiai di confettura stemperata in un pentolino con 1 cucchiaio d'acqua.
Cospargete il budino con dello zucchero a velo e servitelo subito,completando le porzioni con della frutta cotta oppure con del gelato alla crema o alla panna(fiordilatte)

Per tutti quelli che amano la vita e la natura; per restare in sintonia con le forze che la governano e per rendere grazie per quanto di buono ci regalano ogno giorno

Cavoli ai fiocchi di neve
1 bel cavolfiore lessato di 1 kg (un fior-fiore di cavolfiore raccolto la notte di S Giovanni)
400 g di prosciutto cotto tagliato a fette ( dalla dispensa delle suore)
200 g di pecorino grattugiato ( dalla cantina del ciclope Celestino)
2 scalogni ( dall'orto della fata Valentina)
1 fetta di pancarrè,( dal fornaio pazzo)
1 rametto di rosmarino,( dal balcone dello gnomo Umberto)
poco latte (20 gocce)
1 uovo ( di tortora)
olio di oliva ( spremuto al tramonto)
sale ( della Normandia)
pepe ( della cajenna)
fiocchi di neve q.b.(dall'Imalaya)


Fate ammorbidire la fetta di pancarrè sbiciolata nel latte.
Affettate gli scalogni finissimi. Spezzettate il prosciutto.
In una padella antiaderente, fate scaldare un filo di olio e soffriggetevi gli scalogni a fiamma dolce.
Aggiungete il prosciutto, salate, pepate e proseguite la cottura per due minuti. Togliete quindi la padella dal fuoco e unite il pancarrè ammorbidito e l'uovo.
Passate il tutto al mixer. Dividete il cavolfiore lessato in otto porzioni uguali e sistemate ciascuna porzione, capovolta, in otto stampini. Create un buco al centro e farcitelo con il composto precedente.Sformate ciascuna porzione sulla placca del forno leggermente unta di olio e cospargetela con il pecorino e mozzarella a forma di fiocchi di neve
Passate il tutto sotto il grill del forno fino a quando la superficie sarà dorata e croccante.
Portate in tavola caldo, in un piatto di servizio.

Per propiziarsi la fortuna e un'ottima salute

Torta delle Fate
500 gr di Farina (o.. cipria di mugnaio)
250 gr di Latte o Margarina (o.. latte d'asina asiatica)
Lievito (o ...magia di fata)
Mezzo cucchiaio di miele ( dalla regina delle epi)
1 Uovo ( rubato alla fenice)
250 gr di Uvetta ( o... bacche di vite)


Riscaldate il forno a 300°. Unite tutti gli ingredienti uno ad uno in una scodella finchè non sono ben amalgamati. Mettete l'impasto, prendendolo a cucchiaiate su della carta da forno.
Cuocete per dieci minuti. decorate col miele colato sopra.
Non dimenticate di lasciarne un pò alla finestra per le fate!

Consigliata per conquistare qualsiasi tipo di suocera ( particolarmente quelle "so-tutto-io")

Pagnotta squisita della strega golosa
500gr di farina (macinata nel mulino delle stelle)
70gr di burro (dalla mucca Carolina)
30gr di zucchero nero(di canna brasiliana)
3 uova intere (dal pollaio di Diana)
1 tuorlo (di uovo di passero)
10ml di latte (dalle capre dei ciclopi)
Prosciutto, salame e mortadella a cubetti (dalla cantina di Re Salomone)
Formaggio dolce a cubetti (dal mastro formaggiao delle alpi Graie)
1 pizzico di sale (dalle saline di Taranto)
1 pizzico di parmigiano (c.s)
Lievito (pizzico di magia di folletto )


Mettere in una ciotola la farina setacciata, lo zucchero ed il sale.Unirvi le uova sbattute ed il burro fuso . All'impasto
aggiungere il lievito e mescolare bene. Impastare fino ad avere un composto liscio ed omogeneo.
Far lievitare per circa 1 ora, interrompere la lievitazione e far riposare l'impasto per un'altra ora.
fare un buco in mezzo ed infilarci il ripieno da voi scelto; poi  far riposare per un'altra oretta.
Scaldare il forno per 15 minuti a 200°, spennellare con il tuorlo dell'uovo la superficie dell'impasto e farlo poi cuocere per 20/25 minuti.

