martedì 19 luglio 2016

Cara Speranza....

Casomai ne uscisse una ristampa, io proporrei vivamente il sottotitolo " #mainagioia ". Spopolerebbe nonostante i cent'anni abbondantemente passati dalla pubblicazione di questa raccolta di novelle (1888... Mica pizza e fichi raga'...)
Ho provato a leggere qualcosa della Marchesa Colombi in seguito a una succosa recensione fatta da Angiemela sul suo blog. Mi è sembrato doveroso partire con dei racconti, giusto per "assaggiare" il suo tipo di scrittura.

Per quanto si incastoni in quel genere di narrativa tutta fatta di buoni sentimenti ed happy ending, è stata una bella lettura. Forse non proprio adatta al periodo che sto passando e, di conseguenza, impossibile da apprezzare a pieno, però posso dire che scriveva davvero bene la sciura Marchesa (il cui vero nome è Maria Antonietta Torriani, piemontese e classe di ferro 1840. Tiè, botta di cultura directly from Wikipedia)

OH, TU, LETTORE, CHE TI STAI ASPETTANDO LA #RECENSIONEBRUTTA, SAPPI CHE CODESTO TOMO L'È BRUTTO SOLO PER METÀ! 

Sgraniamo quindi le perle di questo bracciale (che la collana sarebbe troppo lunga) e vediamo di cosa si tratta. 

"Cara Speranza", che dà anche il nome alla raccolta, è la storia di Amalia, una ragazza di provincia, molto sempliciotta, genuina, la quale trova posto come domestica presso una buona famiglia. Il suo scopo, lo dice subito ai suoi datori, è metter da parte i soldi ed il corredo per il matrimonio che farà col suo innamorato bersagliere, quand'egli tornerà dalla Sicilia. Roba che se lo dici adesso a un colloquio di lavoro non ti degnano nemmeno del "Le faremo sapere" ma ti mettono direttamente davanti alla porta. Magari col corredo, sì, ma d'un bel calcio nelle ciapett.
Le pagine seguenti ci fanno conoscere più a fondo Amalia ed affezionare bonariamente a lei, facendoci sospirar nell'attesa del ritorno del suo Bersagliere. Ce lo immaginiamo anche, 'sto figone d'altri tempi, e ci freghiam le mani con ingordigia pensando che "Se l'ha trovato l'Amalia che è bruttarella e senza denti, lo posso trovar pure io!".

(No, dai... Non era così vecchia! Però se me la descrivi con le rughe e senza qualche dente, boia faus...)

Ma la Marchesa Colombi ci vuol fare una sorpresa e, quando il Bersagliere (di cui non sapremo mai il nome!) arriva dopo ANNI (!!!) a Novara a recuperar la sposa... ZAK! Questa s'ammala di tifo e schiatta! Fine della novella! 
Lo ammetto: mi è piaciuta per il finale e giuro che il mio non è sadismo. Forse.
Morale: non è vero che chi si fa i cazzi suoi campa sempre cent'anni.

"Il curare" esula da tutte le novelle qui presenti perchè non parla assolutamente d'amore, ma tratta nientemeno che un argomento scientifico! E per essere una "scrittrice rosa" (brrr... che brutto termine) di fine '800, secondo me qui la Marchesa ci ha mostrato di aver le palle. 
Durante una cena di Natale tra amici, il professor Navaro racconta loro della sua indimenticabile (e non certo positivamente!) esperienza d'avvelenamento con il curaro e di come sia stato salvato da un amico i cui studi compiuti a Parigi gli son stati,in questo caso, fatalmente utili. Un'esperienza simil-post-mortem che non augurerei al peggior nemico. 
Io, che proprio non so contenere nè la mia fervida fantasia nè la mia cecità (e sì che porto gli occhiali) avevo letto "il professor Navarro" e non ho fatto altro che immaginarmi il protagonista così per tutta la durata della lettura:


Ora capirete perchè 'sta lettura me la son proprio goduta.
Morale: non ti curaro di loro ma guarda e passa.

