domenica 2 agosto 2026

Archeologia del web: come funziona e perchè lo faccio

In questa pigra e afosa giornata di agosto voglio raccontarvi come funziona la mia "mission impossible" da archeologa del web. E lo farò mostrandovi l'intero processo: quello che parte da una vecchia pagina dimenticata, piena di link rotti e immagini perse nell'etere, e arriva fino a un nuovo articolo sui miei blog, oppure a una pagina del mio quaderno personale (non tutto ciò che trovo, infatti, può essere divulgato).

Tutto ha avuto inizio in una giornata come questa, tre anni fa. Mi era tornato in mente un bellissimo blog ospitato sulla piattaforma Splinder, sul quale trascorrevo parecchio tempo affascinata dalla scrittura dell'autrice. (Piccolo spoiler: si tratta di Isabella Abbiati, la curatrice dei Mabinogion in lingua italiana).

Consapevole del fatto che Splinder fosse ormai finito nel cimitero dei bit perduti, provai comunque a dare una chance al mio ricordo. Ho digitato il vecchio indirizzo e... me lo sono ritrovato lì, riapparso davanti ai miei occhi. In un periodo storico in cui non ricordiamo a memoria nemmeno il numero di telefono dei nostri familiari, ricordare alla perfezione il nome di quel blog è stato un piccolo miracolo. Ritrovarlo online è stata pura magia.

In due giorni l'ho riletto tutto. Ho ritrovato persino i commenti che avevo lasciato a Isabella: tutti scritti rigorosamente con le "K" al posto del "ch" e altre diavolerie che noi millennials ci eravamo inventati per risparmiare spazio negli SMS e velocizzare la digitazione. Del resto non tutti avevamo internet a casa e io stessa, fino al 2007, trascorrevo ore in biblioteca per accedere alla rete pubblica. Come dicono i giovani d'oggi? Ah sì: ero proprio cringe.

Le poesie, i racconti e persino le semplici pagine di diario di Isabella erano invece fatate come un tempo. Forse, lette oggi da me che sono adulta, sono ancora più belle.

In quel momento il mio primo pensiero è stato: "Devo preservare questa bellezza. Potrebbe sparire di nuovo e, in quel caso, nessuna Wayback Machine verrebbe a salvarmi."

Così ho fatto esattamente quello che facevo quando ho scoperto internet per la prima volta: allora andavo in biblioteca, salvavo su floppy disk tutto quello che mi interessava, portavo il disco a casa e,  non avendo mai inchiostro nella stampante, ricopiavo tutto a mano stile amanuense sulle vecchie agende che ti regalavano le banche.

Siccome certe cose non cambiano mai, non avendo una stampante nemmeno oggi, ho preso i miei quaderni, le penne, gli stickers e i washi tape e ho ricopiato tutto a mano. Ci sono volute settimane, ma ne è uscito un quaderno bellissimo.

A quel punto ci avevo preso gusto: ho iniziato a cercare altri siti, scavando nel cassettino della memoria e recuperando indirizzi dal blogroll di Isabella. È stato quello il momento del vero salto nella tana del Bianconiglio.

Più cose interessanti trovavo e più quaderni riempivo, più iniziavo a chiedermi se certe cose (ovviamente non quelle troppo personali) non valesse la pena riportarle davvero online. Racconti, poesie e pensieri di una delicatezza e di una profondità che oggi non si trovano quasi più: non sarebbe il caso di ricominciare a leggerli?

Alla fine, io non sono una grande scrittrice. I miei post sono semplici, non vengono letti quasi più da nessuno, ma non è che me ne crucci particolarmente... altrimenti non sarei qui a lanciare le ennesime parole al vento. Però c'è bisogno di leggere altro. C'è bisogno di provare a vedere il mondo con gli occhi di chi, quando scriveva, non lo faceva per performare, per ricevere like o per mettersi in mostra (per carità, c'erano anche allora, ma in netta minoranza: per farsi vedere c'erano Netlog o MySpace, non i blog). C'è bisogno, soprattutto, di leggere parole scritte da esseri umani e non dall'IA. 