Pesto delle Streghe
150 gr tra noci e pinoli (raccolte nel bosco incantato all'alba)
150 gr di parmigiano ( comperato a Parma da un mastro formaggiaio)
50 gr di burro a temperatura ambiente (appena uscito dalla sbattitura)
Un pizzico di sale (dal Tibet)
3 grossi spicchi di aglio (dall'orto del mugnaio incipriato)
Olio di oliva quanto basta ( spremuto di notte )
1 pizzico di pepe di cayenne (raccolto a maggio)
1 pizzico di maggiorana fresca ( dal balcone di casa mia)
150 gr di foglie di basilico ( dalla fata della riviera)


Tostate leggermente dorate le noci e i pinoli in una padella,  successivamente sminuzzatele finissimamente .In una scodella mischiate con le mani le noci,pinoli  ,formaggio e  burro.
Nel frullatore mettete l'aglio, il sale, il pepe, la maggiorana e frullate anche questo.
Introducete il basilico poco alla volta e amalgamate  finchè non ottenete un composto uniforme, verde e aromatico.
Mettete il composto nella scodella dove si trova il formaggio e mischiate per benino le noci, formaggio e composto.Usatelo
con qualsiasi tipo di pasta. Accompagnate il tutto con un buon bicchiere di vino rosso

Consigliato per donare pace e serenità in ogni situazione

Bacche di melanza del piccione viaggiatore
Ingredienti per 4 persone :
2 melanzane lunghe (dalla lontana india)
1 uovo ( di piccione viaggiatore)
3 spicchi d'aglio (dal paese di bengodi)
50 gr di farina ( dal mulino della contea)
100 gr di formaggio grattugiato (rubato al topolino dei fratelli Grim)
1 pizzico sale ( delle saliere di Taranto)
1,5 dl d'olio d'oliva ( spremuto in una notte senza luna)


Lavate e asciugate le melanzane.
Tagliatele a fette di 1 cm di spessore e cospargete con sale fino. Sistematele in una ciotola capiente e sistematevi sopra un piattino con un peso. Lasciatele riposare per almeno 1 ora. Trascorso questo tempo, strizzate bene le fette di melanzane e infarinatele leggermente.
Mescolate l'uovo con 1 dl di acqua e l'aglio schiacciato o finemente tritato.
Passate le fette di melanzane nella pastella e successivamente nel formaggio grattugiato. Friggetele nell'olio d'oliva ben caldo finché saranno dorate sui due lati. Asciugatele con carta assorbente e servite caldo.
Questo piatto si può preparare in anticipo e scaldare al momento in un forno ben caldo.

Consigliato per riconquistare la fiducia di un uomo o donna riottosi

Spiedini di maiale selvaggio, speziati
Ingredienti per 4 persone.
Prima di tutto procuratevi un maiale selvaggio dal cacciatore di cappucetto rosso
poi prendete :
500 gr di lonza a fette (del suddetto)
1 dl d'olio d'oliva ( spremuto con le mani dai Ciclopi)
1/4 cucchiaino di pepe nero macinato ( dall'oriente misterioso)
1Pizzico di peperoncino in polvere (dal giardino botanico del Priore)
1 di paprika (rubata alla moglie del mugniaio delle cascate)
1 pizz.di cumino macinato(dai mari del sud)
1 pizz.di sale e di foglioline di timo(dall'orto di casa mia)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato.( dal bosco incantato)


Mescolate tutte le spezie e le erbe in una ciotolina e diluitele con l'olio d'oliva. Tagliate la carne a dadini e metteteli nella ciotolina con il condimento. Mescolate bene, coprite la ciotola e lasciate marinare per un giorno intero in frigo.
Rimescolate bene la carne, scolatela e infilatela su spiedini di legno. Cuocete su una piastra o su un barbecue per 15 minuti.

Con questo piatto conquisterete anche l'uomo più freddo e scorbutico

Biscottini di primavera
100 g di burro, freddo di frigo
40 g di zucchero semolato
100 g di maionese, fredda di frigo
circa 260 g di farina


Cominciare tagliando il burro freddissimo in piccoli pezzi, poi sbatterlo con un mesctolo di legno d'ulivo. Cominciare a montarlo con lo zucchero per qualche minuto, almeno 5, fino ad avere una crema ben montata. Ora uniamo la maionese ben fredda. Appena la maionese e' amalgamata, uniamo la farina, all'inizio poca, poi man mano che l'impasto la assorne canteremo" biscotto biscottino tu diverrai tanto..tanto buonino", uniamo il resto e cominciamo a lavorare bene con le mani.
Regolatevi un po' con la farina, la pasta deve essere molto morbida ma non troppo appiccicosa.
Stacchiamone piccole porzioni, e facciamo dei cilindretti che andremo ad appiattire con le mani, ed a rotolare in un poco di zucchero semolato. Sono delicati, fate attenzione. Metterli in una teglia con fondo spesso coperta con carta forno e cuocere a 195 gradi per circa 12 minuti, controllate il colore.
Aspettate che si raffreddano per gustarli, da caldi sono ancora un po' morbidini. 

