giovedì 30 aprile 2026

Se fa notte accendi molte luci, sino a che tutto sfolgori

 

Art by Jennifer Taylor

Che le tue vesti siano candide... Se fa notte accendi molte luci, sino a che tutto sfolgori... 

Ora inizia a combinare qualche lettera, o molte, spostale e combinale sino a che il tuo cuore sia caldo. 

   Stai attento al movimento delle lettere e a ciò che puoi produrre mescolandole. 

   E quando il tuo cuore è caldo, quando vedi che attraverso la combinazione delle lettere cogli delle cose che non avresti potuto conoscere da solo o con l'aiuto della tradizione, 

     quando sei pronto a ricevere l'influsso della potenza divina che penetra in te, impiega allora tutta la profondità del tuo pensiero a immaginare nel tuo cuore il Nome e i Suoi angeli superiori, come se fossero esseri umani che ti stanno accanto.

 

  (Abufalia, Hayye ha-'Olam ha-Ba)

mercoledì 22 aprile 2026

Ma voi da dove vi collegate?

Domanda off topic, ma sono curiosa di capire quale sia al momento il dispositiv dal quale vi collegate per leggere i blog e i siti che vi interessano: computer, smartphone o tablet?

Sto facendo un po' di restyilng, come avevo precedentemente scritto, e vorrei capire quanto valga la pena mantenere le colonne laterali dei miei layout - per intenderci: quelle dove sono presenti i link dei blog che seguo e qualche altro widget. 

Ringrazio in anticipo per le risposte :D 

giovedì 16 aprile 2026

La bellezza

Liliya Khomyakova

Peppino: Sai cosa penso? Che questo aeroporto non è brutto, anzi…
Salvo: Ma che cosa dici?
Peppino: Visto così dall'alto… Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell'uomo. E invece non è così. In fondo, tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi  trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere… Fanno 'ste case schifose, con le finestre in alluminio, i muri di mattoni vivi… stai seguendo?
Salvo: Eh, sto seguendo…
Peppino: I balconcini… La gente  va ad abitare, mette le tendine, i gerani, la televisione… e dopo un po’, tutto fa parte del paesaggio, c'è, esiste… Nessuno  ricorda più di com'era prima. Non vuole niente a distruggere la bellezza…
Salvo: Ho capito: ma allora?
Peppino: E allora? Allora, invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni, 'sti fissarie Bisognerebbe ricordare alla gente che cos'è la bellezza, aiutarli a riconoscere, a difendere…
Salvo: La bellezza…
Peppino: La bellezza… E' importante la bellezza… Da quella scende giù tutto il resto".

🎥 I cento passi

I venti non si sa mai quando arrivano, come arrivano

I venti non si sa mai quando arrivano, come arrivano. Sono improvvisi e inspiegabili come i moti del cuore. Un istante prima sei calmo, sei sereno ed ecco che ti senti addosso un’agitazione, una frenesia. I venti cambiano cose che erano lì immutate da sempre: spiagge, boschi, ghiacciai. Abbiamo forse anche noi dei venti nel cuore? Qualcosa che quando arriva è più forte di tutto e non vuol sentire ragioni? E’ così penso, pensai, che si diventa pazzi? E’ così che appare di schianto una verità che non conoscevi e non volevi conoscere?
E poi quando il vento s’attenua, si placa, ti guardi intorno e vede che tutto è stato sconvolto, che tutto è mutato, irriconoscibile. L’albero pende spezzato, le pietre sono rotolate via, i vetri infranti, i vasi di fiori in cocci, la fontana zeppa di rami e foglie. Ti volgi intorno e c’è una luce mai vista, spettrale, come se il mondo ricominciasse da lì e tutta quella rovina fosse stata necessaria. I venti dell’anima portano qualcosa come questa luce, ma prima devono trascinarti giù, più giù, perché senza la fine non c’è inizio.


Tratto da "Il libraio di Selinunte" - Roberto Vecchioni

MEMORIE

Torno alle giornate
più remote del nostro amore,
una marea di muta gratitudine,
e disperati baci.
Tutta la mia infanzia
è sulle tue ginocchia
spaventata di perderti
e perdutamente felice di averti.

(Pier Paolo Pasolini - da "L'Usignolo della Chiesa cattolica")

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. 
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. 
E' la vostra mensa e il vostro focolare. 
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. 
Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. 
E il meglio di voi sia per l'amico vostro. 
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena. 
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? 
Cercatelo sempre nelle ore di vita. 
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. 
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. 
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora. 

Tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran

Sono quella che sono
 

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m'ama
Non è colpa mia
Se non è sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c'e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s'amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare...
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi

 

Jacques Prévert 

In un tempo, in un luogo lontano, un cavaliere ingenuo s'innamorò di una ragazza ingenua.Passarono le stagioni...Un giorno lei se ne andò! A lui parve d'impazzire ed il dolore era insopportabile. Decise di strapparsi il cuore. Salì sul suo cavallo e corse! Corse giù, lungo le terre dell'amicizia, giù lungo le terre della cortesia, giù fino alla terra del cinismo.Lì scavò, scavò finchè perse la cognizione di sè. Esausto, mise il suo cuore in una fredda scatola e pensò: "Nessuno potrà più farmi questo. Quì sarà al sicuro". Passarono le stagioni...Un giorno una donna saggia entrò nella sua vita. Il cavaliere pensò: "Questa donna non merita di amare un guscio vuoto". Salì sul suo cavallo e corse. Corse giù, lungo le terre dell'amicizia, giù lungo le terre della cortesia, giù fino alla terra del cinismo. Li scavò, solo, lì scavò, fradicio, lì scavò per sempre!

Stregata2005


C'è un'antica leggenda popolare
che narra come Herne il Cacciatore
custode un tempo qui
della Foresta di Windsor, le notti
di pieno inverno, a mezzanotte in punto,
s'aggira intorno ad una grande quercia
con grandi corna in testa
ramificate, e là dà fuoco all'albero,
e cattura il bestiame,
e munge latte/sangue dalle mucche
e scuote una catena
nel modo più terribile e sinistro.
D'un tale spirito avrete udito
anche voi e saprete come i vecchi,
nella superstiziosa lor follia,
abbiano tramandato come vera
questa storia di Herne il Cacciatore
fino alla nostra età.
"Le allegre comari di Windsor"
Atto 4 Scena 4
William Shakespeare

 

IL PESCATORE

L'acqua scrosciava, l'acqua si gonfiava,

e lì accanto c'era un pescatore,

guardava l'amo in tutta calma,

freddo sino al fondo del cuore.

