lunedì 15 luglio 2024

Le fate ignoranti

Le fate ignoranti sono quelle che incontriamo e non riconosciamo ma che ci cambiano la vita. Non sono quelle delle fiabe, perchè loro qualche bugia la dicono. Sono ignoranti, esplicite, anche pesanti a volte, ma non mentono sui sentimenti.                                      

Ferzan Ozpetek



mercoledì 10 luglio 2024

Lasciare andare

Questo mese ho un compito importante da assolvere, ed ha a che fare con il perdono, la guarigione, il "lasciare andare". 
Così ho deciso di iniziare con qualcosa di semplice: una lettera. E non potendo spedirla, per ovvie ragioni, la trascrivo qui sul blog dove con molta probabiltà non verrà mai vista dalla persona a cui è rivolta - ma c'è sempre quello 0,00001% che ciò accada. Lascio che sia il destino a decidere se recapitarla o meno.

Ciao Xxxxx.

Ho cancellato tutte le nostre fotografie. 
Ho buttato tutti i tuoi regali.
Faceva tutto così dannatamente male.

Ho smesso di sperare nel giorno in cui saresti tornato rinfacciandomi quanto sono stronza ma ricordandomi che, in fondo, la vita a volte ti porta a compiere delle scelte insensate. Quel giorno non arriverà mai, del resto ti conosco e ho sempre saputo che per te, quando un rapporto di qualsiasi tipo finisce, non si torna indietro. 

Eppure una scelta apparentemente senza senso l'avevi fatta anche tu, quando sei sparito per quasi un anno. Non te ne ho mai fatto una colpa, anzi: ricordo quella sera in cui ci siamo rivisti, in cui mi hai raccontato quanto male eri stato, quanto era stato difficile uscire di nuovo fuori dalla tua tana.
Ma questo è stato molto tempo fa, quando eravamo io e te, soli contro il mondo. 

Io, con te, ho solo dei bei ricordi.
La gita on the road.
I concerti.
La libreria esoterica.
La vacanza a Triora.
La fuga a Venezia a caccia di fantasmi.
Le prove di facepainting.
I sogni premonitori.
L'idromele.
Le notti a dormire in autogrill.
Il giro d'Italia che ci blocca la strada.
La dedica nei credits del CD.
La lettura di Sibille.
Gli scherzi su MSN.
I viaggi nel Mondo di Sotto.
Il tuo handfasting.

Io ci ho provato ad essere una buona amica, perchè tu per me sei stato un fratello, un'ancora di salvezza, un porto sicuro. Sei stato Magia. 
Sai, a volte ti sogno ancora, e non so cosa darei per scriverti, chiamarti, cercarti. Ma so che non ci sei più, non per me, e io rispetto la tua decisione.

Eppure io per te, che tu ci creda o no, ci sono ancora. 
Ma ti lascio andare.



martedì 9 luglio 2024

Riflessione

Ricordo che quando iniziai a usare internet tanto tempo fa (non voglio pensare a quanti anni siano effettivamente passati, mi prende un colpo ogni volta) i forum e i blog vivevano il loro periodo di massimo splendore.

Non mi sono mai sentita tanto "a casa" quanto in quel periodo, quando attraverso un motore di ricerca era possibile mettermi in contatto con persone a me tanto affini. A volte leggevo e basta, altre volte - in particolare nei forum - interagivo... E porto nel cuore quelle esperienze meravigliose che, con l'avvento dei social, purtroppo sono diventate via via sempre più rare. 
Recentemente ho dedicato alcuni dei miei progetti alla riscoperta di vecchi siti, imbattendomi in parole, immagini, persone e situazioni che mi hanno regalato grandi emozioni. C'è sicuramente l'effetto nostalgia dietro tutto questo. 
E altrettanto sicuramente è egoistico pensare solo al passato per non dovermi confrontare quotidianamente con un presente che non mi rappresenta e mi impaurisce. Eppure ne ho bisogno. Per sopravvivere. 



mercoledì 26 giugno 2024

Fanny Tomasi Favero

Ho impiegato un po' di tempo a scrivere questo articolo perchè, dopo essermi imbattuta sullo spazio web curato da Piero Favero, ho fortemente desiderato documentarmi sulla protagonista dell'articolo di oggi.