Torta salata ai formaggi e alle noci
Per 6 persone:
2 rotoli di pasta sfoglia pronta (meglio se fatta da cuoca elfica)
100 gr di Gorgonzola cremoso (dal casaro arrabbiato)
150 gr di crescenza (dal friggidaire di biancaneve)
1 uovo (di gallina intelligente)
1 dl di latte( della mucca di mago merlino)
sale, pepe ( da Avalon)
una ventina di gherigli di noci (dell'albero della cuccagna)


Sbatti o frulla i formaggi con il latte, sale e pepe e unisci l'uovo.
Stendi una sfoglia di pasta in uno stampo e versa il composto.
Distribuisci i gherigli di noci tritati.
Copri con l'altra sfoglia, sigilla bene i lati e cuoci nel forno già caldo a 180° per 35/45 minuti

Ricetta consigliata per fare pace con chi si ama.Praticamente infallibile!

Lo Zulbia
yogurt bianco 125 ml (dalla capra del mago bianco)
2 vasetti di farina (dal mulino delle cascate)
1 cucchiaino di bicarbonato (dall'alchimista pazzo)
1 cucchiaio d'olio di semi (dai campi elisi)
4 cucchiai d'acqua (dalla fonte Lete)
2 uova (rubati alla fenice)

Sciroppo:
2 bicchieri di zucchero ( dal lontano brasile)
1 bicchiere d'acqua ( dalla fonte chioacchierina)
1 cucchiaio d'acqua di rose ( dalla fata primavera)
1 cucchiaino di zafferano ( da mille pistilli magici)
1 cucchiaino di succo di limone (dalla terra del vulcano)


Con la farina, lo yogurt,il bicarbonato, l'acqua e le uova fare una pastella omogenea.Mettere la pastella in una sacca da pasticciere, in una padella con olio, create una spirale concentrica con la pastella , per ogni singolo dolcetto, che una volta dorati vengono messi su carta da cucina per perdere l'olio residuo.
Bollire lo zucchero e l'acqua, e fuori dal fuoco aggiungere gli altri ingredienti mescolando bene,immergervi ad uno ad uno ,i dolcetti per parecchi minuti

Gnomi al cioccolato
300 gr di cioccolato fondente nero ( dalle piantagioni della maga del brasile)
300 gr di cioccolato bianco ( dalla strega  svizzerina)
150 gr di mandorle triturate ( rubate al folletto della contea)
250 gr di crema di nocciole spalmabile ( dal convento delle suore scalze)
aroma di mandorla ( dalla carrefour)


Sciogliere a bagnomaria il fondente nero, versate nello stampo di silicone a forma di gnomo, ricoprendo bene le pareti, servirà a formare il guscio del cioccolatino, ponete in frigo a rassidare, anche se con questo freddo mi son rassodati anche fuori frigo!!! Nel frattempo sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco e unirvi fuori dal fuoco la nutella e le mandorle e l'aroma. Prendere lo stampo dal frigo e riempire i gusci con il composto appena fatto, rimettere in frigo a rassodare, infine chiuderela base dei cioccolatini con altro fondente nero sciolto. Dopo che anche la base è rassodata sformarli dallo stampo e servirli in pirottini di carta.

Crema di porri, pipistrelli e carciofi
3 porri (dall'orto del convento)
6 carciofi ( dal giardino del sultano)
1 lt circa di brodo (brodo di pipistrello giovane)
1 rametto di prezzemolo (dal giardino della fata del nord)
1 spicchio d'aglio ( dal paese blu)
3 gocce di succo di limone ( dal regno di Napoli)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva spremuto a freddo
circa 20 ml sale (delle saline del mar morto)


Lavate i porri, eliminate le foglie e la parte vicina alle radici e togliete la pellicola esterna, poi agliateli a fettine.
Pulite i carciofi come fate di solito, poi tagliateli a fettine e metteteli in una bacinella con il succo di limone
In una pentola fate scaldare l'olio, quindi mette l'aglio, i porri e i carciofi, salate e fate rosolare a fuoco vivo per 5 minuti.
Versate un mestolo di brodo caldo, abbassate il fuoco e fate cuocere con il coperchio scostato per circa 25 minuti, aggiungendo il brodo quando si asciuga troppo.
Una volta cotte le verdure frullate tutto con il frullatore ad immersione, ed eventualmente regolate la densità aggiungendo un pochino di brodo.
Versate la crema nei piatti, guarnite con il prezzemolo tritato e servite in tavola.