Ho deciso così di creare un piccolo sito che raccogliesse tutte queste cose, seguendo il filo conduttore che ho sempre amato: paganesimo, leggende, fiabe popolari e folklore.

A forza di fare i conti con broken link ed errori di pagina, ho ripreso in mano l'HTML (cosa che avevo iniziato a rispolverare durante la pandemia): ho aperto il mio sito di prova su Neocities e ho iniziato a pasticciare. Ne è uscita una prima versione, molto caotica e raffazzonata, di quello che è poi diventato il blog su WordPress "Il baule della strega". È il luogo virtuale in cui raccolgo tutto quel materiale meraviglioso: una piccola capsula del tempo. E grazie a questo progetto, supportato anche da autori importanti come Ippolito Edmondo Ferrario e Micaela Balice, che mi hanno dato il permesso di ripubblicare il loro vecchio materiale non più online, adesso qualcuno ha ancora la possibilità di godere di questo piccolo angolo di web 2.0.

Con il passare del tempo ho deciso di aprire anche un nuovo spazio dedicato alla vecchia grafica: GIF e immagini recuperate da quei vecchi siti che esprimono un modo di fare arte in netto contrasto con le immagini finte e senza anima generate oggi dall'IA. Questo spazio (ancora un work in progress) nasce in memoria di uno dei miei vecchi siti del cuore, Aliworld.it, tanto che ho deciso di riprenderne lo stile grafico della primissima versione del 2003.

Di seguito vi mostro il processo di recupero, step by step.

  • Digito sulla Wayback Machine l'indirizzo web che mi interessa e attendo pazientemente che appaia il calendario con tutte le varie versioni del sito. Prendendo ad esempio il mio blog, vediamo che è sicuramente attivo dal 2016 e che la Wayback l'ha salvato diverse volte. Non è detto che ogni salvataggio contenga tutte le informazioni che mi servono, per cui di solito inizio dal salvataggio più "antico".
  • Entrata nel sito, posso trovarmi di fronte a due scenari: pagina leggibile e ben strutturata oppure qualcosa di questo tipo (le scritte sono state coperte perchè è presente anche una tagboard/chat):

    Scritte una sopra all'altra, immagini non più visibili.... Insomma, il disastro atomico!
  • A questo punto si inizia a fare sul serio. Per poter leggere correttamente i post presenti su questo sito sono necessarie due cose: la versione semplificata del sito (un tool molto interessante presente nelle impostazioni del browser) oppure, se si mastica un po' di HTML, trovare il codice sorgente e leggere tutto direttamente da là dentro. Questo passaggio risulta essere particolarmente utile se sono presenti anche dei link: nell'immagine di sopra, ad esempio ci sono, ma parzialmente coperti da immagini ed altri box informativi. 
  • Non sempre tutto quello che non si vede non c'è. Le immagini che nello screenshot qi sopra non appaiono, potrebbero apparire in una "fotografia" precedente del sito, se non addirittura in una successiva (il blogger potrebbe aver ricaricato le proprie immagini o foto su un'altra piattaforma, linkandola negli anni successivi. Poco probabile ma possibile: mi è capitato anche questo!). Di solito controllo tutte le versioni disponibili in Wayback grazie anche al menu "URLS":

    Più Captures di una pagina o di un elemento abbiamo, più la probabilità di recuperare un elemento non visibile è alta. 
  • Ora è giunto il momento di passare all'attacco e dar fondo alla mia "cassetta degli attrezzi", recuperando articoli, immagini e appuntandomi cose interessanti che possono essere, ad esempio, link ad altri siti oppure titoli di canzoni, libri o film. Ho addirittura trovato nomi di band semi sconosciute delle quali sono riuscita a recuperare qualche canzone online! 

Cosa c'è nella mia "cassetta degli attrezzi"?

La Wayback Machine;

Un buon manuale di HTML;

Le mie vecchie agende (dove ho ritrovato riferimenti preziosissimi a link dimenticati);

Notes di servizio su cui appunto i siti da scovare;

Quaderni e agende per la "bella copia" fatta a mano dei miei ritrovamenti.