E mentre siede e mentre ascolta,

si leva l'onda e si apre;

dall'acqua che si agita scroscia

una donna tutta stillante.



A lui un canto rivolse e le parole:

«Perché attiri con l'arte

dell'umana malizia la mia prole,

su, nella vampa della morte?

Se sapessi come il piccolo pesce

sta sul fondo, beato,

scenderesti quaggiù, così come sei,

non saresti più malato.



Il caro sole, e la luna, non trova

nel mare il suo ristoro?

Sull'alito del flutto non torna

a noi più bello il suo volto?

Il cielo profondo non ti attrae,

l'umida azzurrità trasfigurata?

Il tuo volto stesso non ti attrae

qui nell'eterna rugiada?»



L'acqua scrosciava, l'acqua si gonfiava,

bagnandogli il piede nudo;

e la nostalgia del suo cuore era tanta,

come quando la bella gli dava il saluto.

A lui rivolse le parole e il canto;

allora fu un uomo finito:

in parte lo trasse, in parte era pronto

a cadere, e non fu mai più visto.


Goethe


 Se le notti fossero quattro e le stelle fossero due, quante volte dovresti pregare per vedere la luna?


 Non conosco l'autore di queste parole ma trovo la riflessione meravigliosa. 

mercoledì 15 aprile 2026

Felicità raggiunta, si cammina - Eugenio Montale

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

 

Warsaw / Kamienne Schodki


Il ricettario delle fate - Cucina elfica

Per festeggiare la riapertura del blog ed il ritorno della primavera (sebbene al momento là fuori sembri d'esser ancora in autunno!) pubblico questa piccola chicca scampata dalle insidie del tempo e del web. Si tratta di un golosissimo ricettario recuperato da un blog non più attivo da tempo, Il Cerchio delle Streghe (Fairydoll.myblog.it)

Per chi non apprezzasse le citazioni "stregonesche", non se ne preoccupi: basta attenersi scrupolosamente agli ingredienti tradizionali, ignorando quanto è tra parentesi (forse).


 

Ricetta segreta del budino di pane e burro della fata Morgana
350 ml di latte intero fresco (dalle vacche del sole)
300ml di panna per dolci (dal latte delle vacche del sole)
una bacca di vaniglia , o essenza (dal baccello strizzato da uno sciamano della Malasja)
5 uova freschissime (di piccione viaggiatore)
75gr di zucchero semolato (nero e di canna)
170 gradi panini e burro ( pane avanzato dal banchetto di Yule)
25 gr di uvetta sultanina ( acini d'uva seccati al sole del deserto del Gobi)
confettura di albicocche ( preparata dalla maestra del villaggio)
acqua,zucchero a velo e sale (acqua di fonte, velo di zucchero intessuto dai ragni del re)


Preriscaldate il forno a 150° scaldandovi anche una teglia d'acqua (per cuocere il budino a bagnomaria).
Fate ammorbidire l'uvetta in una tazza d'acqua tiepida con un po' di brandy
In una ciotola lavorate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso (più è spumoso e meglio riesce il budino)
Versate il latte in una casseruola con la panna e un pizzico di sale: fatelo sobbollire per 7-8 minuti a fiamma dolce.Poi unite 1 cucchiaino di essenza di vaniglia,mescolate e versate questo composto a filo nella ciotola delle uova ,mescolando in continuazione fino ad ottenere una crema vellutata. Tenetela per ora da parte.
Imburrare generosamente il fondo e le pareti di una pirofila.
Tagliate i panini i 4 spicchi, distribuiteli nella pirofila sovrapponendoli leggermente e cospargetevi l'uvetta ben strizzata.
Fate fondere 30g di burro e spennellatelo sul pane.
Versatevi la crema di latte,panna e uova,sistemate la preparazione nella teglia con l'acqua calda e infornate per 35 minuti,finchè la crema si rassoda. Poi,sfornate e spennellate e spennellate il budino con 4 cucchiai di confettura stemperata in un pentolino con 1 cucchiaio d'acqua.
Cospargete il budino con dello zucchero a velo e servitelo subito,completando le porzioni con della frutta cotta oppure con del gelato alla crema o alla panna(fiordilatte)

Per tutti quelli che amano la vita e la natura; per restare in sintonia con le forze che la governano e per rendere grazie per quanto di buono ci regalano ogno giorno

Cavoli ai fiocchi di neve
1 bel cavolfiore lessato di 1 kg (un fior-fiore di cavolfiore raccolto la notte di S Giovanni)
400 g di prosciutto cotto tagliato a fette ( dalla dispensa delle suore)
200 g di pecorino grattugiato ( dalla cantina del ciclope Celestino)
2 scalogni ( dall'orto della fata Valentina)
1 fetta di pancarrè,( dal fornaio pazzo)
1 rametto di rosmarino,( dal balcone dello gnomo Umberto)
poco latte (20 gocce)
1 uovo ( di tortora)
olio di oliva ( spremuto al tramonto)
sale ( della Normandia)
pepe ( della cajenna)
fiocchi di neve q.b.(dall'Imalaya)


Fate ammorbidire la fetta di pancarrè sbiciolata nel latte.
Affettate gli scalogni finissimi. Spezzettate il prosciutto.
In una padella antiaderente, fate scaldare un filo di olio e soffriggetevi gli scalogni a fiamma dolce.
Aggiungete il prosciutto, salate, pepate e proseguite la cottura per due minuti. Togliete quindi la padella dal fuoco e unite il pancarrè ammorbidito e l'uovo.
Passate il tutto al mixer. Dividete il cavolfiore lessato in otto porzioni uguali e sistemate ciascuna porzione, capovolta, in otto stampini. Create un buco al centro e farcitelo con il composto precedente.Sformate ciascuna porzione sulla placca del forno leggermente unta di olio e cospargetela con il pecorino e mozzarella a forma di fiocchi di neve
Passate il tutto sotto il grill del forno fino a quando la superficie sarà dorata e croccante.
Portate in tavola caldo, in un piatto di servizio.

Per propiziarsi la fortuna e un'ottima salute

Torta delle Fate
500 gr di Farina (o.. cipria di mugnaio)
250 gr di Latte o Margarina (o.. latte d'asina asiatica)
Lievito (o ...magia di fata)
Mezzo cucchiaio di miele ( dalla regina delle epi)
1 Uovo ( rubato alla fenice)
250 gr di Uvetta ( o... bacche di vite)


Riscaldate il forno a 300°. Unite tutti gli ingredienti uno ad uno in una scodella finchè non sono ben amalgamati. Mettete l'impasto, prendendolo a cucchiaiate su della carta da forno.
Cuocete per dieci minuti. decorate col miele colato sopra.
Non dimenticate di lasciarne un pò alla finestra per le fate!