Pannocchie in salsa di lucertola
1 kg di pannocchie di mais da lessare ( colte la prima notte di luna piena)
2 peperoni rossi (dal vostro giardino)
2 peperoni verdi ( dall'orto della fata)
40 gr di spinaci (dall'orto del convento)
1 cipolla (dall'ortolano)
5 cucchiai di olio d'oliva (spremuto d'autunno in una giornata ventosa)
2 cucchiai di panna liquida ( dalla capretta della zia Pina)
pepe (dai pirati dei caraibi)
sale ( dalle saline del mago di oz)
peperoncino a piacere


Lavate i peperoni, sgocciolateli, eliminate il torsolo, i semi e i filamenti. Tagliateli a pezzetti di 2 cm tenendo separati i colori.
Eliminate le radici dagli spinaci, lavateli e sgocciolateli bene. Spellate, lavate e tritate finemente la cipolla.
Versate metà olio in un tegame e metà in un altro. Dividete nei due tegami il trito di cipolla e il peperoncino e rosolateli per 5 minuti.
Aggiungete nel primo tegame i peperoni rossi, e nel secondo quelli verdi e gli spinaci.
Salate e fate rosolare entrambi per 1 minuto a fiamma viva.
Cuocete per 30 minuti a fuoco bassissimo con il coperchio. Poi passate i peperoni al mixer separatamente.
Rimettete i passati nei loro tegami sempre tenendoli separati e aggiungete un cucchiaio di panna in ognuno.Togliete le foglie alle pannocchie e strofinatele con un panno per togliere i filamenti. Lavatele, sgocciolatele e mettetele in una capace pentola.
Coprite con acqua fredda e cuocete per 5 minuti dal momento in cui bolle.
Scolate le pannocchie e eventualmente infilzatele una ad una in spiedini di metallo o stecchini di legno.
Riscaldate le salse senza farle bollire.
Servite le pannocchie ben calde accompagnate da due ciotole con le salse e burro a piacere.

Elisir del perfetto amore
Ingredienti per 4 persone
320 g di alcool a 95 gradi (dalla bettola del porto di Singapore)
1 scorza d'arancia (dall'aranceto di madonna Fiorella)
1 scorza di cedro ( dal lontano Madagascar)
1 scorza di limone ( dalla terra di Napoli)
7 g di cannella (dall'orchidea piu' bella)
1 chiodo di garofano ( dai paesi del sud)
240 g di zucchero (di canna del brasile)


Mettete in un vaso l'alcool con le bucce degli agrumi, la cannella e i chiodi di garofano e lasciate riposare una giornata.
Trascorso questo tempo, filtrate il liquido e aggiungete lo zucchero che avrete sciolto in 160 g di acqua.
Fate ora riposare il liquore per sei giorni.
Passato il tempo stabilito, filtratelo.
Tappate accuratamente la bottiglia con ceralacca e riponetela in luogo fresco.
Potrete consumare il liquore solo dopo un mese circa.

Cosigliato a chi soffre pene d'amore: 2 cucchiai al di' fino alla scomparsa dei sintomi.

Amaretto
100 cl di grappa (dalle vinacce dei paesi dell'est)
1 scorza d'arancia grattugiata (dall'aranceto delle Pleiadi)
2 cime di assenzio (rubato al mago Merlino mentre russa)
30 g di radice di genziana pestata (dai monti del Picco Spezzato)
5 mandorle (raccolte nel deserto del Gobi)


Si mette la scorza d'arancia (usare solo la parte gialla) a macerare per un paio di giorni nella grappa insieme alla 5 mandorle spellate, agitando frequentemente.
Poi si aggiunge l'assenzio e la genziana pestata.
Si lascia macerare il tutto per un mese o poco meno, agitando due volte al giorno e tenendo il vaso esposto al sole.
Quindi si filtra e si imbottiglia.
Otterrete una bevanda dal sapore amarognolo, ma molto gradevole.

Durante una disputa verbale, bevetene un sorso: sarete imbattibili in...eloquenza.