Nei miei viaggi nel tempo mi sono imbattuta anche in blog all'apparenza normalissimi. All'epoca chi ne faceva largo uso erano i giovanissimi (dai 14-15 anni in su), per cui tanti post erano sfoghi scolastici, dichiarazioni d'amore o semplici diari. Alcuni non avevano nulla di speciale, ma in altri... che parole meravigliose ho trovato! Che fotografie piene di spensieratezza!

Queste sono le cose che non posso condividere, ma che mi sono altrettanto care. Mi sono imbattuta anche in post molto dolorosi, che mi hanno fatta stare male per diversi giorni. Diari lasciati aperti a metà, nel pieno di un momento difficile... Che cosa sarà successo agli autori di quelle pagine? Spero che quel dolore abbia lasciato presto il posto alla gioia, e che questa abbia fatto mettere la scrittura in secondo piano. Ammetto che leggendo alcune storie ho fantasticato su eventuali finali felici, e se potessi avere una penna per riscriverle e reinterpretarle probabilmente lo farei.

Ma il mio compito non è inventare: è riportare a galla la memoria.

Ci sono due scoperte di cui sono particolarmente orgogliosa di aver salvato dall'oblio digitale, e le metto a pari merito:

Il primissimo sito dedicato a Triora, curato dal già citato scrittore Ippolito Edmondo Ferrario. Quando l'ho contattato per chiedergli se potessi ripubblicare il materiale sul mio blog, mi ha risposto subito di sì.

"Avalon Nemeton", il primo sito italiano dedicato alla tradizione avaloniana. Facendo un po' di ricerche e grazie all'aiuto di un'amica blogger, sono riuscita a risalire al contatto dell'autrice: mi ha dato il permesso di ripubblicarlo e le ho donato il backup di quanto sono riuscita a recuperare. Purtroppo Avalon Nemeton è stato uno di quei siti che ha subito di più la "ruggine" del tempo: parecchi articoli e immagini non sono rimasti nella memoria della Wayback Machine e sono andati perduti per sempre, persino per l'autrice stessa.

Ad oggi ho una lista di circa 300 siti da cui attingere e due siti sui quali sto provvedendo a pubblicare il materiale divulgabile: Il Baule della Strega e La Soffitta delle Fate

Per correttezza, come ho sempre dichiarato, il solo utilizzo che faccio dell'IA è la gestione dei problemi legati all'HTML: una volta creata la struttura del sito e averla fatta girare su Neocities, se qualcosa non funziona e i tool e manuali online non sono di aiuto, rielaboro la parte incriminata del codice su Gemini. I contenuti invece non vengono ritoccati nemmeno manualmente: a meno che non ci siano grossi errori di grammatica ("o visto" al posto di "ho visto" ad esempio), typo e formattazioni sbagliate, preferisco che tutto rimanga fedele all'originale. 

giovedì 30 luglio 2026

Gif old school - NO AI

Stanchi delle solite immagini AI? Ecco qualche gif old school per abbellire il vostro sito/blog!
Trattandosi di vecchissime gif recuperare con la Wayback Machine, chiedo la cortesia di NON UTILIZZARLI per darli in pasto all'Intelligenza Artificiale e, soprattutto, di mettere sempre un riferimento agli autori, anche se non per tutti sono riuscita a risalire ai nomi.

Questa carrellata di GIF è opera di Fabrizia "Sirwen" e facevano parte del sito Adesivando.splinder.com

















lunedì 27 luglio 2026

16 ottobre 2022

16 ottobre, 2022.

Una gibbosa luna calante rossa si staglia sul cielo di inizio autunno. E tutt'attorno campi, strade asfaltate ed un poco dissestate, mentre il borbottio del motore dell'auto fende il silenzio della notte. 

C'è una casa, a pochi metri dall'incrocio, che ci saluta con una fila di palloncini sgonfi appesi fuori dal cancello, ricordo di una festa appena trascorsa... O forse di una festa che non c'è mai stata. 

