Di solito si pensa alla primavera come al periodo dei matrimoni. Io invece ho scelto di sposarmi in autunno, appena dopo la celebrazione di Mabon.
Sì, alla fine io e il Futuro Marito abbiamo deciso che sarebbe il caso di diventare Futuri Sposi! La celebrazione sarà rigorosamente con rito pagano, un centinaio di ospiti, karaoke e tavolate di giochi di società perchè il nostro non sarà un matrimonio normale dove tutti mangiano e si annoiano - o si ubriacano per non annoiarsi.
Ho fatto l'errore di fare un paio di domande sul subreddit dedicato ai matrimoni e un sacco di tizie isteriche mi hanno attaccata dicendo "Ma come ti è saltato in mente? Le persone ai matrimoni vogliono ballare e socializzare!". Tesori miei, se c'è una cosa che non vedrete mai fare a mio padre, con tutto il bene, è ballare. Sta in sedia rotelle, fate vobis.
Sul socializzare poi lasciamo perdere che i miei amici son quasi tutti misantropi certificati!
Insomma, se voglio organizzare una SCHIFOTOMBOLA il giorno del mio matrimonio, lo faccio. E con gusto pure!
Fatta questa piccola premessa, ho trovato su un vecchio sito non più online questo articoletto dedicato al corteggiamento e al matrimonio ai tempi dei nostri nonni. Oltre a copiarlo su uno dei miei millemila quaderni (io, in casa, ho robe che manco gli amanuensi...), ho pensato potesse essere carino inserirlo sulle pagine del mio blog. Magari avete qualche testimonianza anche voi da aggiungere!
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| Se fosse stato nero, probabilmente lo avrei preso così! |
Il corteggiamento delle ragazze si svolgeva con un rito ben preciso.
Il giovanotto al quale interessava una ragazza cercava di farsi notare lanciandole sguardi furtivi ai quali la ragazza faceva finta di non accorgersi.
Molte volte erano le amiche, complici del giovane a dirle dell'interesse che aveva suscitato.
Ad un certo punto, il giovanotto, per sapere se il suo amore era corrisposto, lanciava un sassolino alla ragazza e se lei lo raccoglieva significava che il suo amore era corrisposto.
Ogni paese poi aveva le sue abitudini: ed esempio il lancio di una colomba di pezza che presa al volo significava che il corteggiamento sarebbe andato a buon fine.
Molte volte i matrimoni erano combinati dagli anziani, sovente per unire case e campi e assicurare un certo benessere ai figli che sarebbero nati.
Durante il fidanzamento, il giovanotto poteva andare a trovare la futura sposa tre sere la settimana (I dì 'd marca) ma non poteva stare solo con lei.
Una nonna o zia o i genitori erano sempre presenti alla visita. Ai genitori era affidato il compito della stipula del contratto di nozze in cui venivano elencati i beni e la biancheria che la futura sposa avrebbe portato in dote.
Le ragazze iniziavano a preparare il corredo da piccole. Dozzine di lenzuola, asciugamani, camicie, mutandoni e tutto quanto occorreva per la casa era accuratamente cucito a mano e ricamato.
Ricordo Zia Sandra che, aiutandomi a preparare il corredo di mia figlia mi diceva: "Il corredo della sposa non dovrebbe mai essere cucito a macchina."
Più il corredo era grande più la sposa era gradita soprattutto dalla futura suocera. Le lenzuola erano tessute con la canapa e il lino, molte volte coltivato e lavorato e tessuto dalle donne di casa nei vecchi telai a mano.
Una grande attenzione era posta nella preparazione dei materassi di lana che sarebbero durati una vita intera e usati poi, anche dai figli.
Qualche settimana prima del matrimonio, amiche e parenti della sposa si radunavano a casa di quest'ultima per scardassare la lana da utilizzare per confezionare il materasso nuziale.
Il lavoro, che impegnava tutto il pomeriggio, trascorreva allegramente tra canti, racconti e pettegolezzi; la futura sposa offriva alle amiche nocciole e dolci fatti in casa.
Gli uomini erano esclusi da questa riunione, alla quale erano però ammessi i bambini.
La lana, così preparata, veniva raccolta in un grande lenzuolo, esposta al sole ed infine consegnata al materassaio.
Nelle famiglie più povere i materassi erano confezionati con paglia.
Per i bambini era usanza fare i materassi con le foglie di faggio, resistenti e morbide.
Ogni mattina si mettevano al sole così si asciugavano da eventuali inondazioni notturne.
Le amiche della sposa, terminato il lavoro, si fissavano un appuntamento per il giorno precedente il matrimonio per preparare il letto nuziale che non doveva essere toccato dalla sposa e neppure dai suoi famigliari, prima della celebrazione del rito.
L'occasione era spesso sfruttata per giocare qualche scherzo agli sposi, appendendo dei campanelli sotto il letto oppure preparando il sacco con le lenzuola.
Al rito nuziale seguiva il pranzo di nozze preparato in casa da madri, zie, nonne e gli invitati erano sempre numerosi. Il banchetto si protraeva per tutto il pomeriggio e per buona parte della serata, e sovente gli amici allietavano la notte di nozze degli sposi con serenate.
La sposa il giorno delle nozze riceveva in dono orecchini, spilla, anello e catenella d'oro e quelli erano gli unici gioielli di sua proprietà, che avrebbe ricevuto nel corso della sua vita, salvo quelli ereditati da mamme e nonne.
(articolo tratto dal sito non più online Donneinweb.org)

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