Amaro al carciofo dell'elfo
Antica e introvabile ricetta del liquore al carciofo dell'elfo GIPZRVTOH
Ingredienti per una persona
20 foglie di carciofo (delle terre selvagge)
1 sommità fiorita di achillea (dal bosco incantato)
2 chiodi di garofano (raccolti da una scimmia)
45 cl di vino bianco secco (pigiato coi piedi da una fenice)
45 cl di brandy (distillato da un maestro di cantina ucraino)


Lasciate macerare per 2 giorni le erbe e le spezie nel brandy in un vaso a chiusura ermetica che avrete cura di agitare almeno due o tre volte al giorno.
Unite poi il vino e ripetete l'operazione per altri due giorni.
Al termine del tempo indicato filtrate ed imbottigliate.
Attendete almeno 4 mesi prima di sorbire questo amaro digestivo che raccoglie in sè tutte le virtù del carciofo, pianta che contiene un principio amaro (la cinarina) prezioso per la sua azione epato-renale.

La digestione assicurata per ogni tipo di...boccone.Foss'anche petti di pipistrello alla brace.

Acqua magica fiorita al gelsominio
1 manciata di gelsomini (corolle dei fiori più profumati colti in una notte di mezza estate)
acqua(purissima delle cascate elfiche)


Lasciare i fiori per 3 giorni coperti d'acqua in infusione, in un vasetto di vetro sigillato e conservato al freddo.
Scuotete 3 o 4 volte al giorno, poi filtrate il liquido.
Si può conservare nella ghiacciaia elettrica (ndr. congelatore)
Aggungetevi dello zucchero di canna e servite.

Dolcissima, freschissima e dissetante per calmare i bollori di chiunque.

L'alchermes di lunga vita
350 g di alcool a 95 gradi (distillato da un astemio)
350 g di zucchero (di canna della Malasya)
500 g di acqua (da fonte cristallina)
7 g di cannella in canna (dalla corteccia inviolata)
4 g di cocciniglia (qui ci vuole vera magia)
1.5 g di macis (chiedere alla drogheria della fata Turchina,perche' io non so)
1 g di chiodi di garofano (di garofano mai fiorito)
1 g di cardamomo (dal profumo inebriante)
1 g di vaniglia (baccello raccolto prima del nascere del sole)
60 g di acqua di rose (dal giardino del convento)


L'alchermes vanta un'origine nobile e la sua celebrità va attribuita a Caterina de' medici che lo introdusse alla corte di Francia.
Mettete le spezie, l'alcool e 200 g di acqua in un vaso per 15 giorni agitando due volte al giorno.
Sciogliete lo zucchero nei rimanenti 300 g di acqua e aggiungetelo al macerato.
Fate riposare per un giorno, filtrate e appena prima di imbottigliare aggiungete l'acqua di rose.

Un bicchierino la settimana e...camperete 100 anni

Amaro delle Mille e Una Notte
100 cl di grappa (di datteri del deserto)
25 g di cannella (portata su un cammello bianco)
10 g di chiodi di garofano (della dispensa della fata Morgana)
10 g di scorza d'arancia amara (dalla pianta del Dalai Lama)
10 g di galanga (pianta rarixima)
5 g di cardamomo (raccolta nel giardino del Re di Tunisi)
5 g di zenzero (radice raccolta quando piove)


Frantumate le spezie in un mortaio di marmo e ponetele a macerare nella grappa per 12 giorni in un vaso chiuso agitando due volte al giorno.
Filtrate e imbottigliate tappando con sughero e ceralacca.
Così imbottigliato custodite il liquore in un posto fresco e asciutto.
Attenderete almeno tre mesi prima di servire questo ottimo liquore dall'aroma esotico.

Amaro di Montchamp
400 g di alcool a 95 gradi (dalla cantina di Mandrapur)
320 g di zucchero (di canna argentina)
280 g di acqua (di fonte purixima)
4 g di assenzio (del mago canterino sottratta quando NON canta)
3 g di calamo aromatico (dalla farmacia del bosco )
3 g di centaura (dall'erboristeria del convento)
2 g di radice di angelica (raccolta nella radura della rugiada)
2 g di enula campana (pianticella rarixima)
1 g di cannella (sbucciata cantando la Marsigliese)


Questo rinomato amaro richiede un periodo di macerazione di 2 giorni nel vaso a chiusura ermetica.
Nel frattempo curerete di rimestare una volta al giorno il macerato al quale aggiungerete infine lo zucchero disciolto nell'acqua calda.
Lasciate riposare per una giornata, filtrate e imbottigliate.
Per apprezzare il sapore di questo liquore fatelo riposare almeno sei mesi, quindi è conveniente tappare la bottiglia con sughero e ceralacca.