Guardo le finestre aperte, illuminate, delle dimore sparse lungo il tragitto. Compio una piccola effrazione, spiando l'interno delle case degli altri, che sanno di piccole cose nostalgiche e lontane. Oh, così lontane...

E in quest'autunno campestre, libero, fresco e malinconicamente felice, sto respirando un'aria che tra otto mesi non respirerò mai più. 

Ma questo, ancora, non lo so.  

 

Recentemente ho ritrovato sulle vecchie note del telefono alcune brevi immagini che mi ero appuntata quattro anni fa: all'epoca volevo scriverci qualcosa. A rileggerle oggi, però, fanno tanto male. 
Forse allora avrei scritto qualcosa di più allegro, ma oggi non è più così.

sabato 25 luglio 2026

Secret Garden - Dreamcatcher

 


Hear my silent prayer
Heed my quiet call
When the dark and blue surround you

Step into my sigh
Look inside the light
You will know that I have found you


A volte siamo noi a scegliere  la musica da ascoltare, ma ci sono volte in cui è lei che viene a cercarci. 

Vorrei aggiungere altro, ma non lo farò. Chiuderò gli occhi e metterò questo brano in loop fino a ora di pranzo, probabilmente. 


venerdì 24 luglio 2026

The House of Automata

Il Paese delle Meraviglie esiste: si chiama The House of Automata e si trova a Forres, in Scozia. 

Michael e Maria sono una coppia di artisti che ha deciso di dedicarsi, da trent'anni a questa parte, al restauro di automi. Entrare nel loro laboratorio è proprio come fare un salto nella tana del Bianconiglio: ad attenderci troviamo un'orchestra di gattini, un simpatico orso beone, una delicata dama che cuce abiti senza sosta, teatrini improbabili... E il Bianconiglio? C'è anche lui, e ci osserva curioso facendo capolino da dentro un cavolo magico. 

Il lavoro di Michael e Maria, supportato dal figlio Hector, è fatto di sensibilità, una continua ricerca storica e tanta precisione. 

Michael è un orologiaio specializzato, ed è proprio grazie alla sua esperienza che un giorno, dopo essere rimasto affascinato da un uccello canoro meccanico del Settecento, ha deciso di intraprendere questo viaggio pieno di magia. 

Tra le opere restaurate e attualmente presenti all'interno del museo-laboratorio, una delle più stupefacenti è Nancy. Allego questo vecchio video che, essendo un po' sgranato, non ne rende la completa bellezza. Per chi avesse tempo (che sarà comunque ben speso) c'è un video un pò più lungo in cui possiamo vedere tutti i suoi movimenti nel dettaglio. Perchè questa centenaria meraviglia non si limita a muovere testa, occhi, gambe e braccia, ma se la si osserva attentamente possiamo anche vederla respirare mentre alza ed abbassa lievemente il petto. 

La storia degli automi è lunga ed affascinante. Non si tratta, infatti, di opere di ingegeneria moderna databili, al massimo, a fine Ottocento: si hanno testimonianze già a partire dal III secolo avanti Cristo nel mondo ellenistico. 

Su Wikipedia ho trovato questo interessantissimo resoconto presente nel testo del Libro del Vuoto Perfetto (Liè Zĭ) scritto nel III secolo a.C. In esso vi è una descrizione di un incontro tra re Mu del regno di Zhou (1023-957 a.C.) e un ingegnere meccanico chiamato Yan Shi.

