giovedì 9 luglio 2020

Madre delle montagne

Madre delle montagne,
Dea dagli occhi di aquila,
agile come un cervo,
armoniosa come le vette;
ogni volta che raggiungo una cima
e guardo laggiù
sento tutta la tua potenza
e ti ringrazio.

Grazie per questa immensità,
per l'aria fresca,
i colori,
i profumi,
i frammenti di storia fermati dal tempo,
quel senso di vertigine,
mentre una parte di me che grida al vento
felice
come una bambina.

Madre delle montagne,
dalla tua immensità
ho tratto la forza per riprendere a lottare.


Questa non è una poesia, non mi reputo una persona capace di scriverne. E' una serie di pensieri e sensazioni che ho provato a quota 670 metri, presso i resti della Rocca di Lucchio.

giovedì 9 aprile 2020

Riflessioni da Quarantena

Inizialmente non sapevo se scrivere o meno queste righe. Sfogarsi sul web non è di certo la migliore delle opzioni, ma questo è il mio piccolo diario personale e poco importa se verrà letto soltanto da me o da altre persone che potranno per puro caso incappare in queste pagine. 
Sto attraversando un periodo particolare. Molto.
Da una parte il fatto di poter lavorare da casa mi ha regalato un'inaspettata quanto meravigliosa convivenza anticipata con il mio compagno. Dall'altra, in compenso, sono un po' triste perchè mi sto perdendo una delle mie stagioni preferite. Non poter fare passeggiate nella natura che proprio ora si sta risvegliando mi fa sentire come se mi mancasse un pezzetto di cuore. 
Penso alla settimana di ferie che mi ero già programmata per maggio e alla voglia che avevo di tornare alle mie amate montagne... E temo proprio che non sarà possibile. 
In un qualche modo sono riuscita a festeggiare Ostara. Con poche cose che avevamo in casa abbiamo costruito una piccola ghirlanda che ora campeggia fuori dalla porta d'ingresso. Abbiamo bruciato foglie di alloro sussurrando i nostri desideri a Madre Terra.
Ma, di fatto, tra attacchi di panico e preoccupazione per il futuro, il non poter uscire inizia a diventare pesante. Approfitto di queste giornate di sole per stendere il bucato fuori e l'odore della primavera, in quei momenti, mi riempie i polmoni di una sottile felicità. Sono brevi istanti ma vorrei poterli far durare molto più a lungo.
C'è chi sta approfittando di questo periodo di isolamento per ritrovare sé stesso e un po' lo invidio: io sto lavorando praticamente il doppio e arrivo a sera con la mente stanca, a volte dilaniata. Ringrazio di avere ancora uno stipendio fisso e far parte di una di quelle aziende che, in un periodo come questo, continua ad andare avanti a vele spiegate (no, non vendiamo Amuchina 😂) ma sto accumulando stress su stress su stress.... Insomma, anche nei giorni in cui non lavoro ho il pensiero fisso alle cose da fare per quando riprenderò e non riesco a staccare la spina (per tutta una serie di motivi che qui non ha nemmeno senso spiegare).
Provo a pensare comunque a quel che di bello questo periodo mi sta regalando, ma non sono così forte come posso sembrare dall'esterno. Stanno uscendo tutte le mie debolezze, sono vulnerabile, piena di paure. Spero di poter uscire presto da questo tunnel e tornare a respirare, in tutti i sensi.

sabato 26 ottobre 2019

I sacri fuochi di Sumedru

Il 26 ottobre, nella chiesa ortodossa rumena viene ricordato e festeggiato San Demetrio di Tessalonica. Benché venga festeggiato nelle vesti di santo, i rituali legati a questa festività tradiscono radici pre-cristiane, legate ad una divinità maschile del grano. Ma come spesso accade per le festività rumene, tradizione antica e cristiana s’incontrano a mezza via.