Bevine un cucchiaio quando vuoi sentirti libero, ed ogni legame magicamente si spezzerà.

mercoledì 27 agosto 2025

Ricette autunnali del cuneese

La cucina del cuneese

Una terra dalle mille sfaccettature, con le sue valli occitane, i paesaggi ora selvaggi ora morbidi di pascoli, gli antichi retaggi della presenza saracena che sembra finita ieri, il territorio d’alta montagna ad un tiro di schioppo dal mare; un mondo altrettanto vario a tavola, accomunato da una sequela di piatti che profumano di formaggi e di latte, accompagnati a castagne, patate, mais, grano saraceno, segale, frutti di bosco, erbe aromatiche, funghi. E poi l’ottima carne, il cappone di Morozzo, l’agnello sambucano, la pregiata lumaca, la selvaggina.
Una tradizione nata in zone di confine e quindi aperta  ai sapori della Provenza – da sempre dogane tracciate a tavolino non hanno costituito ostacolo al libero scambio dell’emigrazione e dell’incontro tra i popoli – del Nizzardo o dei più vicini bricchi di Langa  dove si celebra l’incontro tra i grandi formaggi della montagna, Castelmagno e Raschera, e la corte dei grandi vini albesi.
Ogni festa, ogni ricorrenza offre il suo piatto che ha valenza di memoria familiare e collettiva: il cibo segue il ciclo della vita nello scorrere delle stagioni e nel rispetto dei frutti che la terra produce. Piccole liturgie, ancora ben radicate, di una cucina fatta di compostezza e di decoro, di sobrietà di ingredienti che un’abilità culinaria antica di generazioni sa magistralmente interpretare. Senza enfasi come nel carattere della sua gente. Semplicità e amore per la propria terra sembrano essere il sottile passaparola per gustare piatti di grande equilibrio, antichi anche nei nomi: dòba, sebos abausos, ravioles, fricò, polenta nera, mato, donderet, cojëtte, croset, bignette.
Tradizioni simboliche e beneauguranti accompagnano la tavola da cui scaturiscono ricordi della comune matrice occitana, prorompe il profumo salmastro dei carrettini degli acciugai nel loro viaggio itinerante di fiera in fiera, traspaiono pergole d’osteria dove il sapore dolce dell’uva fragola si sposa a quello gagliardo del soffritto di cipolla e di porri per un’ospitalità a misura d’uomo.

Polenta nera con bagna bianca

 
Ingredienti per 6 persone:
 
Per la polenta:
un kg di patate
5 pugni di farina di grano saraceno
2 pugni di farina di frumento
2 litri d’acqua
sale
 
Per la bagna bianca:
150 gr di panna
50 gr di burro
3 porri
un bicchiere di latte
sale, pepe
 
Preparazione:
Lavare bene le patate con la buccia  e lessarle in un paiolo con circa due litri d’acqua salata. Appena cotte, sbucciarle, schiacciarle e rimetterle nel paiolo con l’acqua di cottura; unire, poco per volta e mescolando bene, la farina di frumento e quella di grano saraceno. Cuocere per circa 40 minuti rimestando sempre nello stesso verso.
Nel frattempo preparare la salsa. Soffriggere lentamente nel burro i porri finemente affettati, badando che restino morbidi. Unire la panna, il latte, sale, pepe e lasciar cuocere per qualche minuto a fiamma moderata.
Versare la polenta su un piatto di portata fondo e ricoprirla con la bagna bianca.

Mato

Ingredienti per 8 persone: 
8 patate
4 porri
4 foglie di erba di San Pietro
6 cucchiai di formaggio grattugiato
2 manciate di riso
2 fette di zucca gialla
200 gr di panna
120 gr di burro
sale, pepe, noce moscata
 
Preparazione:

Lessare le patate con la buccia in abbondante acqua salata.
Nel frattempo preparare gli altri ingredienti. Sbucciare la zucca, tagliarla a fettine e farla stufare in tegame con una noce di burro finché sarà morbida. Affettare finemente i porri, soffriggerli in 30 grammi di burro e cuocerli per un quarto d’ora finché saranno appassiti senza però seccare.
Lessare il riso in acqua salata per 15 minuti quindi scolarlo e metterlo da parte.
Quando le patate saranno cotte, sbucciarle, passarle allo schiacciapatate e far cadere il purè in una terrina; unire i porri soffritti, l’erba di san Pietro tritata, sale, pepe e noce moscata. Aggiungere 100 gr di panna, 30 gr di burro ed amalgamare bene.
Ungere di burro una teglia di terracotta e stendere uno strato di patate e porri, sistemarvi sopra uno strato di riso, bagnare con la rimanente panna ed allargare uno strato di zucca. Spolverizzare di formaggio grattugiato e ricoprire con un ultimo strato di patate e porri. Terminare con altro formaggio grattugiato e deporre qua e là sulla superficie qualche fiocchetto di burro.
Cuocere in forno a 180° per 50 minuti e servire calda.