«Il re rimase stupito alla vista della figura. Camminava rapidamente, muovendo su e giù la testa, e chiunque avrebbe potuto scambiarlo per un essere umano vivo. L'artefice ne toccò il mento e iniziò a cantare perfettamente intonato. Toccò la sua mano e mimò delle posizioni tenendo perfettamente il tempo... Verso la fine della dimostrazione, l'automa ammiccò e fece delle avance ad alcune signore lì presenti, il che fece infuriare il re che avrebbe voluto Yen Shih [Yan Shi] giustiziato sul posto ed egli, per la paura mortale, istantaneamente ridusse in pezzi l'automa al fine di spiegarne il suo funzionamento. E, in effetti, dimostrò che l'automa era fatto con del cuoio, del legno, della colla e della lacca, bianco, nero, rosso e blu. Esaminandolo più da vicino il re vide che erano presenti tutti gli organi interni: un fegato completo, una cistifellea, un cuore, dei polmoni, una milza, dei reni, lo stomaco ed un intestino. Inoltre vide che era fatto anche di muscoli, ossa, braccia con le relative giunture, pelle, denti, capelli, ma tutto artificiale... Poi il re fece la prova di togliergli il cuore e osservò che la bocca non era più in grado di proferir parola. Gli tolse il fegato e gli occhi non furono più in grado di vedere; gli tolse infine i reni e le gambe non furono più in grado di muoversi. Il re ne fu deliziato.» 

Sarebbe interessante comprendere che cosa abbia spinto il primo essere umano a riprodurre fedelmente un proprio simile meccanico! Forse si trattava di una piccola rivincita nei confronti della mortalità, e a questo punto non posso non pensare al golem della tradizione ebraica, una creatura sprovvista di anima ma con capacità sovrumane e sulla cui esistenza solo il suo padrone può esercitare il potere. Un bello scacco matto nei confronti della Signora con la Falce. 

martedì 21 luglio 2026

Delusione libraria

A tutti capita, prima o poi, di ritrovarsi tra le mani un libro che promette bene e poi si rivela l'esatto opposto di ciò che ci si aspettava.

Nel corso della mia "carriera" di lettrice sono stata abbastanza fortunata: difficilmente mi è capitato con libri che avevo acquistato. E quando è successo con volumi pagati di tasca mia, si trattava comunque di reperti da mercatino dell'usato. Pochi spicci. 

Recentemente, invece, mi è capitato con un libro nuovo di zecca. Non ne farò il nome perchè non mi sembra giusto denigrare l'opera di qualcuno che ha comunque scritto bene e sicuramente ha una nicchia di lettori interessati all'argomento.

Ciò che mi ha messa in crisi è l'enorme quantità di scene di sesso ASSOLUTAMENTE INUTILI che permeano le pagine di questa storia. Io ho acquistato un romanzo storico, come da trama e come da titolo. Non volevo leggere un romance. Non volevo una storia piena di erotismo. 

E, credetemi, io non sono una bacchettona. Ho letto "La Venere in pelliccia" di von Sacher-Masoch e "Il petalo cremisi e il bianco" di Faber: non ne sono rimasta nè turbata nè disgustata. Sapevo a cosa stavo andando incontro e la scrittura dei due autori non si è mai rivelata volgare. Perchè se c'è una cosa che non sopporto è la volgarità gratuita inserita ad ogni costo in un'opera artistica che non nasce per essere erotica. Altrimenti, ragazzi, davvero, mi guardo un carnaccio. 

Ecco, la lettura del libro di cui parlavo mi ha dato questa sensazione: la visione di un carnaccio non richiesto, nel momento esatto in cui cercavo altro. Come quando scaricavi video musicali da Emule e, una volta aperti, ti trovavi di fronte una serie di tette e culi da far invidia alla spiaggia naturista di Lido di Dante. Magari con tanto di mamma che passava dietro di te per vedere che cosa avevi scaricato. Vaglielo a spiegare. 

Ad ogni modo ho chiuso il libro a pagina 40 e mi son cuccata un bel blocco dello scrittore.

Se qualcuno tra di voi fosse interessato all'acquisto del libro (spese di spedizione incluse nel prezzo originale di copertina) mi faccia sapere. Almeno rientro di qualche euro. 

domenica 5 luglio 2026

Insulti eleganti del secolo scorso


Sto trascorrendo il weekend scartabellando tra vecchie riviste.

Improvvisamente il mio occhio cade su questa risposta che la redazione del "Radio Orario" nel 1925 ha fornito ad un poco abile solutore d'enigmistica.

Beh... Posso dire una cosa? CHAPEAU