Consigliata per conquistare qualsiasi tipo di suocera ( particolarmente quelle "so-tutto-io")

Pagnotta squisita della strega golosa
500gr di farina (macinata nel mulino delle stelle)
70gr di burro (dalla mucca Carolina)
30gr di zucchero nero(di canna brasiliana)
3 uova intere (dal pollaio di Diana)
1 tuorlo (di uovo di passero)
10ml di latte (dalle capre dei ciclopi)
Prosciutto, salame e mortadella a cubetti (dalla cantina di Re Salomone)
Formaggio dolce a cubetti (dal mastro formaggiao delle alpi Graie)
1 pizzico di sale (dalle saline di Taranto)
1 pizzico di parmigiano (c.s)
Lievito (pizzico di magia di folletto )


Mettere in una ciotola la farina setacciata, lo zucchero ed il sale.Unirvi le uova sbattute ed il burro fuso . All'impasto
aggiungere il lievito e mescolare bene. Impastare fino ad avere un composto liscio ed omogeneo.
Far lievitare per circa 1 ora, interrompere la lievitazione e far riposare l'impasto per un'altra ora.
fare un buco in mezzo ed infilarci il ripieno da voi scelto; poi  far riposare per un'altra oretta.
Scaldare il forno per 15 minuti a 200°, spennellare con il tuorlo dell'uovo la superficie dell'impasto e farlo poi cuocere per 20/25 minuti.

Pesto delle Streghe
150 gr tra noci e pinoli (raccolte nel bosco incantato all'alba)
150 gr di parmigiano ( comperato a Parma da un mastro formaggiaio)
50 gr di burro a temperatura ambiente (appena uscito dalla sbattitura)
Un pizzico di sale (dal Tibet)
3 grossi spicchi di aglio (dall'orto del mugnaio incipriato)
Olio di oliva quanto basta ( spremuto di notte )
1 pizzico di pepe di cayenne (raccolto a maggio)
1 pizzico di maggiorana fresca ( dal balcone di casa mia)
150 gr di foglie di basilico ( dalla fata della riviera)


Tostate leggermente dorate le noci e i pinoli in una padella,  successivamente sminuzzatele finissimamente .In una scodella mischiate con le mani le noci,pinoli  ,formaggio e  burro.
Nel frullatore mettete l'aglio, il sale, il pepe, la maggiorana e frullate anche questo.
Introducete il basilico poco alla volta e amalgamate  finchè non ottenete un composto uniforme, verde e aromatico.
Mettete il composto nella scodella dove si trova il formaggio e mischiate per benino le noci, formaggio e composto.Usatelo
con qualsiasi tipo di pasta. Accompagnate il tutto con un buon bicchiere di vino rosso

Consigliato per donare pace e serenità in ogni situazione

Bacche di melanza del piccione viaggiatore
Ingredienti per 4 persone :
2 melanzane lunghe (dalla lontana india)
1 uovo ( di piccione viaggiatore)
3 spicchi d'aglio (dal paese di bengodi)
50 gr di farina ( dal mulino della contea)
100 gr di formaggio grattugiato (rubato al topolino dei fratelli Grim)
1 pizzico sale ( delle saliere di Taranto)
1,5 dl d'olio d'oliva ( spremuto in una notte senza luna)


Lavate e asciugate le melanzane.
Tagliatele a fette di 1 cm di spessore e cospargete con sale fino. Sistematele in una ciotola capiente e sistematevi sopra un piattino con un peso. Lasciatele riposare per almeno 1 ora. Trascorso questo tempo, strizzate bene le fette di melanzane e infarinatele leggermente.
Mescolate l'uovo con 1 dl di acqua e l'aglio schiacciato o finemente tritato.
Passate le fette di melanzane nella pastella e successivamente nel formaggio grattugiato. Friggetele nell'olio d'oliva ben caldo finché saranno dorate sui due lati. Asciugatele con carta assorbente e servite caldo.
Questo piatto si può preparare in anticipo e scaldare al momento in un forno ben caldo.

Consigliato per riconquistare la fiducia di un uomo o donna riottosi

Spiedini di maiale selvaggio, speziati
Ingredienti per 4 persone.
Prima di tutto procuratevi un maiale selvaggio dal cacciatore di cappucetto rosso
poi prendete :
500 gr di lonza a fette (del suddetto)
1 dl d'olio d'oliva ( spremuto con le mani dai Ciclopi)
1/4 cucchiaino di pepe nero macinato ( dall'oriente misterioso)
1Pizzico di peperoncino in polvere (dal giardino botanico del Priore)
1 di paprika (rubata alla moglie del mugniaio delle cascate)
1 pizz.di cumino macinato(dai mari del sud)
1 pizz.di sale e di foglioline di timo(dall'orto di casa mia)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato.( dal bosco incantato)


Mescolate tutte le spezie e le erbe in una ciotolina e diluitele con l'olio d'oliva. Tagliate la carne a dadini e metteteli nella ciotolina con il condimento. Mescolate bene, coprite la ciotola e lasciate marinare per un giorno intero in frigo.
Rimescolate bene la carne, scolatela e infilatela su spiedini di legno. Cuocete su una piastra o su un barbecue per 15 minuti.

Con questo piatto conquisterete anche l'uomo più freddo e scorbutico

Biscottini di primavera
100 g di burro, freddo di frigo
40 g di zucchero semolato
100 g di maionese, fredda di frigo
circa 260 g di farina


Cominciare tagliando il burro freddissimo in piccoli pezzi, poi sbatterlo con un mesctolo di legno d'ulivo. Cominciare a montarlo con lo zucchero per qualche minuto, almeno 5, fino ad avere una crema ben montata. Ora uniamo la maionese ben fredda. Appena la maionese e' amalgamata, uniamo la farina, all'inizio poca, poi man mano che l'impasto la assorne canteremo" biscotto biscottino tu diverrai tanto..tanto buonino", uniamo il resto e cominciamo a lavorare bene con le mani.
Regolatevi un po' con la farina, la pasta deve essere molto morbida ma non troppo appiccicosa.
Stacchiamone piccole porzioni, e facciamo dei cilindretti che andremo ad appiattire con le mani, ed a rotolare in un poco di zucchero semolato. Sono delicati, fate attenzione. Metterli in una teglia con fondo spesso coperta con carta forno e cuocere a 195 gradi per circa 12 minuti, controllate il colore.
Aspettate che si raffreddano per gustarli, da caldi sono ancora un po' morbidini. 

