Ieri mattina m'è toccata una trasferta imprevista a Ravenna per situazioni poco piacevoli, ma durante il tragitto, in centro, ho incontrato lui... Praticamente è Signor Cane (anche le macchie combaciano!) in versione dantesca 😅
Ringrazio il Signor Marito che, essendo mooolto più alto di me, è riuscito a scattare degnamente la foto!
Signor Marito tempo fa mi ha detto: "Dovresti provare con l'acquerello, secondo me ti verrebbe bene".
Non sono sicura del fatto che mi possa uscire qualcosa di meglio di questi obbrobri ma sicuramente ho capito qual è il tema che è saltato fuori da solo, senza alcuna premeditazione.
Chi un Elfo ha l'ardire di spiare mentre sembra dormire, o così stolto si è dimostrato e una quercia ha sradicato, sonni tranquilli può fin d'ora scordare perchè l'Elfo ha osato disturbare.
Non sono riuscita a trovare altre informazioni in merito, poichè l'unica fonte in mio possesso è un vecchio sito non più online (L'Angolo delle Fatine su Splinder).
E' affascinante notare il timore provato nei confronti degli elfi, che si sa, in quanto creature non soggette alla mentalità di noi esseri umani, possono essere molto vendicative se disturbate!
Il territorio scandinavo ha una fervida tradizione legata al piccolo popolo, basti pensare alle splendide opere di Jenny Eugenia Nyström, di cui ho parlato anche in una mia vecchia newsletter.
Oltre ad essere l'ideatrice della figura a noi nota di Babbo Natale (ebbene no, non si tratta di un'invenzione della Coca Cola!), Jenny amava disegnare i Tomten, ovvero i folletti svedesi.
Queste stesse creature sono conosciute anche in Danimarca e Norvegia con il nome di Nisse e in Finlandia come Tonttu. Sono gli spirti della casa, piccole creature antropomorfe caratterizzate da un berretto rosso e una forte passione per il porridge: ad ogni solstizio d'inverno è usanza lasciar loro una porzione della loro pietanza preferita per ringraziarli dell'aiuto svolto in casa e nei fienili.
Se nell'Edda leggiamo in gran parte di elfi oscuri di sesso maschile, nella tradizione scandinava la maggior parte degli elfi è di sesso femminile. Si parla di creature molto belle e seducenti che assomigliano molto alla nostra idea di fate (ovviamente non parlo delle fatine dolci e gentili in stile Disney. Forse, in quanto a volubilità, quella più storicamente accurata è Trilly!).
Nel nostro ipotetico viaggio potremmo inoltre avere la (s)fortuna di incappare nel popolo nascosto, l'Huldufólk. Sono in tutto e per tutto simili agli esseri umani, ma invisibili. Possono decidere di mostrarsi solamente per propria volontà. Alcuni racconti islandesi consigliano di non gettare sassi e pietre perchè potrebbero colpire una di queste creature. Nelle Isole Faroe si dice che questo popolo sia scomparso negli anni Cinquanta del secolo scorso, con l'arrivo dell'elettricità.
Le mie ricerche sul piccolo popolo scandinavo continuano.... Ci rileggiamo nella seconda parte!
Questa bellissima poesia è stata scritta da un amico, compagno di viaggio e di sentiero. Mi è piaciuta molto e gli ho chiesto il permesso di pubblicarla su queste pagine. Spero davvero che possa riscontrare positivamente anche il gusto dei miei lettori superstiti! 💚
Non si vive se non dopo il morire
Quando Eros e Thanatos si inseguono
Per lottare o fare l’amore
Ero solo un verme in bocca una gallina
La chiamavo Baba Yaga, tra i suoi nomi
Invernali o infernali.
Un verme col cuore di bardo, scherzo di un destino da assassinare
O da venerare.
Mangiami e accudiscimi, digeriscimi e trasmutami nel tuo ventre infernale o invernale.
Perché da te o baba Yaga ne uscirò come uovo, un pulcino dal cuore di bardo
Capace di crescere e diventare gallo e cantar annunciando il sorgere di un nuovo sole