Öla al forno

Ingredienti per 4 persone:
1/2 kg di fagioli borlotti 
1/2 kg di patate 
un pezzo di zucca gialla 
2 porri 
2 carote 
2 spicchi d’aglio 
un gambo di sedano 
un ciuffetto di prezzemolo 
un ciuffetto di basilico 
2 costine di maiale 
olio, sale, pepe

Preparazione:
Pulire porri, carote, aglio e sedano. Sbucciate patate, cipolla e zucca e tagliate tutto a pezzetti. Lavate i fagioli eliminando quelli bacati. In un grande recipiente di terracotta (ÖLA) sistemate a strati i pezzi di verdura ed i fagioli con le costine di maiale. Cospargete con basilico e prezzemolo tritati, salate, pepate ed unite due cucchiai d’olio. Coprite con circa 4 litri d’acqua. Mettete il coperchio ed inserite nel forno a legna cuocete sul fuoco lento per 6/7 ore rimestando saltuariamente.

Lumache al verde
 
Ingredienti per 4 persone:
1 Kg di chiocciole opercolate 
2 spicchi d’aglio 
2 cipolle 
1 carota 
1 gambo di sedano 
5 foglie d’alloro 
1 pezzetto di peperoncino 
2 cucchiai di conserva 
1 mestolo di brodo di carne 
1 bicchiere di vino di bianco secco 
30 gr burro 
olio d’oliva 
sale
 
Preparazione:
Versate le lumache in una pentola e lessatele per 2 ore ricoprendole d’acqua fredda e aggiungendo una manciata di sale grosso, una cipolla, una carota, un gambo di sedano e 2 foglie d’alloro. Scolatele, sgusciatele e ripulitele togliendo l’estremità scura. Soffriggete in 3 cucchiai d’olio e un cubetto di burro il restante alloro, l’aglio e una cipolla tritati, il trito di prezzemolo e insaporite per pochi minuti col peperoncino. Unite le lumache e la salsa di pomodoro, inumidite col vino e qualche cucchiaio di brodo. Salate, pepate e cuocete a fuoco moderato per un’ora e 1û2 rimestando saltuariamente aggiungendo brodo se opportuno. 

Montebianco

Ingredienti
1 kg di castagne 
200 gr. di panna 
200 gr di zucchero 
2 cucchiai di cacao 
un bicchierino di rhum

Preparazione:
Lessare le castagne, sbucciarle e schiacciarle. Unire metà dello zucchero, il rhum, il cacao e mescolare bene. Ripassare il composto nel passaverdure con buchi più grossi e farlo cadere su un piatto da portata dandogli una forma conica, a montagna. Montare la panna con il rimanente zucchero e ricoprire le castagne.

Salame di castagne

Ingredienti:
500 gr di castagne bianche
300 gr di farina di frumento
2 cucchiai di zucchero
10 gr. di lievito di birra
un baccello di vaniglia
acqua quanto basta

Preparazione:
Sulla spianatoia impastare la farina con l'acqua e il lievito. Lasciar riposare per 2 ore, quindi spianare la pasta fino a farne una sfoglia sottile. Disporvi sopra le castagne, preventivamente cotte in acqua con il baccello di vaniglia, cospargere con zucchero e avvolgere bene il tutto dandogli la forma di salame.


Ricette recuperate dal vecchio sito non più online http://www.autunnocongusto.com

lunedì 21 ottobre 2024

Tisane autunnali

Tisana con zenzero

Zenzero e limone, zenzero e arancia, diverse le tisane da acquistare in erboristeria o realizzare in casa, a base di questa preziosa spezia. Lo zenzero è prezioso, anche in autunno, per la sua azione stimolante, utile a combattere stress e stanchezza e a prevenire i mali stagionali. Assumere con costanza una tisana allo zenzero migliora la circolazione sanguigna, è ricca di antiossidanti, favorisce la digestione, riduce disturbi come la nausea.

Tisana al cardamomo

Una tisana al cardamomo è una preziosa alleata in autunno per prevenire raffreddore, tosse, per liberare le vie respiratorie e per combattere la stanchezza tipica degli stati influenzali. Il cardamomo è una spezia indiana, ricca di proprietà detox. Nelle tisane in commercio in erboristeria o nei supermercati, è spesso abbinata a zenzero o cannella. 