Torta salata ai formaggi e alle noci
Per 6 persone:
2 rotoli di pasta sfoglia pronta (meglio se fatta da cuoca elfica)
100 gr di Gorgonzola cremoso (dal casaro arrabbiato)
150 gr di crescenza (dal friggidaire di biancaneve)
1 uovo (di gallina intelligente)
1 dl di latte( della mucca di mago merlino)
sale, pepe ( da Avalon)
una ventina di gherigli di noci (dell'albero della cuccagna)


Sbatti o frulla i formaggi con il latte, sale e pepe e unisci l'uovo.
Stendi una sfoglia di pasta in uno stampo e versa il composto.
Distribuisci i gherigli di noci tritati.
Copri con l'altra sfoglia, sigilla bene i lati e cuoci nel forno già caldo a 180° per 35/45 minuti

Ricetta consigliata per fare pace con chi si ama.Praticamente infallibile!

Lo Zulbia
yogurt bianco 125 ml (dalla capra del mago bianco)
2 vasetti di farina (dal mulino delle cascate)
1 cucchiaino di bicarbonato (dall'alchimista pazzo)
1 cucchiaio d'olio di semi (dai campi elisi)
4 cucchiai d'acqua (dalla fonte Lete)
2 uova (rubati alla fenice)

Sciroppo:
2 bicchieri di zucchero ( dal lontano brasile)
1 bicchiere d'acqua ( dalla fonte chioacchierina)
1 cucchiaio d'acqua di rose ( dalla fata primavera)
1 cucchiaino di zafferano ( da mille pistilli magici)
1 cucchiaino di succo di limone (dalla terra del vulcano)


Con la farina, lo yogurt,il bicarbonato, l'acqua e le uova fare una pastella omogenea.Mettere la pastella in una sacca da pasticciere, in una padella con olio, create una spirale concentrica con la pastella , per ogni singolo dolcetto, che una volta dorati vengono messi su carta da cucina per perdere l'olio residuo.
Bollire lo zucchero e l'acqua, e fuori dal fuoco aggiungere gli altri ingredienti mescolando bene,immergervi ad uno ad uno ,i dolcetti per parecchi minuti

Gnomi al cioccolato
300 gr di cioccolato fondente nero ( dalle piantagioni della maga del brasile)
300 gr di cioccolato bianco ( dalla strega  svizzerina)
150 gr di mandorle triturate ( rubate al folletto della contea)
250 gr di crema di nocciole spalmabile ( dal convento delle suore scalze)
aroma di mandorla ( dalla carrefour)


Sciogliere a bagnomaria il fondente nero, versate nello stampo di silicone a forma di gnomo, ricoprendo bene le pareti, servirà a formare il guscio del cioccolatino, ponete in frigo a rassidare, anche se con questo freddo mi son rassodati anche fuori frigo!!! Nel frattempo sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco e unirvi fuori dal fuoco la nutella e le mandorle e l'aroma. Prendere lo stampo dal frigo e riempire i gusci con il composto appena fatto, rimettere in frigo a rassodare, infine chiuderela base dei cioccolatini con altro fondente nero sciolto. Dopo che anche la base è rassodata sformarli dallo stampo e servirli in pirottini di carta.

Crema di porri, pipistrelli e carciofi
3 porri (dall'orto del convento)
6 carciofi ( dal giardino del sultano)
1 lt circa di brodo (brodo di pipistrello giovane)
1 rametto di prezzemolo (dal giardino della fata del nord)
1 spicchio d'aglio ( dal paese blu)
3 gocce di succo di limone ( dal regno di Napoli)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva spremuto a freddo
circa 20 ml sale (delle saline del mar morto)


Lavate i porri, eliminate le foglie e la parte vicina alle radici e togliete la pellicola esterna, poi agliateli a fettine.
Pulite i carciofi come fate di solito, poi tagliateli a fettine e metteteli in una bacinella con il succo di limone
In una pentola fate scaldare l'olio, quindi mette l'aglio, i porri e i carciofi, salate e fate rosolare a fuoco vivo per 5 minuti.
Versate un mestolo di brodo caldo, abbassate il fuoco e fate cuocere con il coperchio scostato per circa 25 minuti, aggiungendo il brodo quando si asciuga troppo.
Una volta cotte le verdure frullate tutto con il frullatore ad immersione, ed eventualmente regolate la densità aggiungendo un pochino di brodo.
Versate la crema nei piatti, guarnite con il prezzemolo tritato e servite in tavola.

Pannocchie in salsa di lucertola
1 kg di pannocchie di mais da lessare ( colte la prima notte di luna piena)
2 peperoni rossi (dal vostro giardino)
2 peperoni verdi ( dall'orto della fata)
40 gr di spinaci (dall'orto del convento)
1 cipolla (dall'ortolano)
5 cucchiai di olio d'oliva (spremuto d'autunno in una giornata ventosa)
2 cucchiai di panna liquida ( dalla capretta della zia Pina)
pepe (dai pirati dei caraibi)
sale ( dalle saline del mago di oz)
peperoncino a piacere


Lavate i peperoni, sgocciolateli, eliminate il torsolo, i semi e i filamenti. Tagliateli a pezzetti di 2 cm tenendo separati i colori.
Eliminate le radici dagli spinaci, lavateli e sgocciolateli bene. Spellate, lavate e tritate finemente la cipolla.
Versate metà olio in un tegame e metà in un altro. Dividete nei due tegami il trito di cipolla e il peperoncino e rosolateli per 5 minuti.
Aggiungete nel primo tegame i peperoni rossi, e nel secondo quelli verdi e gli spinaci.
Salate e fate rosolare entrambi per 1 minuto a fiamma viva.
Cuocete per 30 minuti a fuoco bassissimo con il coperchio. Poi passate i peperoni al mixer separatamente.
Rimettete i passati nei loro tegami sempre tenendoli separati e aggiungete un cucchiaio di panna in ognuno.Togliete le foglie alle pannocchie e strofinatele con un panno per togliere i filamenti. Lavatele, sgocciolatele e mettetele in una capace pentola.
Coprite con acqua fredda e cuocete per 5 minuti dal momento in cui bolle.
Scolate le pannocchie e eventualmente infilzatele una ad una in spiedini di metallo o stecchini di legno.
Riscaldate le salse senza farle bollire.
Servite le pannocchie ben calde accompagnate da due ciotole con le salse e burro a piacere.

