
Il Melo e la Mela nella tradizione Celtica.
Il melo, aval in bretone, occupa un posto di grande rilievo nella mitologia celtica. L'Altro Mondo celtico è spesso disegnato come un'Isola sulla quale crescono i meli, i cui frutti hanno un sapore dolce che ricorda quello del miele. La mela viene quindi ad avere uno stretto legame con l'Aldilà, quasi un frutto dell'immortalità, della scienza e della saggezza, un mezzo per entrare in contatto con l'Altro Mondo, spesso dato agli uomini da esseri provenienti proprio da là.
Ne "La Battaglia degli Alberi", il melo viene definito come "benedetto" e può sorridere accanto alla roccia, emblema di sicurezza e stabilità. "e il benedetto melo selvatico Che ride orgoglioso Dal "Gorchan" di Maelderw, Accanto ala roccia".
Nelle Triadi d'Irlanda si dimostra quanto importante fosse ritenuto l'albero delle mele, tanto che sembra richiedere la pena di morte per chi l'avesse abbattuto illegalmente: "Tre cose che non respirano risarcibili solo con cose che respirano: Un melo, un nocciolo, un bosco sacro". Nelle Leggi di Brehon, leggi di classificazione arborea atte a stabilire la pena per chi abbatteva illegalmente alberi di una determinata specie, il melo è annoverato tra i Sette alberi Signori.
I tre alberi maggiormente riveriti dai Druidi erano il Nocciolo, la Quercia e il Melo, i cui frutti combinati insieme si diceva potessero soddisfare tutte le esigenze dell'umanità. Nell'Isola dei Beati crescono tre mele sacre sull'albero della conoscenza, ciascuna mela contiene una goccia che cadde dal calderone di Ceridwen. La prima goccia rappresenta la Quercia, il principio maschile che include forza, coraggio, giustizia, fedeltà e coraggio; queste virtù si combinano con la seconda goccia che rappresenta il Nocciolo o il principio femminile, saggezza, intuizione, ispirazione e la conoscenza delle segrete arti magiche. Infine la terza goccia, la Mela, rappresenta l'amore e la comunione con il divino. Dalla fusione e dalla simbiosi di questi tre ingredienti magici, amore, intuizione e forza nasce l'immortalità poetica e la divina follia. Il potere delle mele è detto essere la salvezza del poeta, come risulta dalla leggenda gallese di Sion Kent che il Principe dell'Aria cercò di rapire: Kent, ottenuto il potere mangiando qualche boccone di mela, si afferra saldamente al melo, rifugio che gli garantisce assoluta protezione. "Essendo troppo carico di colpe per il cielo, ma al sicuro dall'inferno, egli continua a vagare sulla terra restando inafferrabile", in altre parole, si assicura l'immortalità poetica.
La donna dell'Altro Mondo che viene a cercare Condle, figlio del re Conn delle cento battaglie, gli consegna la mela che sarà sufficiente a nutrirlo per un mese e che non diminuirà mai.
Lugh impone ai figli di Tuireann la cerca di alcuni oggetti meravigliosi, tra cui figurano tre mele del giardino delle Esperidi: chiunque ne mangi non avrà più fame né sete, né dolore né malattie ed esse non si consumeranno mai.
Articolo di Ylenia Viola tratto da http://www.bibrax.org
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