Arrivano, poi, sparate di fila, due novelle che abbassano la mia personale valutazione del libro. 

"Suor Maria" è un racconto con un non so che di dickensiano. Ammuffito però.
Gli elementi ci sono tutti: l'orfano sfigato che vive con il nonno, il nonno che è una roccia ma stranamente s'ammala poco prima della vigilia di Natale, la vicina di casa burbera che se ne prende cura "a modo suo" (ce la figuriamo sbatter sotto al naso di sto povero figliolo la polenta con un: "MAGNA E TASI!*"), la fuga del ragazzino e, infine, la figura di Suor Maria che in un modo o nell'altro aggiusta tutto. Carina, volendo, come storia ma manca di originalità. Troppo scontata. E il bello (si fa per dire) è che è quella più lunga di tutta la raccolta!
Morale: Lasciamo a Dickens quel che è di Dickens.
*Mangia e taci !

"Silenzi d'amore" invece è stata una palla mostruosa. "Lui si chiamava Fausto; aveva poco più di trentacinque anni, ed era artista di canto; tenore. Lei era una di quelle signore eleganti di cui si dice sempre il casato e il titolo, e si possono frequentare un mese senza sapere il nome." Partiamo bene, insomma. Oltretutto si incontrano tramite la raccomandazione di un'amica comune che descrive così la sciura all'infausto Fausto: "Una donnina elegante, spiritosa, simpatica; una giovane vedova".
FAUSTO!!! Solo a sentir dire "donnina spiritosa" dovevi startene a casa tua! Chè, oltretutto, a me più che spiritosa m'è sembrata una rompi*******i all'ennesima potenza! 
E invece no! L'infausto Fausto se ne va a Recoaro a conoscere 'sta mandrappona. Prima, però, in un barlume di lucidità, chiede ai suoi amici della zona "Scoltame, magnagato, conossi la Contesa?". E questi iniziano a far un passaparola che manco noialtri da bambini col telefono senza fili: in poco tempo la Contessa viene a sapere che a Recoaro - dove è risaputo che a parte le terme non c'è una fava - è arrivato un noto tenore e lo manda a chiamare per conoscerlo.
Ma quale acqua e acqua... Dammi la birra, mona!

Quando si incontrano di cosa potranno mai parlare se non delle acque di Recoaro? E la Contessa, che è ingrata come la fame, non fa altro che ripetergli sempre che l'acqua sa di inchiostro. Ottimo! E cosa fa l'infausto Fausto? Se ne torna a casa, direte voi...
NOPE! Se ne resta lì e s'innamora pure di 'sta manfrona! Insomma, la storia prosegue tutta in questa maniera, i due si desiderano come due mandrilli in calore ma non vogliono dirselo, fin quando lui non le dice "Bon, basta, vado via che mi son rotto di star qua". Ecco, non dice proprio così ma quasi. E quindi la vedova piena di schei capitola e la storia si conclude coi due che se ne vanno via assieme a braccetto. Manco un basin! WTF? NCS. (Non ci siamo)
Morale: Aria pecorina, se non piove la sera piove alla mattina.

"Una vocazione", al contrario, ha tutta la mia stima poichè va ad indagare una delle motivazioni per cui, ai tempi, alcune donne prendessero i voti. Un vero peccato che la storia consti di poche pagine perchè sarebbe stato bello leggerne una trasposizione più vasta e con caratterizzazioni più importanti dei personaggi. Non mi dilungherò, perchè voglio dilungarmi sul peggio del libro.