Elisir del perfetto amore
Ingredienti per 4 persone
320 g di alcool a 95 gradi (dalla bettola del porto di Singapore)
1 scorza d'arancia (dall'aranceto di madonna Fiorella)
1 scorza di cedro ( dal lontano Madagascar)
1 scorza di limone ( dalla terra di Napoli)
7 g di cannella (dall'orchidea piu' bella)
1 chiodo di garofano ( dai paesi del sud)
240 g di zucchero (di canna del brasile)


Mettete in un vaso l'alcool con le bucce degli agrumi, la cannella e i chiodi di garofano e lasciate riposare una giornata.
Trascorso questo tempo, filtrate il liquido e aggiungete lo zucchero che avrete sciolto in 160 g di acqua.
Fate ora riposare il liquore per sei giorni.
Passato il tempo stabilito, filtratelo.
Tappate accuratamente la bottiglia con ceralacca e riponetela in luogo fresco.
Potrete consumare il liquore solo dopo un mese circa.

Cosigliato a chi soffre pene d'amore: 2 cucchiai al di' fino alla scomparsa dei sintomi.

Amaretto
100 cl di grappa (dalle vinacce dei paesi dell'est)
1 scorza d'arancia grattugiata (dall'aranceto delle Pleiadi)
2 cime di assenzio (rubato al mago Merlino mentre russa)
30 g di radice di genziana pestata (dai monti del Picco Spezzato)
5 mandorle (raccolte nel deserto del Gobi)


Si mette la scorza d'arancia (usare solo la parte gialla) a macerare per un paio di giorni nella grappa insieme alla 5 mandorle spellate, agitando frequentemente.
Poi si aggiunge l'assenzio e la genziana pestata.
Si lascia macerare il tutto per un mese o poco meno, agitando due volte al giorno e tenendo il vaso esposto al sole.
Quindi si filtra e si imbottiglia.
Otterrete una bevanda dal sapore amarognolo, ma molto gradevole.

Durante una disputa verbale, bevetene un sorso: sarete imbattibili in...eloquenza.

Amaro al carciofo dell'elfo
Antica e introvabile ricetta del liquore al carciofo dell'elfo GIPZRVTOH
Ingredienti per una persona
20 foglie di carciofo (delle terre selvagge)
1 sommità fiorita di achillea (dal bosco incantato)
2 chiodi di garofano (raccolti da una scimmia)
45 cl di vino bianco secco (pigiato coi piedi da una fenice)
45 cl di brandy (distillato da un maestro di cantina ucraino)


Lasciate macerare per 2 giorni le erbe e le spezie nel brandy in un vaso a chiusura ermetica che avrete cura di agitare almeno due o tre volte al giorno.
Unite poi il vino e ripetete l'operazione per altri due giorni.
Al termine del tempo indicato filtrate ed imbottigliate.
Attendete almeno 4 mesi prima di sorbire questo amaro digestivo che raccoglie in sè tutte le virtù del carciofo, pianta che contiene un principio amaro (la cinarina) prezioso per la sua azione epato-renale.

La digestione assicurata per ogni tipo di...boccone.Foss'anche petti di pipistrello alla brace.

Acqua magica fiorita al gelsominio
1 manciata di gelsomini (corolle dei fiori più profumati colti in una notte di mezza estate)
acqua(purissima delle cascate elfiche)


Lasciare i fiori per 3 giorni coperti d'acqua in infusione, in un vasetto di vetro sigillato e conservato al freddo.
Scuotete 3 o 4 volte al giorno, poi filtrate il liquido.
Si può conservare nella ghiacciaia elettrica (ndr. congelatore)
Aggungetevi dello zucchero di canna e servite.

Dolcissima, freschissima e dissetante per calmare i bollori di chiunque.

L'alchermes di lunga vita
350 g di alcool a 95 gradi (distillato da un astemio)
350 g di zucchero (di canna della Malasya)
500 g di acqua (da fonte cristallina)
7 g di cannella in canna (dalla corteccia inviolata)
4 g di cocciniglia (qui ci vuole vera magia)
1.5 g di macis (chiedere alla drogheria della fata Turchina,perche' io non so)
1 g di chiodi di garofano (di garofano mai fiorito)
1 g di cardamomo (dal profumo inebriante)
1 g di vaniglia (baccello raccolto prima del nascere del sole)
60 g di acqua di rose (dal giardino del convento)


L'alchermes vanta un'origine nobile e la sua celebrità va attribuita a Caterina de' medici che lo introdusse alla corte di Francia.
Mettete le spezie, l'alcool e 200 g di acqua in un vaso per 15 giorni agitando due volte al giorno.
Sciogliete lo zucchero nei rimanenti 300 g di acqua e aggiungetelo al macerato.
Fate riposare per un giorno, filtrate e appena prima di imbottigliare aggiungete l'acqua di rose.

Un bicchierino la settimana e...camperete 100 anni

Amaro delle Mille e Una Notte
100 cl di grappa (di datteri del deserto)
25 g di cannella (portata su un cammello bianco)
10 g di chiodi di garofano (della dispensa della fata Morgana)
10 g di scorza d'arancia amara (dalla pianta del Dalai Lama)
10 g di galanga (pianta rarixima)
5 g di cardamomo (raccolta nel giardino del Re di Tunisi)
5 g di zenzero (radice raccolta quando piove)


Frantumate le spezie in un mortaio di marmo e ponetele a macerare nella grappa per 12 giorni in un vaso chiuso agitando due volte al giorno.
Filtrate e imbottigliate tappando con sughero e ceralacca.
Così imbottigliato custodite il liquore in un posto fresco e asciutto.
Attenderete almeno tre mesi prima di servire questo ottimo liquore dall'aroma esotico.

Amaro di Montchamp
400 g di alcool a 95 gradi (dalla cantina di Mandrapur)
320 g di zucchero (di canna argentina)
280 g di acqua (di fonte purixima)
4 g di assenzio (del mago canterino sottratta quando NON canta)
3 g di calamo aromatico (dalla farmacia del bosco )
3 g di centaura (dall'erboristeria del convento)
2 g di radice di angelica (raccolta nella radura della rugiada)
2 g di enula campana (pianticella rarixima)
1 g di cannella (sbucciata cantando la Marsigliese)


Questo rinomato amaro richiede un periodo di macerazione di 2 giorni nel vaso a chiusura ermetica.
Nel frattempo curerete di rimestare una volta al giorno il macerato al quale aggiungerete infine lo zucchero disciolto nell'acqua calda.
Lasciate riposare per una giornata, filtrate e imbottigliate.
Per apprezzare il sapore di questo liquore fatelo riposare almeno sei mesi, quindi è conveniente tappare la bottiglia con sughero e ceralacca.

Bevine un cucchiaio quando vuoi sentirti libero, ed ogni legame magicamente si spezzerà.

Notizie belle: ritrovato un film perduto di Méliès del 1897

Sembra la trama di un film, il sequel di "Hugo Cabret". E invece, a volte, la realtà può essere molto più bella di qualsiasi storia, sia essa raccontata su uno schermo o sulle pagine di un libro.

Nel settembre dello scorso anno è stato ritrovato un film che si riteneva perduto, una delle primissime opere del regista francese Georges Méliès. Gugusse et l’automate, questo il titolo della pellicola, è stato reso pubblico dalla Library of Congress a febbraio, regalandoci un tesoro inestimabile.

Dobbiamo il ritrovamento a Bill McFarland, insegnante in pensione che ha trovato alcune pellicole all’interno di un vecchio baule appartenuto al bisnonno, William Delisle Frisbee.

Frisbee lavorava come coltivatore di patate e, per circa tre mesi all’anno, come maestro in una piccola scuola della Pennsylvania, ma nel tempo libero si "trasformava" in proiezionista itinerante, spostandosi in calesse con un fonografo Edison, una lanterna magica e, in seguito, un proiettore con alcune delle prime pellicole della storia. Viaggiò per tutta la regione, arrivando fino al confine con il Maryland e, con molta probabilità, anche in Ohio.

Allestiva spettacoli in scuole, chiese, logge e auditorium civici; nei suoi diari si leggono racconti di sale affollate, pubblico turbolento e spettacoli cancellati. Alcune sere guadagnava fino a 20 dollari, altre appena un dollaro e 35 centesimi.

Dopo la sua morte, nel 1937, due piccoli bauli contenenti proiettori, pellicole, diari e documenti furono custoditi dalla figlia (la nonna di McFarland); da lei passarono poi al figlio e infine al nipote. Oltre a Gugusse et l’automate, il baule conteneva anche un altro film di Méliès del 1900, The Fat and Lean Wrestling Match, e frammenti di un’opera di Thomas Edison, The Burning Stable.

Secondo gli esperti della Library of Congress, la copia ritrovata di Gugusse et l’automate è probabilmente una copia di terza generazione dell’originale, sopravvissuta grazie alle pratiche di duplicazione diffuse nei primi anni del cinema. Non a caso, Méliès fu tra i primi cineasti ad avere a che fare con il fenomeno della pirateria cinematografica!

Il cortometraggio, realizzato nel 1897 - appena due anni dopo la storica prima proiezione pubblica dei fratelli Lumière, alla quale lo stesso Méliès assistette - appartiene alla fase più pionieristica del cinema. Inoltre il film segnò la prima apparizione cinematografica conosciuta di un automa/robot.

Nel libro Things to Come: An Illustrated History of the Science Fiction Film, gli autori Douglas Menville e R. Reginald lo definirono il film a tema scientifico più importante del 1897, suggerendo addirittura che "potrebbe essere il primo vero film di fantascienza".

Anche dal punto di vista tecnico e stilistico, l’opera ha molto da dirci. Jason Evans Groth, curatore delle immagini in movimento della Library of Congress, ha osservato che "le inquadrature sono di una precisione straordinaria per un film così antico". 

E io non potevo esimermi dal condividere la visione di questo piccolo miracolo. Grazie, signor Frisbee!



L'unicorno 

E’ questo l’animale favoloso,
che non esiste. Non veduto mai,
ne amaron le movenze, il collo, il passo:
fino la luce dello sguardo calmo.
Pure "non era". Ma perchè lo amarono,
divenne. Intatto. Gli lasciavan sempre
più spazio. E in quello spazio chiaro, etereo:
serbato a lui - levò, leggiero, il capo.
Neppure fu. Non lo nutrir d’avena.
Ma del suo "poter essere", soltanto.
E questo infuse in lui tale vigore,
che dalla fronte, il niveo corno spinse.
Candido venne a una fanciulla incontro.
E fu - per lei - nel suo specchio d’argento.

R. M. Rilke


L'amico delle crisalidi 

Una crisalide svelta e sottile
  quasi monile
pende sospesa dalla cimasa
  della mia casa.

Salgo talora sull’abbaino
  per contemplarla
e guardo e interrogo quell’esserino
  che non mi parla:

O prigioniero delle tue bende
  pendulo e solo,
soffri? il tuo cuore sente che attende
  l’ora del volo?

Tu ti profili dal tetto antico
  sui cieli pallidi...
No, non temere: sono l’amico
  delle crisalidi!

No, non temere l’orride stragi
  care una volta:
mi dan rimorso gli anni malvagi
  della raccolta.

Papili Arginnidi Vanesse Pieridi
  Satiri Esperidi:
contemplo triste con la mia musa
  la tomba chiusa.

Dormono in pace tutte le morte
  sotto il cristallo;
fra tutte domina la sfinge forte
  dal teschio giallo.

O prigioniero delle tue bende
  pendulo e solo
soffri? Il tuo cuore sente che attende
  l’ora del volo?

Ti riconosco. Profilo aguzzo,
  dorso crostaceo
irto, brunito, con qualche spruzzo
  madreperlaceo:

sei la crisalide d’una Vanessa:
  la Policlora
che vola a Maggio. Maggio s’appressa,
  tra poco è l’ora!

Tra poco l’ospite della mia casa
  sarà lontana;
penderà vota dalla cimasa
  la spoglia vana.

Andrai perfetta dove ti porta
  l’alba fiorita;
e sarà come tu fossi morta
  per altra vita.

L’ale! Si muoia, per che morendo,
  sogno mortale,
s’appaghi alfine questo tremendo
  sforzo dell’ale!

L’ale! Sull’ale l’uomo sopito,
  sopravvissuto,
attinga i cieli dell’Infinito,
  dell’Assoluto...

E tu che canti fisso nel sole,
  mio cuore ansante,
e tu non credi quelle parole
  che disse Dante? 

 Guido Gozzano 

martedì 14 aprile 2026

L'amicizia è una religione senza Dio né Giudizio finale. E non c'è neppure il diavolo. Una religione che non è estranea all'amore. Ma un amore dove la guerra e l'odio sono proscritti, dove il silenzio è possibile. Potrebbe essere lo stato ideale dell'esistenza. Uno stato tranquillo. Un legame necessario e raro. Non sopporta impurità alcuna. L'altro, di fronte, la persona che si ama, non è solamente uno specchio che riflette, è anche l'altro se stesso sognato. L'amicizia perfetta dovrebbe essere una sorta di solitudine felice, spurgata dai sentimenti d'angoscia, di rifiuto e di isolamento. Non si tratta di una semplice storia di sdoppiamento nella quale l'immagine di sé sarebbe passata attraverso un filtro, un esame che dovrebbe ingrandire i difetti e le carenze e ridurre le qualità. Lo sguardo dell'amico dovrebbe riconsegnarci la nostra immagine considerata in modo esigente. L'amicizia allora consisterebbe in questa reciprocità senza sfasature, guidata dallo stesso principio di amore: il rispetto che ciascuno deve a se stesso se vuole che gli latri glielo ricambino, naturalmente.