Sono felicissima d'esser la prima blogger a parlare di Fanny Tomasi Favero: un'artista, un'imprenditrice, un'anima sensibile e raffinata. Il suo nome probabilmente vi risulterà nuovo, a meno che non siate tra i fortunati possessori del libro in cui il figlio Piero ha raccolto tutte le sue poesie (o se vi siete imbattuti nel sito precedentemente linkato).

Fanny nasce il 16 gennaio 1934 a Tarzo, frazione di Nogarolo, un piccolo borgo trevigiano a 267 metri sul livello del mare. La sua famiglia è quella dei Tomasi, proprietari della fornace omonima produttrice di laterizi e risalente al '700.

I ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza trascorse a Tarzo si ramificano in due principali filoni poetici: quelli dedicati agli abitanti del paese e quelli in cui è la fornace a fare da sfondo e/o filo conduttore. 

La gente di Tarzo viene dipinta dai versi di Fanny come se ci trovassimo di fronte a personaggi della commedia dell'arte, a volte strappandoci una risata, come nel caso di Piero il campanaro, che mentre suona le campane impreca contro la moglie Giustina, tabagista incallita che non rinuncia al proprio vizio nemmeno quando lo affianca sulla torre campanaria:

[...]Al doppio della vigilia
aiutava pure la Giustina,
una campana suonava
l’altra batteva anche il botto.
Si fermava lei un poco a tabaccare
lasciando la corda
salire e scendere a suo piacere.
Piero allora prendeva a sbraitare,
volavano parole e parolacce
al suono delle campane[...]

In altre occasioni, invece, vengono rappresentati in tutta la loro crudezza, come in Barocce, Florian e Marietto, componimento in cui si racconta la bravata di tre ragazzini senza cuore che decidono di impiccare un cane.

Nei versi dedicati al suo paese viene a volte fatto uso moderato del dialetto veneto, come leggiamo in Ernesto Andreon, che a quanto pare è un po' duro d'orecchio:

[...]A lungo aveva sentito parlare la gente
ora immaginava il loro dire,
ad ogni occasione indovinava le risposte.
Un giorno stava lavorando
tranquillo il campo
e così rispose ad un amico:
"Eih, compare bongiorno".
"Sì, son qua che are". (Sì, son qui che sto arando)
"Ma setu anca sordo?" (Ma sei anche sordo?)
"Eh sì, semene l’orzo"[...] (Eh, sì, semino l'orzo)

Fotografia giovanile di Fanny - per gentile concessione della fam. Favero


La Fornace Tomasi è stata un vero e proprio simbolo dell'industrializzazione nel coneglianese e la sua storia è fatta di numerosi aneddoti che possiamo ritrovare nel libro dell'architetto Lucia Tomasi La ciminiera di Conegliano. Negli anni '70 del Novecento la fornace è fallita e fa ora parte della nostra archeologia industriale: c'è chi vorrebbe trasformarla in un centro commerciale, chi vorrebbe raderla al suolo per costruirvi dei giardini pubblici, tuttavia al momento non v'è nulla di concreto. Svetta ancora, in compenso, la ciminiera della fornace, ed è altissima: in passato era ancora più alta ma è stato necessario abbatterne la cima per mettere la costruzione in sicurezza. 

Dei vari aneddoti legati alla fornace vale la pena ricordare quello legato proprio alla ciminiera, costruita pezzetto per pezzetto dall'operaio Giovanni Bertazzon il quale, come scrive l'architetto Tomasi "si faceva issare in cima alla struttura con una carrucola e lì rimaneva tutto il giorno, mangiava e persino fumava lì sopra". Da giovane aveva perso un occhio e la mano sinistra a causa di un incidente, trovandosi quindi in condizione di dover lavorare con la sola destra ed un uncino al posto della mancina.