Tisana all'eucalipto

Anche una calda tisana all'eucalipto è un ottimo rimedio per disintossicare l'organismo, rafforzandone le difese immunitarie. All'eucalipto può essere aggiunto anche timo, tiglio e menta. L'infusione libererà le vie aeree oltre a lasciare un senso di freschezza a lungo.  

Tisana all'echinacea

L'echinacea è una pianta miracolosa in autunno e in inverno. Se assunta con costanza è utile a rafforzare il sistema immunitario, prevenendo influenze e raffreddori. Spesso unita alla rosa canina ha, inoltre, un sapore piacevole ed è facile da trovare nelle erboristerie, nelle farmacie e nei supermercati.

Tisana a base di vitamina C

Infine non dimenticate le tisane a base di vitamina C, quest'ultima è presente negli agrumi, nei frutti rossi, nella papaya, nella rosa canina, nell'ortica, nel kiwi, nell'aloe vera. Un infuso a base di uno o più di questi ingredienti è un valido alleato per affrontare le stagioni più fredde.

Articolo tratto da Romatoday.it 


mercoledì 11 settembre 2024

Brustoline

Come si chiamano da voi i semi di zucca tostati e salati? Qui a Ferrara sono "le brustoline", ma non chiedetemi il motivo perché non ne ho alba! 

Quest'anno ho deciso di provare a conservare i semi della prima zucca della stagione e farmi un piatto di brustoline anche io.


Non ho seguito nessuna ricetta, ho deciso di andare ad istinto e vedere che cosa ne usciva.
Li ho lasciati seccare per qualche giorno, poi li ho salati e, non potendoli mettere in forno perché qui c'è ancora un caldo pieno, li ho messi per un minuto in microonde.


A parte il mio non saper fotografare per bene i dettagli con la fotocamera del mio telefono, posso confermare che sono venuti abbastanza bene. Non saranno mai come quelli di nonna ma almeno mi han dato soddisfazione! 
 

lunedì 29 novembre 2021

Panna cotta stregata

Come già avevo scritto in precedenza, mi sono messa da qualche tempo a sistemare vecchi appunti, scaricare foto e documenti presenti sui social e i blog che ho chiuso eccetera. Beh, ecco cosa ho ritrovato e che dovevo assolutamente condividere su queste pagine!

Questa è la mia personalissima rivisitazione della ricetta della panna cotta dedicata a coloro che se ne strafogherebbero ma, o per intolleranze o per scelte vegane, non possono guardarla nemmeno con il binocolo.

INGREDIENTI per 4 persone

- 400 ml di panna vegetale
- 100 gr di zucchero di canna
- 100 ml di latte di riso
- due fogli di colla di pesce
- un paio di tazze di caffè

Versate all'interno di una pentola panna, zucchero e latte di riso. Fate scaldare il tutto mescolando continuamente ma senza farlo bollire. Nel frattempo mettete in ammollo in acqua tiepida per almeno due minuti la colla di pesce (trovate qui il link per acquistare quella vegetale: in questo caso non dovrete metterla a mollo perchè è in polvere, quindi potete saltare al passaggio successivo), in modo che s'ammorbidisca per bene.
Quando il composto di cui sopra inizia a fumare spegnete la fiamma. Aggiungete quindi la colla di pesce (ricordatevi di strizzarla ben bene se avete usato quella tradizionale) e mescolate per circa trenta secondi: fate sì che questa si sciolga all'interno del composto.
Tornate a mettere la pentola sul fuoco, continuando a mescolare per un minuto o due, non di più. Spegnete quindi la fiamma.

Prendete una terrina abbastanza grande da poter contenere la vostra panna cotta, versate sul fondo le due tazzine di caffè che avrete precedentemente preparato e, infine, la panna cotta che avrete tolto or ora dal fuoco.
Lasciate che il tutto si raffreddi e mettete in frigo per qualche ora.

NB: il latte di riso si rapprende meno velocemente rispetto al latte normale. Vi consiglio di preparare la panna cotta con diverse ore di anticipo rispetto al momento in cui la vorreste servire.

Potete sostituire il caffè con caramello, vaniglia, frutta fresca di stagione... Tutto cio' che la fantasia vi suggerisce!


(Non sono mai stata brava a fotografare cibo. Per di più questa è una vecchia foto, quindi oltre che alla scarsa bravura c'è pure la scarsa qualità della fotocamera!)