L'amicizia - Tahar Ben Jelloun

E' scoppiata all'improvviso

portata dalle ali di pettirossso

la primavera, quest'anno.

Ha ridato la vita al mio albero

di ciliegio del giardino,

grinzoso, dalla dura corteccia

come le mani di vecchi minatori.

Bentornata, Primavera,

dolce Speranza

per il mio cuore malato d'amore.

Felice di averti ospite   

nel mio orto recintato:

hai il pregio di colorare

la mia vita di guardiano.

Luigi Cignoni, "Il mare in un bicchiere di plastica", aprile 2007

Un foglio bianco senza valore
era la mia vita.
Il verde mi ha fatto crescere,
il rosso mi ha dato l'ardore,
il giallo la lealtà e la fermezza,
l'azzurro la purezza,
il rosa la speranza,
il grigio la tristezza
e per finire questo acquarello
il nero mi darà la morte.
Da allora
io amo la vita,
perché amo i colori.

Wen I-tuo, Poesia cinese moderna

Pineta alta!
Quattro colombe nell'aria vanno.
Quattro colombe
volano e tornano.
Parton ferite
le loro quattro ombre.
Pineta bassa!
Quattro colombe sulla terra stanno.

F. Garcìa Lorca, "Poesie"

C'è una via
al mio paese
che di luglio
è baciata dal sole
fino a sera.
Dritta dritta
sale dolcemente
verso la collina
dove va a nascondersi
il sole.
Mi piace camminare
verso il tramonto
con la luce
in faccia.

 Luigi Cignoni, "La terza stella ad Ovest di Cassiopea", 2004

C'è un'unica cosa che non cambierà mai: che animale sei.

Anita Jeram

 Stava diventando felice, perché, in fondo, è bello sapere chi siamo. E' un pensiero che ci solleva, e ci conforta anche nei momenti più bui, quando tutto intorno cambia, diventi vecchio, magari perdi le persone care, cadi in disgrazia, ti crolla la casa... Non importa, c'è un'unica cosa che non cambierà mai: che animale sei. L'unica tua incrollabile certezza.


Che animale sei? Storia di una pennuta - Paola Mastrocola

Mood of the day

 


Ma più che altro per la matttonata in testa. 
Sarà il meteo piovoso ed impietoso, il ciclo o il fatto che stanotte ho dormito malissimo?
O perchè ho avuto un fine settimana sull'incazzatello andante?
A occhio direi un mix di tutte e quattro le cose. 

Al momento necessiterei solo di un letto con un materasso decente ed una tisana bollente. 

Vada per la tisana intanto.  

Era da un po' che non scrivevo qualcosa su queste pagine...

... E probabilmente chi mi seguiva solo qui mi avrà anche data per dispersa. 

Diciamo che è stato un periodo in cui ho lavorato su altri progetti, ma non per questo avevo intenzione di abbandonare il mio blog. Anzi, non ho proprio voluto abbandonare nessuno dei miei blog, tanto che ho iniziato un vero e proprio lavoro di restyling in tutte le mie "casette virtuali". 

Ho deciso di differenziare ancora meglio i miei vari spazi web, mantenendo come "zibaldone di pensieri" il mio vecchio blog Directly From 80's

Qui, invece, manterrò il mio filo conduttore legato alle figure femminili, a un piccolo tocco di magia e al vintage. Il mio diario spirituale/pagano sarà trattato esclusivamente su Oltre le Nebbie

Intanto comunque ci tenevo a far sapere, a quelle poche persone che magari si chiedevano che fine avessi fatto, che sono ancora viva e vegeta!

Buona Primavera a tutti (anche se al momento qui diluvia!) 🌱 

In 
un silenzio 
di mare, 
dissolve la sera 
la sua dolce 
nostalgia. 
Come un fiore 
che 
si chiude 
assaporando 
il sapore 
della rugiada, 
così 
il cuore, 
lascia 
che il mare, 
sussurri 
il tuo nome, 
sulle labbra 
di 
un bacio


Protone1

venerdì 10 aprile 2026

Tenere un blog nel 2026 ha ancora senso?

 
L'altra sera ho letto un paio di articoli online. Si parlava di blog e di quanto abbia senso, nel 2026, continuare a scriverci su. Perché, diciamoci la verità, se stai leggendo queste mie parole i casi sono due: o mi conosci da almeno vent'anni, oppure sei qui per un caso fortuito, un allineamento dei pianeti che si verifica ogni 500 anni, quindi fino al 2526 non ci vedremo più (peccato).

Là fuori la gente preferisce i social, i contenuti in stile fast food, il classico mordi e fuggi. Oppure (SCARILEGIO) inseriscono un prompt su ChatGPT e lasciano che l'intelligenza artificiale scriva per loro quello che vogliono leggere.

Io ho lasciato i social da diversi mesi. Entro ogni tanto, sporadicamente, per controllare gli eventi che ci sono in zona, visto che il mese in cui ho deciso di fare social detox completo mi sono persa il concerto del mio gruppo preferito a due passi da casa nonostante io sia iscritta a tanto di fan club e newsletter... Purtroppo per gli artisti i social continuano a essere il maggior punto di riferimento e di informazione.

Ma non è di questo, al momento, che voglio parlare, anche se 'sta cosa ce l'ho ancora sul groppone e mi scoccia terribilmente.

Dicevamo. Ho letto questi articoli e mi sono soffermata su alcuni punti su cui sono assolutamente d'accordo. In un periodo storico in cui ormai chiediamo all'IA anche cosa possiamo cucinare per cena, dove i social sono invasi dal cosiddetto AI slop, ci stiamo ormai assuefacendo a questo modus operandi et vivendi? Siamo destinati a soffocare sotto qualcosa che invece di aiutarci a fare, comprendere e migliorare ci sta lentamente portando verso la pigrizia mentale? Ma soprattutto: ci meritiamo davvero di doverci districare in questo labirinto in cui la voce umana comincia a non sentirsi più?

Sembra comunque che ci sia qualcuno a cui questo non sta bene. C'è chi non sopporta il dover aprire Pinterest per cercare un'immagine di arredamento e trovare invece una serie di immagini create con AI, dal tratto inconfondibile. C'è chi si è rotto le scatole di entrare su YouTube, Instagram o altri social e trovarsi di fronte a video generati con AI (ma sapete quanto inquina generare un video o una foto con AI???). C'è a chi non sta bene il doversi svegliare alla mattina, cercare di leggere le ultime notizie online e chiudere il browser dopo 30 secondi perché l'articolo che ha deciso di leggere è chiaro come il sole che sia stato generato da una macchina.

Io voglio sapere che cosa ne pensi TU giornalista, TU scrittore, TU influencer, TU qualsiasi cosa tu sia. Non voglio sapere quale sia l'opinione dell'intelligenza artificiale, che è una macchina e non ha un'anima, né una memoria storica.

Voglio sapere cosa c'è nella testa della gente. Perché se qualcuno vuole scrivere, beh... vuol dire che ha qualcosa da dire. Oppure deve solo generare contenuto e monetizzare?

Qui si apre il secondo portone, che vale la pena scardinare.

Davvero quello che facciamo online deve per forza essere monetizzato? Non possiamo scrivere solo per il gusto di scrivere? Per sfogo, per hobby, o anche solo perché siamo dei maledetti esibizionisti che vogliono mostrare al mondo quello che fanno e che pensano?

A quanto pare, comunque, ci sono piccoli baluardi che resistono. Che scrivono. Che si fanno i cavoli propri e vanno avanti nella loro ribellione al sistema. Pochi, sparuti banditi dell'era digitale che hanno deciso di fare della propria scrittura una missione di sopravvivenza. Beh, sono fiera di far parte di questa banda di ribelli e, lasciamelo dire, anche se ci rivederemo solo tra 500 anni: è la ribellione più pacifica sulla faccia della Terra, dovresti provarci anche tu. Apri un tuo spazio web e scrivi, scrivi, scrivi, anche se ti leggeranno solo due persone. Fai sentire la tua voce, quella autentica di cui abbiamo bisogno.

Però, se vuoi, prima di postare, puoi chiedere all'AI di sistemarti i typo.
Solo quelli, eh.

Ecco qui gli articoli che mi hanno ispirato:
https://www.matteopaiato.com/2025/08/02/ha-ancora-senso-fare-blogging-nel-2025/
https://www.digitalstylist.it/il-blogging-nel-2026-la-rinascita-dellautenticita-nellera-post-ai/ 

martedì 7 aprile 2026

Vita da assistenza clienti: il fetente

Ma davvero il cliente ha sempre ragione? O a volte è semplicemente un emerito pirla?

Perché, davvero, dopo anni di lavoro a contatto con il pubblico o nel servizio clienti, penso di averne viste e sentite di tutti i colori.

C'è quello che ti fa sorridere perché ci prova, ci prova davvero con tutte le sue forze a capire cose “moderne” e “tecnologiche”, ma proprio non ce la fa.

C'è l'anziano che ti fa una tenerezza infinita: chiudi un occhio sui suoi errori e cerchi di non fargli notare le castronerie che sta facendo.

C'è lo sbadato, che ogni due giorni ti chiama perché non ricorda in quale voce del menu si trovi lo storico delle fatture.

E poi c'è il fetente.

Il fetente tipo ti si presenta immediatamente con fare spocchioso, ché siccome il tuo servizio non funziona e non gli stai dando assistenza, gli stai facendo perdere tempo e denaro.

Inizia a telefonare in ufficio alle 8 del mattino, pur sapendo che nessuno risponderà prima delle 9:30 e, non ottenendo alcuna risposta, cerca di chiamare al telefono aziendale di tutti i consulenti, che viene acceso rigorosamente alla stessa ora del centralino. Allora inizia a spedire mail al reparto tecnico, commerciale, amministrativo, marketing, ufficio stampa e, se ne fosse in possesso, anche a al recapito della donna delle pulizie. Finché, alle nove e mezza, tu arrivi in ufficio e ti trovi 12 mail e 48 chiamate senza risposta provenienti dalla stessa persona. Dal fetente, per l’appunto.

Ti mette in allarme, ti fa pensare che sia esploso il server, che il suo account abbia subito un attacco informatico… E invece no: ieri ha cambiato la password per entrare nel software, non se la ricorda, e la colpa ovviamente è tua perché il suo browser non l’ha memorizzata.

Gli spieghi che, per risolvere il suo problema, occorre parlare con il collega che al momento non è ancora entrato in ufficio, e il fetente ti dice che attenderà al telefono fino a quando il collega non sarà rientrato.

Con buona pace di tutti i santi che stai snocciolando a mo’ di rosario guardando il calendario, gli spieghi, mantenendo un certo savoir-faire, che non puoi tenere occupato il centralino per tutto questo tempo se non per reali esigenze. Puoi comunque aiutarlo con un reset password forzato, ma no: non va bene, non lo vuole.

Finalmente lo convinci a desistere, gli garantisci i 20 minuti canonici per la risoluzione del problema, assicurandogli che verrà richiamato entro quel tempo limite. Il fetente dichiara di avere altro da fare nella vita che aspettare la tua telefonata e riattacca in malo modo.

Statua del primo li mortacci tua della storia condiviso da MELIDOM -  Facciabuco.com 

Dopo 5 minuti telefona ai colleghi del reparto amministrativo dicendo che ha richiesto assistenza ma non è stato contattato da nessuno. Riattacca in malo modo.

Richiama immediatamente l'ufficio commerciale dicendo che lui non ha tempo per aspettare la risoluzione del suo problema e che richiamerà nel pomeriggio, poi riattacca in malo modo.

Dopo 15 minuti dalla fine della prima telefonata con te, lo chiami per dirgli che il problema è stato risolto: non risponde al telefono. Gli invii un SMS con una password temporanea.

Alle ore 14:30 il fetente chiama in ufficio sbraitando perché non lo hai richiamato, ovviamente dopo aver prima telefonato al titolare lamentandosi della tua inefficienza. Gli spieghi che gli hai inviato un SMS con la nuova password alle ore XY, ma lui dice di non aver ricevuto nulla.

Poi, con una pazienza che manco il Dalai Lama, gli fai lo spelling della nuova password da inserire, che a suo avviso è troppo lunga e gli stai facendo perdere tempo per scriverla.

Dopo 30 minuti riesce a scrivere la password. TRENTA-MALEDETTI-MINUTI.

“Sì, ma io non ho mai visto una roba del genere. Dica ai vostri sviluppatori che il vostro software fa schifo e che, per colpa vostra, non ho potuto accompagnare mia moglie oggi alla Sagra del Panin Onto.” E riattacca in malo modo bestemmiando il Padreterno.

Dopo 5 minuti ti appioppa una recensione negativa online.

E niente, buon rientro dalle ferie pasquali.