Fanny cresce in un clima ove la fornace è un po' appendice del focolare domestico, tanto che i suoi versi ne risentiranno più volte, sia per ricordarne i momenti più spensierati, come nella poesia Il dopolavoro, sia per rispecchiarne il ricordo in una metafora della vita come nel caso del componimento L'argilla assetata pubblicato nel 1968 in "Pittura e poesia" (Convivio Letterario Editore, Milano)

La vita è dura
come l’argilla assetata.
Un pianto è negli occhi
di solitudine.
Sono lontani
i giorni felici
oltre quel limite
lontani
come in un altro mondo.

La fornace le fa un enorme dono, avvicinandola all'importanza della terra intesa non solo come suolo natio ma anche come puro elemento che, assieme ad acqua, aria e fuoco disegna un cerchio perfetto che racchiuderà la sua intera opera poetica. 

Piero, figlio di Fanny, ricorda quel luogo di famiglia con affetto: quando da piccolo andava a trovare i nonni, prima del trasferimento ad Udine, la Fornace era diventata uno dei suoi parchi giochi, con tanto di giri in bicicletta all'interno della proprietà.

Si sa che gli artisti sono dei grandi sognatori, e il sogno di Fanny non è quello di seguire le orme del padre lavorando alla fornace. Forse, segretamente, desidererebbe vivere di poesia (questo non possiamo saperlo) ma il suo spirito poetico la spinge a fare ugualmente qualcosa di grande: nel 1957 parte per Lignano assieme al marito, e lì apre il primissimo albergo della zona, proprio nel bel mezzo della pineta: è l'Eurovil Hotel, tutt'ora attivo e gestito dal figlio Raffaele. 

Foto scattata fuori dall'Hotel Eurovil - per gentile concessione della fam. Favero


Alla fine degli anni Cinquanta Lignano Pineta è una zona prevalentemente boscosa e, a quanto pare, destinata ad essere un luogo caro agli artisti. Lo stesso Hemingway, nel 1954, vi aveva soggiornato a lungo trovandovi un'ottima fonte di ispirazione e... buoni amici: spesso lo si vedeva andare a caccia di anatre o in barca con la gente del posto. Allo scrittore verranno dedicati un parco e, a partire dal 1985, il prestigioso Premio Hemingway, la cui quarantesima edizione si terrà proprio durante questo fine settimana.  

Il marito di Fanny, pur appoggiando quel progetto di aprire un albergo proprio sotto un fitto manto di chiome arboree, non gestisce con lei la struttura: egli ha aperto una sua farmacia dopo essere stato informatore farmaceutico per diverso tempo, così si limita ad offrire la propria compagnia ai clienti, la sera, al suo rientro. 

Per meglio comprendere l'idea innovativa di Fanny dobbiamo ricordare la particolare struttura di Lignano: l'architetto Marcello D'Olivo, nel 1952, si occupò dell'urbanistica tracciando un percorso a spirale che parte dalla chiesa, al centro del paese, e che attraverso una sorta di raggiera permette di muoversi all'interno della pineta, cercando di non alterare troppo l'equilibrio naturalistico. Ad oggi del vero e proprio bosco rimane poco e per lo più in periferia, ma ai tempi dell'arrivo di Fanny era un luogo ancora selvaggio, e prima ancora è stato sede di dune fossili che hanno fortemente influenzato la flora locale. 

Di fronte all'albergo vi è una villetta: qui soggiorna una signora di Roma che i figli di Fanny chiamano bonariamente "la baronessa". E' proprio grazie a lei e alle sue conoscenze nel campo dell'editoria che alcune poesie di Fanny appariranno in pubblicazioni artistiche come, ad esempio, "La botte e il violino" o la precedentemente citata "Pittura e poesia".

Fanny con uno dei suoi figli - per gentile concessione della fam. Favero


Fanny scrive sin da quando era molto giovane, sebbene la maggior parte dei suoi componimenti sia databile al periodo lignanese e, in special modo, tra gli anni '60 e '70. 