"Racconto alla vecchia maniera" non mi ha entusiasmata per niente. Una ragazzina alle prese con il primo amore - che non riusciamo a capire se sia veramente corrisposto - e con la prima delusione amorosa. E poi.. e poi... Ma andiamo con ordine.
La Carmela ha 15 anni e se ne va alla Sagra di Galliate con Amalia (fantasia portami via!) una sorella del parroco, sua cara amica, sebbene abbia diversi anni più di lei (non ci è dato sapere quanti). Poichè si ritrovano in mezzo a un sacco si sacerdoti intunicati e neri come il carbone, è ovvio che alla Carmela prenda un colpo. Ma l'amica le dice di star tranquilla, chè mica ci son solo preti. Anzi,a dire il vero la furbacchiona l'ha invitata per presentarle suo fratello Gaudenzio! Dal nome ce lo immaginiamo pure come un tocco di maschio del quinto tipo (mai quanto Navarro eh...).Gaudenzio, gaudente, gaudio, insomma, dai, non stiamo a raccontarci quella dell'ape col fiore.
E invece... Taac! La Carmela si innamora di un amico di Gaudenzio, tale Mario Pedrazzi che si sta per laureare in ingegneria a Torino. E a noi, lettrici col mestruo ma con l'ormone mai sazio, cala la libido: lo sappiamo tutte che l'ingegner, tosto e sovente, perde la chioma fluente!

Però io continuo a dire che lo zio Fester era un figo atomico.

Il Mario fa il piacione con la Carmela e le promette mari e monti appioppandole anche un bel "Per sempre" che fa tanto scena. All'Amalia girano le ovaie. La Carmela inizia a sognare sulla sua nuvoletta rosa.
Presa la laurea, si suppone in tempi brevi, il nostro Mario torna a Novara ed inizia a stalkerare la Carmela seguendola e posizionandosi sotto al suo balcone perchè all'epoca le signorine per bene mica uscivano da sole! Le volte che riuscivano a stare assieme, durante i balli di famiglia (io continuo a vedermeli alla sagra del liscio con Casadei in sottofondo, ma penso sia un problema mio) lui cercava di ballare solo con lei e le diceva "cose molto significative" (cit.) sperticandosi ad esempio sul quanto a lui piacessero le donne brune, affermando che a Novara ci fosse una bella fauna femminile et similia. Insomma, l'arte di irretire le donne in quasi 150 anni non è cambiata di una virgola, maremma lupa.
La Carmela continua a vivere sulla sua nuvoletta rosa confetto, inizia a prepararsi il corredo, si fa una brava donnina di casa...E poi...? Dai, lo so che lo sapete. Inutile aprire le totoscommesse. Un bel giorno viene a sapere che il Mario si sposa. E non di certo con lei!
Cuore spezzato, lacrimoni, mi accoppo, mi ammazzo, alla fine decide di parlare con sua sorella per sfogarsi, anche perchè non vuol dir nulla al padre: del resto, la relazione con il Mario, è stata segreta per tre anni buoni. E tu, volpe d'un lettore, ora capisci perchè.
Fatto presente al padre che vuole andare a trovare la sorella, questi acconsente senza vederci nulla di trascendentale e le invia un telegramma per informarla dell'imminente visita. Ma la sorella, che forse già sente odor di guai, risponde con un altro telegramma per evitare la catastrofe, al quale seguirà lettera di spiegazioni.
Ora, nella lettera, la spiegazione della sorella è che in giro per Santhià (dove ella vive col marito) c'è un'epidemia di difterite, ma sempre tu, caro e furbo lettore, lo sai già che potrebbe anche essere una BALLA COLOSSALE per non veder quella portajella della Carmela. Tuttavia non servirà a una tuba. La Carmela, con la scusa del "voglio rendermi utile" (in realtà vuole morire di difterite) decide di andare lo stesso e il padre, convinto di aver 'na figliola che è un caso di carità cristiana fuori dal comune,la lascia andare. Non potendola accompagnare (leggi: #ladifteritetelaprendipoite) chiede a un suo amico di accompagnarla. Tale amico, un certo Beltrami, è descritto come
"un vecchio signore grasso con i capelli grigi"
Stampatevi bene in testa queste parole. VECCHIO. SIGNORE.
La Carmela non si fa scrupoli, dopo un po' che sono in viaggio, a raccontare per un'intera ora tutti i suoi mali amorosi al vecchio signore, il quale diviene immediatamente il suo nuovo eroe. E quando lui, alla prima fermata del treno, si offre di comprarle qualcosa da bere, secondo voi cosa accade? Che s'innamora di lui, è ovvio. E parlando scopre che il vecchio signore ha ben 38 anni!
La cosa disturbante è che anche lui s'è innamorato di lei. Gli è bastata un'ora. E quando giungono dalla sorella, questi - immaginiamocelo pure con una faccia di ciolla che metà basta - la saluta con una roba del tipo "La Carmela è la mia futura sposa"!
... Ecco. Devo aggiungere altro?
Non preoccupatevi,la novella finisce così. E anche il libro.
Morale: In amore vince chi fugge. Sì,chi fugge lontano dai guai.

Però, giuro, io a etichettarlo #librobrutto non ho proprio cuore!

domenica 17 luglio 2016

Perle di (poca) saggezza. La sinusite.


Perla pirla #1

Sinusite moments.
Un male porcello in mezzo alla fronte ad altezza naso.
I vecchi mi consigliano l'aerosol pur sapendo che in casa non lo abbiamo e che, comunque, l'aerosol a metà luglio ‪#‎telofaipoite‬.
Ricordando di avere un olio essenziale di erbe miste crucche potentissimo decido di sniffare quello per stappare il naso. 
Scaduto.
Ma si! Le erbe non scadono mai! Mi metto cinque cazzutissime gocce nel fazzoletto e aspiro.
....... MAIAL S'AL PIZA! (traduco per i non ferraresofoni: accidenti quanto è potente!)
Sto ancora piangendo ma mi si è stappato tutto.Anche i neuroni.


Nell'immagine: la mia faccia dopo la prima sniffata di olio essenziale crucco.

lunedì 11 luglio 2016

Cinque metodi per scacciare la tristezza.

C'è poco da fare. 
Uno ci prova a vivere seguendo il pensiero positivo. Ci prova a trovare il lato buono in tutte le cose. Ci prova pure a essere ottimista. Ma, ragazzi, davvero, quando la Jella ci si mette non c'è positività che tenga. 

Forte del fatto che in pochi leggeranno questo mio blog, mi permetto di dirlo: sto passando uno schifo di periodo.
Ma se anche tu, anonima lettrice o anonimo lettore che per puro caso ti ritrovi su questa pagina, sei nella mia medesima situazione, sappi che sto sperimentando qualche metodo per scacciare la tristezza. Non dico definitivamente, quello purtroppo lo faranno solo il tempo e la tua forza di volontà... Ma per qualche minuto sì, dai. 
Ecco, quindi, una piccola lista di metodi scientificamente provati (ehm) per far svagare anche il più disperato dei disperati. 


1. Esci con un amico o un'amica e sfondati di FRITTO MISTO.
Ebbene sì. A meno che tu non sia intollerante alle fritture, il fritto misto (sia esso di pesce - come nel mio caso - o di verdure se sei vegetariano/vegano) fa bene all'umore. Non ci credi? Provaci, fidati: se non ha funzionato me ne prendo la responsabilità!


2. Leggiti una commedia di Carlo Goldoni. 
Se poi sei veneto o capisci bene la lingua veneta, leggi una delle sue commedie in suddetta lingua perchè ne vale veramente la pena! 
Non mi dire "Eh, ma che palle il teatro", "Chissà che lungaggine" e robe del genere. Una commedia si legge in un paio d'ore e molte sono spassosissime! 
Vuoi fare jackpot totale? Cerca su Youtube le rivisitazioni teatrali per la televisione degli anni 50/60. Ti lascio un paio di link delle mie preferite! 
(Nell'immagine, zio Carlo in tutto il suo splendore)


3. Vai alla ricerca di siti improponibili. 
La cosa ti richiederà più tempo del previsto: basta scrivere sul tuo motore di ricerca "Siti inutili", "Siti stupidi" e ti si aprirà un mondo. 
Questo punto in realtà richiederebbe un post più approfondito. Al momento ti segnalo solo qualche idea da cui partire. 
Lo scoppiabolle: hai presente quella plastichina da imballo piena di bolle? Ecco... Prova la (inutile) ebrezza di scoppiarle online! 
The useless web: questo è il sito dei siti. Il king dei king. Basta cliccare su "Take me to another useless web, please" e verrai scaraventato in un sito COMPLETAMENTE INUTILE. Occhio che 'sto coso è una droga. 
L'ammazzafagioli: dai sfogo al serial killer che c'è in te! Hai una scatola di fagioli. La devi scuotere per farli uscire e, col ditone virtuale, schiacciarli tutti. Non chiederti il perchè. Accoppali e basta!
Pointerpointer: Posiziona il cursore del mouse su un punto a caso dello schermo e guarda che cosa accade! Bene.. Ora spostalo di nuovo... Perfettamente inutile ma, nella sua inutilità, da provare!
Pali dell'elettricità: Una raccolta di INTERESSANTISSIME fotografie dei pali elettrici di tutto il mondo! Dai, per Diana, potrebbe anche essere interessante, no? u.u
Four squares: Questo può sembrare un'inutile perdita di tempo. Ma se si ha la pazienza di continuare a cliccare sui rettangoli che, via via, si fanno sempre più piccoli, arriverai a capo di qualcosa. Giuro! 


4. Metti alla prova le tue conoscenze geografiche.

Lizardpoint è un sito in lingua inglese ma è abbastanza intuibile anche se è un idioma che non parli benissimo. Puoi scegliere il continente che preferisci e rispondere alle domande che ti vengono poste: collocare gli stati al posto giusto, indovinare a quale paese corrisponde una determinata bandiera... 
Io ho scoperto di non sapere una beneamata mazza sugli stati africani... Shame on me!
Cimentarsi in questo sito può impegnare così tanto il cervello che i pensieri negativi se ne andranno per un pò... a quel paese! 


5. Guarda qualche video divertente su Youtube.
Qui si va a gusto personale in realtà. Quello che fa ridere me potrebbe far schifo a te e viceversa. Partiamo dal presupposto che non voglio pubblicizzare nessuno, ma io un paio di chicche te le segnalo comunque. Poi, ripeto... tutto va a gusti, sta a te scegliere dove andare a parare ^_^
Papà vs Mamma : Per me iPantellas sono dei fottuti geni, c'è da andare a spulciare tutto il loro canale! Questo video comunque è EPICO e sfido a non riconoscere i propri genitori in questi stereotipi! Se ti sono piaciuti, ti consiglio anche il video sui parcheggi. Se ti ci rivedi fai un fischio xD (io, quando guidavo, rientravo nella categoria "stalker")
Annunci lolli : Io ti propongo questa puntata ma ce ne sono più di trenta quindi valle pure a pescare sul canale dei Playerinside! Loro sono simpaticissimi!
Le inquietanti pubblicità dei giornalini degli anni '80 : Anche qui siamo a livelli epici. Stefano Piffer è un altro genio del male, la sua saga sugli anni '80 è bestiale. Ti basti come esempio quella sulle scuole. Secondo me ci passerai molto di più che qualche minuto :D
Herman Medrano: Mi spiace deluderti se non favelli la lingua veneta ma qui, davvero, non si può non ridere. Ti linko "El panin ludro" perchè per me HA VINTO TUTTO.
La top 5 dei cartoni cretini: a dire il vero anche qui siamo di fronte a un genio del male. Ukulele-Man non si è occupato solo di cartoni cretini ma anche di titoli idioti delle sigle dei cartoni, testi stupidi nelle suddette sigle e  via discorrendo! 

Ti ho messo talmente tanta roba sul piatto che adesso non hai più scuse. Siccome, però, io sono ancora messa maluccio, casomai qualcuno conoscesse altri metodi, siti e varie ed eventuali (gli "ammazzati" non sono consentiti ^_^ ) può sempre commentare qui sotto! 

Mi raccomando però... Non fare come me, non chiuderti in casa... Abbiamo una vita sola e non vale la pena buttar via le giornate. Mortacci de Jella.



Le foto sono state tutte pescate dal web ma quella del fritto misto, si vede, è mia. Se volete usarla per qualche #blogbrutto o #postbrutto indicate pure la fonte, thanks a lot!