E’ questo il periodo in cui San Demetrio attraversa le foreste e spoglia gli alberi chiamando le genti dei villaggi intorno al Fuoco Sacro. E’ il momento in cui si festeggia l’ultimo grande Raccolto della Stagione buona. Si sale in cima alle colline, o nei punti più alti del villaggio e lì vengono accesi i Fuochi. E’ uno scenario magico per chi, giungendo da lontano, vede tutt’intorno piccoli villaggi raggruppati a grappolo, ognuno con il suo Fuoco. Ruote di paglia e fieno infuocate rotolano giù dai fianchi della collina. Le danze fanno tremar la terra, le risa si confondono nel chiacchiericcio mesto degli anziani, alle preghiere affidate agli antenati, la gioia degli infanti che fischiano e cinguettano corona quello che viene percepito come Rinascita pura. Poiché nella fine c’è sempre l’inizio, in un ciclo perpetuo.
E’ una festa, questa, con marcato aspetto funerario per quel che riguarda il rito. Morte e rinascita rendono protagonista l’antica divinità, che giunta a questo momento dell’anno si mostra nel suo aspetto di vecchio. Lo scenario di morte-rinascita di questa divinità fitomorfa, silvestre, legata al ciclo vegetativo dell’anno che viene messo in atto durante i Fuochi di Sumedru, con questo rituale che prevede la morte violenta della divinità, ma nel contempo la sua rinascita, poiché dato alle fiamme dal Fuoco rinascerà rinnovato e giovane ha suggestioni e radici antiche.

E’ l’Uomo Verde, Green Man, l’Uomo Selvaggio, lo spirito silvestre il cui volto compare coperto di germogli e foglie.
Un albero viene tagliato e sfrondato, dato alle fiamme, lasciato bruciare e festeggiato. Tutti urlano ed incitano il salire delle fiamme, poiché il Fuoco rappresenta l’elemento purificatore. Come accadeva in altre culture indoeuropee, chi saltava i Sacri Fuochi ni vari periodi dell’anno, oltre a dimostrare coraggio era destinato ad un altro anno di abbondanza. Ai Fuochi di Sumedru, chi attraversa le fiamme avrà salute e si sposerà entro l’anno.
Le braci ardenti, le ceneri e altri resti di questo fuoco funerario verranno in seguito prese da ognuno e portate alla propria dimora, poiché sparse a terra, nei frutteti e negli orti garantiranno fertilità e abbondanza.
Il 26 ottobre le Porte dell’Inverno sono aperte. Tutto può succedere da qui in avanti ed è proprio questo il giorno dei prognostici in merito a come sarà la stagione fredda.
Si pensa infatti, che se il giorno di Sumedro è nuvolo o piove, l’inverno sarà carico di neve e molto lungo. Se la luna è Nuova, o c’è sereno, l’inverno sarà mite.

Anche i pastori guardano al loro gregge al mattino per fare previsioni sull’inverno che sarà. Se le pecore durante la notte hanno dormito strette vicine le une alle altre, l’inverno sarà freddo, se invece hanno dormito lontane le une dalle altre, sarà un inverno mite. Anche dal fuoco si comprende come sarà l'inverno la nuova stagione. Più alte sono le fiamme, più duro sarà l'inverno, ma anche più abbondante e fertile.

Al di fuori del Fuoco Rituale, le donne fanno dono ai bambini di ciambelline salate tipo brezel, mele, noci, cotogne. Si cucina e si organizzano grandi tavolate per onorare la Stagione del Raccolto appena passata e per attirare la buona sorte per l’anno venturo.
Sumedro rappresenta l’anticamera di Ognissanti, poiché sono i giorni in cui ci si prepara spiritualmente al momento in cui il velo tra i Mondi si scosterà permettendo agli Antenati di ritornare nei luoghi che conoscono.

Questo bellissimo articolo, scritto da Rebecka, era presente sul sito www.laconteaincantata.net , ora purtroppo non più online. :( Spero che l'autrice, qualora passasse da queste parti, non si dispiacesse nel vederlo sul mio blog. Era un sito che amavo molto e che in passato mi ha permesso di conoscere un sacco di cose interessanti!


lunedì 14 ottobre 2019

La danza

La fanciulla zittì allora i propri pensieri ed allontanò dubbi ed incertezze. Socchiuse gli occhi e, dopo alcuni minuti di profondo silenzio, di un silenzio che avvertiva essere insieme interiore ed esterno, iniziò a sentire che una parte di lei, in un certo senso, si sintonizzava sulle onde morbide della dolcezza, e vi si abbandonava. A poco a poco, tutto dentro di lei si sciolse e si ritrovò a cantare una nenia che non credeva di conoscere, simile a quella che altre volte aveva udito intonare dalla Maestra mentre accendeva il fuoco. Mentre cantava, la fiamma del grande camino sembrava farsi via via più vivace, e quando la voce della Maestra si unì alla sua la fanciulla si ritrovò a danzare. Era una danza che, ad occhi normali, sarebbe parsa stranissima: danzava al dolce languore che la stava vivificando, danzava al Fuoco, danzava alla pioggia di lucine colorate che si era riversata nella stanza. Ed il suo canto continuava, in un crescendo di abbandono, facendosi sempre più sommesso e più interiore: solo la Maestra poteva ormai udirlo, la Maestra e tutte le invisibili presenze che popolavano l'antica Casa.

Barbara Fiore, La Signora dell'antica Casa


mercoledì 9 ottobre 2019

Avalon Within di Jhenah Telyndru... Finalmente tra le mie mani!

Ecco uno dei libri che per anni è rimasto nella mia wishlist e che, finalmente, è tra le mie mani: Avalon Within di Jhenah Telyndru.
Onestamente non riesco a comprendere come mai questo non sia mai stato tradotto in italiano, ringrazio quindi la Dea e la buona sorte di avere una discreta conoscenza della lingua inglese per poterlo comprendere senza grosse difficoltà!
Per chi segue o prova interesse per il percorso avaloniano, questo è IL TESTO per eccellenza. L'autrice parte dalla mitologia avaloniana, compresi quindi i luoghi ad essa sacri, per poi giungere ad una vera e propria spiegazione del percorso stesso, punto per punto. 
Non vedo l'ora di iniziare a leggerlo - gli ultimi due giorni, per me, sono stati davvero pienotti! - e poterne parlare su queste pagine. So solo che sono tanto, tanto emozionata!


martedì 8 ottobre 2019

Riflessioni post-Mabon


Dopo diversi giorni trovo finalmente il tempo di esprimere a parole quanto è accaduto la sera di Mabon e quanto ciò sta in parte rivoluzionando i miei pensieri - ovviamente in bene. 
La sera del 23 Settembre, assieme ad un'amica, ho partecipato ad un evento proposto dalla Casa della Dea, associazione di Spinea (VE) che si occupa principalmente di promuovere iniziative legate al paganesimo, in particolare associate alla corrente avaloniana. 

Durate la serata, dopo una meditazione collettiva (cosa a cui non avevo mai partecipato ma che mi ha positivamente colpita) abbiamo percorso un labirinto, lasciando al di fuori di esso un simbolo di ciò di cui vogliamo liberarci. Al centro, invece, un contenitore ove i simboli di ciò che vogliamo (continuare) a portare con noi nel nostro cammino. 

Com'è stato? Credo che "liberatorio" sia il termine corretto. 
Cosa ho deciso di lasciare fuori dal mio percorso? La pesantezza, sia mentale che fisica, e il doloroso ricordo di una persona con la quale nulla voglio più avere a che fare nella vita. 
Ad ogni passo percorso all'interno del labirinto cercavo di immaginare questi pesi distaccarsi, riducendosi a brandelli, e disperdersi per strada, dissolversi nel vento. Un passo dopo l'altro, un battito di tamburo ed un battito del cuore, fino al centro del labirinto. 
Lì ho recuperato il simbolo di ciò che voglio ottenere e mantenere (un disegno che ora porto con me ogni giorno), poi ho percorso la spirale opposta del labirinto, uscendone sollevata e libera. 

Al termine di tutto il percorso, comprese le meditazioni sui simboli dell'olio, del vino, dell'aceto e del sale, ho cercato di mettere assieme tutti i pezzetti di ciò che ho vissuto e percorso fino ad ora, in attesa di trovare la chiave, l'illuminazione.... Non so nemmeno io esattamente come spiegare che cosa stessi effettivamente cercando. Forse la spinta giusta, ecco. 

E sono giunta ad una conclusione: la spinta, la chiave, è sempre stata la creatività. Purtroppo negli ultimi anni questa è stata abbandonata, in funzione di una maggiore razionalità richiesta dal lavoro e dalle responsabilità familiari. Ebbene, non dovevo abbandonarla. Mi sono lasciata andare, ho messo in un angolo i miei sogni, e mi manca da morire quella sensazione di farfalle allo stomaco quando componi una nuova canzone, dai vita ad un nuovo giro di basso o, più semplicemente, ti ritrovi con i giusti musicisti a suonare la giusta musica. Così come mi manca la voglia di tornare a disegnare: quanta nostalgia nel vedere le mie matite colorate, anche se tutto sommato sono sempre stata una schiappa e per lo più disegno solo omini stilizzati! Eppure mi mancano anche loro!
Mi manca poter dedicare tempo ai miei blog, mi manca giocare di ruolo, mi manca quel mondo di fantasia che ero riuscita a creare e in cui mi rifugiavo per evadere da tutto e da tutti. 
E' giunto il momento di ritrovare il tempo per tutte queste cose. Non so come, non so quando, ma ne ho bisogno. 

In più ho avuto una piccola illuminazione, a cui ancora non sono riuscita a dare un significato. Durante la meditazione ho visto il legno. Rami, alberi, assi di legno, case di montagna costruite in legno. Magari sono i miei amati boschi che mi reclamano, di cui ho bisogno per ritemprarmi. O forse è solo il legno con cui sono costruiti i miei due bassi. Devo comprendere meglio che cosa questo legno sta cercando di dirmi. Per ora sto cercando di fare caso a tutto ciò che di legno si presenta lungo il mio cammino ma... Non trovo nulla. Attenderemo. 

Ultimo ma non ultimo. Se qualche anno fa è stato proprio grazie ad una meditazione (solitaria) fatta durante la notte di Mabon a mostrarmi la mia vita passata ed i collegamenti con quella attuale, quest'anno dopo Mabon ho trovato sul mio cammino una persona il cui aspetto ricorda molto qualcuno che, durante quel sogno lucido, ho visto. La cosa mi impaurisce e, al tempo stesso, mi incuriosisce. Da una parte vorrei indagare, dall'altra temo di prendere delle cantonate. Il mio sesto senso, però, mi consiglia prudenza, quindi meglio restare in attesa. 
(Per chi se lo chiedesse: no, nulla a livello amoroso. Sono già felice nella mia nuvoletta rosa da due anni.)

Vedremo che cosa mi riserva il futuro. 

Photo by me: tramonto sulla Burana (FE)

mercoledì 2 ottobre 2019

Inno orfico

Ascolta, Dea regina,
portatrice di luce,
Luna divina,
Mene dalle corna di toro,
che corri di notte,
ti aggiri nell'aria,
notturna, portatrice di fiaccole, fanciulla,
Mene dai begli astri,
crescente e calante, femmina e maschio,
splendente, ami i cavalli, madre del tempo, portatrice di frutti,

Inno Orfico - Luna


(Art by Henry Clive)