Precedentemente avevo accennato alla presenza dei quattro elementi all'interno delle sue poesie. E ora, dopo la terra, sono aria ed acqua che diventano le principali protagoniste:

[...]Il vento leviga l’arena
e le transenne battono
un ritmo folle.
Le luci si schiantano
contro il frastuono del mare[...]
(La notte è silenziosa)

Troviamo inoltre un ottimo esempio in  Lambita dal nostro mare, dove appaiono tre elementi su quattro: il vento, il mare e il sole che brilla sulla terra dalmata:

Spirando il libeccio
pel cielo lanoso
porta all’occhio
assolata la Dalmazia
del nostro sole,
lambita dal nostro mare.
Ora dov’è il confine
segnano di notte
i pescatori con le lampare.

Ma il fuoco vero e proprio appare in tutto il suo potere in Come brace: è luce, forza bruciante che consuma, che arde di nuovo, si trasforma in passione e torna ad essere calda luce:

Nelle corolle
il sole svela
alveoli d’amore.
La terra come brace
si arrovella
al gioco di luci
che mi ridesta
ai primi giorni
di questa vita.
Riposo nel suo grembo,
bimbo incosciente,
conto le dita
e rompo il silenzio
di suoni confusi.
Una volta vorrei amare
come tu ami
questo nostro vivere.

Silenziosa cade
una piuma nell’aria,
le api cercano
il miele nel prato.
La vita palpita
alla luce del giorno
che lentamente ci attira
alla notte del suo cammino.
La terra riavrà la polvere
dei miei giorni.
Sarò nel silenzio
come il figlio
nel pensiero della madre,
cercherò ancora la tua luce
e tutto di me
che già conosci.

Foto di famiglia - Per gentile concessione della fam. Favero


L'eredità che Fanny lascia ai suoi figli - e al mondo intero - è preziosa: dalla casa (ora venduta a nuovi proprietari che l'hanno trasformata in un ristorante) in cui è nata e cresciuta fino a divenire una pionera del turismo alberghiero di Lignano, ci ha regalato testimonianze indelebili di un tempo lontano. Perchè non dobbiamo dimenticare le nostre radici: nulla di quanto abbiamo vissuto è insignificante, nemmeno le cose più semplici, e farne dono a qualcuno (una, dieci, mille persone, non importa quante!) è uno dei più grandi atti d'amore. 

Scrivere di Fanny è stato come intraprendere un lungo ed emozionante viaggio.
Ringrazio i figli Piero e Raffaele per avermi dedicato il loro tempo e avermi permesso di poter raccontare la vita di questa donna straordinaria. Una vita semplice, certo, ma incredibilmente magica.
Ciao Fanny, grazie di tutto. 

Pallida Luna

Logge ricolme dell’oro della sera
all’ombre indifese schiarano dolci asili.
Lentamente va spegnendosi
la fiaccola accesa,
il canto dell’umano ascendere ai tuoi cieli.
Torna la sera la luna di Venere vassalla
quando si tinge di fuoco la magnolia.
Ti ho attesa dove confabulano spiriti
testimoni della sera,
ma la tua luce non riscalda.

giovedì 20 giugno 2024

per tutte coloro che sono morte

Per tutte coloro che sono morte denudate, rasate, rapate.
Per tutte coloro che hanno invocato invano la grande Dea
solo per aver la lingua strappata alla radice.
Per tutte coloro che sono state trafitte, torturate, spezzate sulla ruota
per i peccati dei loro Inquisitori.
Per tutte coloro la cui bellezza suscitò il furore dei torturatori;
per tutte coloro cui la bruttezza fu condanna.
Per tutte coloro che non eran belle né brutte, ma solo donne orgogliose.
Per tutte le abili dita spezzate dalla morsa.
Per tutte le braccia morbide strappate dall'alveolo.
Per tutti i seni in boccio dilaniati da pinze incandescenti.
Per tutte le levatrici uccise per il peccato
di aver fatto nascere l'uomo in un mondo imperfetto.
Per tutte quelle streghe, mie sorelle,
che respiravano più liberamente avvolte dalle fiamme,
sapendo, mentre abbandonavano le spoglie femminili,
e la carne bruciata cadeva come frutta nelle fiamme,
che solo la morte le avrebbe mondate del peccato
per cui morivano il peccato di esser nata donna,
che è più della somma delle parti di un corpo femminile.

Erica Jong

lunedì 10 giugno 2024

Piccoli annunci 3

Terzo post dedicato agli annunci della Gazzetta di Venezia. 

Mario avrà trovato il prestito? Frottola avrà iniziato la cura? Piccolo spoiler: in questa puntata abbiamo un colpo di scena inaspettato!

Domenica 7 febbraio 1904

SEMPRE - Vado ogni giorno posta senza nulla ricevere, pigra perchè non scrivi? Bacioti. 

AMOR MIO - Dovrei dirvi una cosa della massima importanza per voi e per me, ma che non posso scrivere. Vi interesserà moltissimo. Se credete datemi appuntamento.

Lunedi 8 febbraio 1904

22 APRILE - Ricordati che voglioti tanto e tanto bene! Vedi spesso 13? Vorrei saperlo. Infiniti, affettuosissimi baci. Sempre tutto tuo. 

GIAPPONE - Ringrazioti cara lettera. Ricordo, ricorderò sempre. Bacioti. Nespola

Martedi 9 febbraio 1904

22 APRILE - Bada che la mia inifinita prudenza l'hai esaurita e che accadranno guai gravissimi per voi che li avete voluti. 

C... - Ammirabile, eloquentissima compartecipazione, ancora attiva, ballo. Auguroti urbani attuali diversivi meglio corrispondano... Sconfortato condizioni, restami ricordare, invidiare. Appassionatamente. Aspasia

Sabato 13 febbraio 1904

SEMPRE - Ricevetti soltanto lettera che prometteva darmi indirizzo mai altre, cercai ogni giorno posta invano, voglioti sempre bene, bacioni lunghissimi.

Domenica 14 febbraio 1904

MATRIMONIO - Industriale serio 29 compropietario avviata importante industria sposerebbe signorina onestissima, dote ventimila contanti. Corrispondesi anche coi genitori, parenti, tutori. Non rispondesi anonime. Scrivere A. B. posta Padova.

AMOR MIO - Per quanto cerchi di dimenticarti non lo posso, ho sempre il pensiero a te mio soave mio unico amore. Mi hai maltrattato ma non ti serbo rancore, questo amore contrastato, violento, crudele ha messo così profonde radici in tutto me stesso che non posso vivere senza anche se mi fa soffire. Non so se mi hai mai amato, ma ti ripeto che ti ho amato, che ti amo come di più è impossibile e che mi hai straziato. 

CRISANTEMO - Attesa poterti presto abbracciare invioti baci caldi, ardenti, appassionati. 

BEBE' - Scrittoti. Impensierito senza risposta. Riscrittoti fermo posta solite iniziali numero. Pregoti ritirare. Bacioti fortemente ripetendoti espressione fortissimo affetto. Tuo.....

Lunedi 15 febbraio 1904

22 APRILE 97 -  Scrivimi subito o mandami almeno giornale segnato. A voce dirotti poi perchè. Baci, abbracci. Sempre tutto tuo.

TROTTOLA - Sono ben lungi dal dedurre bene dal comportarti meco in questi ultimi tempi. Spero anzitutto però che tua salute sia sempre stata ottima. Sono oltremodo desideroso della verità sullo stato del tuo animo. Fui ammalato; fra giorni lascio solita residenza; andrò a casa, ove, se ancora mi rammenti, potrai indirizzare lettere, che io ansioso attendo. In me nulla di variato, nulla di diminuito; sempre tuo più che mai. Affettuosi... Ardenti...

Mercoledi 17 febbraio 1904

MARIO - Sono arrivata. Mi diverto ma ricordo continuamente il mio tesoro. Ti raccomando giudizio. Aspetto lettera dove intesi. Bacioni affettuosi. 

Venerdi 19 febbraio 1904

FROTTOLA - Tesoro mio. Abbiti miei affettuosissimi auguri lietissima ricorrenza. Informami epoca tua partenza, fissa giorno vedersi. Ti bacio tanto, tanto. 

C... - Apprezzai inaspettata provenienza emozionante. Invidiai, rimpiansi. Puntini, dopo sempre, confortantissimi. Scrivendomi politica spiegasti tutto. Galeotta politica!!.. Rammentami. Appassionatamente. Aspasia

Sabato 20 febbraio 1904

STELLA - Che non ritorni più la sospirata occasione di rivederti? Prego scrivermi. Quanto soffro lungi da te, creatura adorata!

AMOR MIO - Grazie per le tue parole pietose. Come ti ho cercato in questi giorni, tu sei il mio sorriso, la mia vita. Spero sempre e la speranza mi rincora; lo ripeto ti ho amato e ti amo come di più non si può amare. Ho bisogno di vederti. Sabato sera andrò dove sai. Lunghi baci. 

Lunedi 22 febbraio 1904

CERCASI persona seria disponibile duemila onde associarla subito lucroso sicuro affare. Devalle, posta, Venezia. 

22 APRILE 97 - Ricordoti sempre ore stabilite. Voglia immensa vederti, baciarti. Spero presto. Bene inesauribile. Bacioni lunghissimi! Sempre tutto tuo.

Martedi 23 febbraio 1904

AMOR MIO - Che patimento questa mattina. Tu gli sorridevi, questi sorrisi mi entravano come lame nel cuore. Forse non mi hai nemmeno visto, che cosa te ne importa più di me? No io non posso più continuare così, come sarei felice se potessi dimenticarti. 

C... - Politica, religione combinatosi alternano balli, benedizioni, viaggi. Risposi, diecinove. Saluto ritorno doppiamente, infinitamente emozionante. Riconoscentissima. Fosse così????? Indissolubilmente. Aspasia

C.R. - Risparmiate lusinghe. Datemi prova chiesavi parecchie volte, dandomi conforto nel credere corrisposto l'affetto mio! Non schermitevi se avete stima in me. Nulla chiedo, nulla voglio. Addio

mercoledì 5 giugno 2024

Cinque strane abitudini

Mi piace un sacco ripescare i post che andavano un sacco ai tempi d'oro dei blog. Questo, ad esempio, me l'ero messo da parte diverso tempo fa e penso che sia giunto il momento di fare uscire il coniglio magico dal cilindro!

Le regole erano queste. Se qualcuno volesse partecipare mi farebbe un sacco piacere! 

Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo post con il titolo “CINQUE STRANE ABITUDINI” e le persone che vengono invitate a scrivere sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine del post dovrete scegliere cinque nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog che dice “SEI STATO SCELTO” e comunicate anche loro di leggere il vostro.

Illustrazione di Yueliang
Queste sono le mie:

1. Ogni volta che esco di casa, prima di chiudere la porta controllo di avere in tasca o in borsa la chiave giusta, anche se ce l'ho messa pochi istanti prima, Quando ci siamo trasferiti qui avevamo un solo mazzo e un giorno siamo usciti senza assicurarci di averlo con noi. Morale della favola: siamo rimasti chiusi fuori. Per fortuna la padrona di casa aveva un mazzo d'emergenza! Da allora ho sempre l'ansia di ripetere l'infausta esperienza :D

2. Sono talmente smemorata che se devo compiere un ciclo di medicinali (tipo in questo periodo in cui devo prendere una compressa ogni sera) tengo la scatola sul tavolo in modo da avercela davanti tutto il giorno come promemoria. 

3. Sono pagana ma quando entro in una chiesa e passo davanti ad un altare chino sempre il capo in segno di rispetto. 

4. Prima di mangiare la frutta la scansiono a raggi laser per timore che vi sia qualche verme in agguato.

5. Nonostante io abbia la sveglia impostata tutti i giorni agli stessi orari, ogni sera prima di andare a letto controllo che sia attiva..

Le cinque persone che nomino per questo gioco (ma non sentitevi in obbligo se non volete partecipare!) sono: