mercoledì 27 agosto 2025

Ricette autunnali del cuneese

La cucina del cuneese

Una terra dalle mille sfaccettature, con le sue valli occitane, i paesaggi ora selvaggi ora morbidi di pascoli, gli antichi retaggi della presenza saracena che sembra finita ieri, il territorio d’alta montagna ad un tiro di schioppo dal mare; un mondo altrettanto vario a tavola, accomunato da una sequela di piatti che profumano di formaggi e di latte, accompagnati a castagne, patate, mais, grano saraceno, segale, frutti di bosco, erbe aromatiche, funghi. E poi l’ottima carne, il cappone di Morozzo, l’agnello sambucano, la pregiata lumaca, la selvaggina.
Una tradizione nata in zone di confine e quindi aperta  ai sapori della Provenza – da sempre dogane tracciate a tavolino non hanno costituito ostacolo al libero scambio dell’emigrazione e dell’incontro tra i popoli – del Nizzardo o dei più vicini bricchi di Langa  dove si celebra l’incontro tra i grandi formaggi della montagna, Castelmagno e Raschera, e la corte dei grandi vini albesi.
Ogni festa, ogni ricorrenza offre il suo piatto che ha valenza di memoria familiare e collettiva: il cibo segue il ciclo della vita nello scorrere delle stagioni e nel rispetto dei frutti che la terra produce. Piccole liturgie, ancora ben radicate, di una cucina fatta di compostezza e di decoro, di sobrietà di ingredienti che un’abilità culinaria antica di generazioni sa magistralmente interpretare. Senza enfasi come nel carattere della sua gente. Semplicità e amore per la propria terra sembrano essere il sottile passaparola per gustare piatti di grande equilibrio, antichi anche nei nomi: dòba, sebos abausos, ravioles, fricò, polenta nera, mato, donderet, cojëtte, croset, bignette.
Tradizioni simboliche e beneauguranti accompagnano la tavola da cui scaturiscono ricordi della comune matrice occitana, prorompe il profumo salmastro dei carrettini degli acciugai nel loro viaggio itinerante di fiera in fiera, traspaiono pergole d’osteria dove il sapore dolce dell’uva fragola si sposa a quello gagliardo del soffritto di cipolla e di porri per un’ospitalità a misura d’uomo.

Polenta nera con bagna bianca

 
Ingredienti per 6 persone:
 
Per la polenta:
un kg di patate
5 pugni di farina di grano saraceno
2 pugni di farina di frumento
2 litri d’acqua
sale
 
Per la bagna bianca:
150 gr di panna
50 gr di burro
3 porri
un bicchiere di latte
sale, pepe
 
Preparazione:
Lavare bene le patate con la buccia  e lessarle in un paiolo con circa due litri d’acqua salata. Appena cotte, sbucciarle, schiacciarle e rimetterle nel paiolo con l’acqua di cottura; unire, poco per volta e mescolando bene, la farina di frumento e quella di grano saraceno. Cuocere per circa 40 minuti rimestando sempre nello stesso verso.
Nel frattempo preparare la salsa. Soffriggere lentamente nel burro i porri finemente affettati, badando che restino morbidi. Unire la panna, il latte, sale, pepe e lasciar cuocere per qualche minuto a fiamma moderata.
Versare la polenta su un piatto di portata fondo e ricoprirla con la bagna bianca.

Mato

Ingredienti per 8 persone: 
8 patate
4 porri
4 foglie di erba di San Pietro
6 cucchiai di formaggio grattugiato
2 manciate di riso
2 fette di zucca gialla
200 gr di panna
120 gr di burro
sale, pepe, noce moscata
 
Preparazione:

Lessare le patate con la buccia in abbondante acqua salata.
Nel frattempo preparare gli altri ingredienti. Sbucciare la zucca, tagliarla a fettine e farla stufare in tegame con una noce di burro finché sarà morbida. Affettare finemente i porri, soffriggerli in 30 grammi di burro e cuocerli per un quarto d’ora finché saranno appassiti senza però seccare.
Lessare il riso in acqua salata per 15 minuti quindi scolarlo e metterlo da parte.
Quando le patate saranno cotte, sbucciarle, passarle allo schiacciapatate e far cadere il purè in una terrina; unire i porri soffritti, l’erba di san Pietro tritata, sale, pepe e noce moscata. Aggiungere 100 gr di panna, 30 gr di burro ed amalgamare bene.
Ungere di burro una teglia di terracotta e stendere uno strato di patate e porri, sistemarvi sopra uno strato di riso, bagnare con la rimanente panna ed allargare uno strato di zucca. Spolverizzare di formaggio grattugiato e ricoprire con un ultimo strato di patate e porri. Terminare con altro formaggio grattugiato e deporre qua e là sulla superficie qualche fiocchetto di burro.
Cuocere in forno a 180° per 50 minuti e servire calda.

Öla al forno

Ingredienti per 4 persone:
1/2 kg di fagioli borlotti 
1/2 kg di patate 
un pezzo di zucca gialla 
2 porri 
2 carote 
2 spicchi d’aglio 
un gambo di sedano 
un ciuffetto di prezzemolo 
un ciuffetto di basilico 
2 costine di maiale 
olio, sale, pepe

Preparazione:
Pulire porri, carote, aglio e sedano. Sbucciate patate, cipolla e zucca e tagliate tutto a pezzetti. Lavate i fagioli eliminando quelli bacati. In un grande recipiente di terracotta (ÖLA) sistemate a strati i pezzi di verdura ed i fagioli con le costine di maiale. Cospargete con basilico e prezzemolo tritati, salate, pepate ed unite due cucchiai d’olio. Coprite con circa 4 litri d’acqua. Mettete il coperchio ed inserite nel forno a legna cuocete sul fuoco lento per 6/7 ore rimestando saltuariamente.

Lumache al verde
 
Ingredienti per 4 persone:
1 Kg di chiocciole opercolate 
2 spicchi d’aglio 
2 cipolle 
1 carota 
1 gambo di sedano 
5 foglie d’alloro 
1 pezzetto di peperoncino 
2 cucchiai di conserva 
1 mestolo di brodo di carne 
1 bicchiere di vino di bianco secco 
30 gr burro 
olio d’oliva 
sale
 
Preparazione:
Versate le lumache in una pentola e lessatele per 2 ore ricoprendole d’acqua fredda e aggiungendo una manciata di sale grosso, una cipolla, una carota, un gambo di sedano e 2 foglie d’alloro. Scolatele, sgusciatele e ripulitele togliendo l’estremità scura. Soffriggete in 3 cucchiai d’olio e un cubetto di burro il restante alloro, l’aglio e una cipolla tritati, il trito di prezzemolo e insaporite per pochi minuti col peperoncino. Unite le lumache e la salsa di pomodoro, inumidite col vino e qualche cucchiaio di brodo. Salate, pepate e cuocete a fuoco moderato per un’ora e 1û2 rimestando saltuariamente aggiungendo brodo se opportuno. 

Montebianco

Ingredienti
1 kg di castagne 
200 gr. di panna 
200 gr di zucchero 
2 cucchiai di cacao 
un bicchierino di rhum

Preparazione:
Lessare le castagne, sbucciarle e schiacciarle. Unire metà dello zucchero, il rhum, il cacao e mescolare bene. Ripassare il composto nel passaverdure con buchi più grossi e farlo cadere su un piatto da portata dandogli una forma conica, a montagna. Montare la panna con il rimanente zucchero e ricoprire le castagne.

Salame di castagne

Ingredienti:
500 gr di castagne bianche
300 gr di farina di frumento
2 cucchiai di zucchero
10 gr. di lievito di birra
un baccello di vaniglia
acqua quanto basta

Preparazione:
Sulla spianatoia impastare la farina con l'acqua e il lievito. Lasciar riposare per 2 ore, quindi spianare la pasta fino a farne una sfoglia sottile. Disporvi sopra le castagne, preventivamente cotte in acqua con il baccello di vaniglia, cospargere con zucchero e avvolgere bene il tutto dandogli la forma di salame.


Ricette recuperate dal vecchio sito non più online http://www.autunnocongusto.com

Autunno montano

Silenzio sui muri, 
silenzio sulle strade, silenzio anche su quei volti parlanti 
arrugginiti dal tempo, 
scavati nella sofferenza, 
nella sopportazione, nel sacrificio, 
dalle lunghe, fredde solitudini 
delle infinite stagioni nevose; 
immagini di cera 
trasparenti di storia,
di nostalgie, di passato; 
pupille profonde che ti giudicano 
mentre con esse ti scontri, 
t'interrogano prima d’incontrarle 
ed a lungo ti seguono, 
dopo averle incontrate, 
assìse sulle sedie antiche 
davanti alle soglie scaldate 
dall’ultimo sole 
misteriose d’una arcana strategia 
fatta d’indifferenza e d’attesa: 
dentro, capaci di piangere e 
soffrire severe 
per non decadere dal rude orgoglio 
della gente montana. 
Silenzio ancora sulla piccola campana, 
muta ed immobile anch'essa 
sul quadro del vecchio pittore, 
che fa bella mostra di sé
senza più suonare,
senza più annunciarli 
i vespri e le ave marie. 
Potessi voltarmi e ascoltarlo 
quel suono tenue vibrante a distesa, 
ora come nel famoso giorno di festa; 
come allora parlargli e sorridere 
mentre a me sorrideva e parlava; 
ora come allora,
in quel settembre bambino
.

Ugo D'Onofrio

martedì 26 agosto 2025

Autunno - Vincenzo Cardarelli

Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora che passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

Vincenzo Cardarelli 


 

lunedì 25 agosto 2025

Autunno

 

Cielo cupo, cielo grigio
profumo di pioggia,
la foglia a terra s'appoggia.

Si spogliano i rami
al soffio del vento,
suonan le campane
dal vicino convento.

I giorni lunghi sono finiti, 
accende il fuoco il contadino, 
castagne arrostite 
e bicchiere di vino.

Non sono riuscita a risalire all'autore della poesia. Se lo conosci fammelo sapere in un commento :)

domenica 24 agosto 2025

Mattino d'autunno

 

Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C’è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta.

 
F. Garcia Lorca

sabato 23 agosto 2025

Vien l'autunno - Angiolo Silvio Novaro

Vien l'autunno sospirando, 
sospirando alla tua porta,
sai tu dirmi che ti porta?
- Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie, 
e tre gocciole di brina, 
e un pugnel di morte foglie. 

Angiolo Silvio Novaro


 

venerdì 22 agosto 2025

Voglio un autunno...

Voglio un autunno rosso come l'amore,
giallo come il sole ancora caldo nel cielo,
arancione come i tramonti accesi al finire del giorno,
porpora come i granelli d'uva da sgranocchiare.
Voglio un autunno da scoprire, vivere, assaggiare. 


 Non sono riuscita a risalire all'autore della poesia. Se lo conosci fammelo sapere in un commento :)

giovedì 21 agosto 2025

Autumn Witch

 


Recensione: "Splendid lovestory" di Miyuki Kitagawa

La lovestory in questione nasce in Italia, più precisamente a Roma. 

Kasumi, una ragazza che ha tanta fortuna in amore quanta io ne ho con il gioco del lotto, è appena stata piantata in asso dal tizio ultrasposato con cui si frequentava, in attesa (vana) che lui si decidesse a lasciare la moglie. Decisa a godersi un bel giro per la Capitale, nonostante cartelli di divieto grandi come poster pubblicitari, si ritrova "involontariamente" a camminare su preziosissimi scavi archeologici. Qualcuno la apostrofa con un italiano maccheronico, dandole della cretina. Ma guarda un po': l’archeologo, oltre a essere un gran bel pezzo di manzo, è giapponese come lei! Come accade in questi casi, i due faranno successivamente comunella - compaesani in terra straniera - e, in perfetto stile Erasmus, si ritroveranno ben presto a commettere atti osceni in luogo pubblico. 

Una volta tornata in Giappone, Kasumi cerca di dimenticare l'accaduto: del resto Yoshiki, così si chiama il bel manzone, rappresenta solo una splendida parentesi romana, nulla più. Inoltre, il rimpatrio le ha riservato uno spiacevole diversivo: il padre, col quale non aveva più rapporti da moltissimi anni, è venuto a mancare. La madre, Yuka, appena reintrata anch'ella - ma dagli Stati Uniti, la informa che il figlio andrà a vivere con loro due.
E qui parte il mio primo polemicone: com'è possibile che Kasumi non avesse più memoria di questo fratello? Capisco il voler tagliare i ponti con un familiare, ma fare addirittura tabula rasa e dimenticarsene mi pare eccessivo.

Al funerale del padre – al qual si presenta vestita manco dovesse sfilare per Armani – la nostra eroina si ritroverà davanti nientemeno che Yoshiki, scoprendo che il fantomatico fratello dimenticato è proprio il ragazzo con cui ha asdrubalato a Roma. E mo'?

E mo' tocca fare tabula rasa, ma sul serio, visto che i due ragazzi sono costretti a una convivenza forzata, sotto lo stesso tetto e davanti a una madre che non ha la minima idea del casino che sta per scatenarsi.

Nel corso dell'opera facciamo ben presto la conoscenza di altri personaggi che ruotano attorno alla vita dei protagonisti: 

Kazuki è il migliore amico di Kasumi, perennemente friendzonato e disposto a tutto pur di far sì che i due fratelli tronchino il rapporto incestuoso. Riuscirà nell'ardua impresa? Spoilerone: NOPE.
Kyoko è l'ex fidanzata di Yoshiki. E' bella, di buona famiglia, ma ha uno sguardo per il quale Cesare Lombroso in persona avrebbe aperto un caso clinico. Spoiler: è fuori di testa.
Ren, un altro psicopatico che  pare uscito dall'album di figurine dei casi umani. Bastardo, violento e approfittatore, segretamente innamorato di Yuka, cercherà di conquistare Kasumi per sposarsela e, di conseguenza, tentare il colpo da maestro con la suocera. Un genio del male. 


Splendid Lovestory in varie occasioni fa acqua da tutte le parti e i suoi protagonisti ci offrono talvolta l’occasione di lasciarsi andare a maledizioni in lingue arcane o bestemmie rivolte ai più disparati pantheon, eppure il mio giudizio finale è prevalentemente positivo.

  • Anche se le figure umane risultano un po’ sproporzionate, il tratto pulito e il fascino dei primi piani (per non parlare degli artwork di copertina) rendono lo stile di Miyuki Kitagawa davvero piacevole — almeno per quanto mi riguarda.. 
  • Capisco che quella dell'incesto sia una tematica degna dei peggiori rabbit hole di Youporn, ma ho apprezzato il modo in cui la storia di Kasumi e Yoshiki vada dritta per la propria strada battendosene il belino della morale a tutti i costi.
  • Quando trovo dei personaggi che mi stanno sulle pelotas ma mi appassiono ugualmente alle loro vicende significa che l'autore è riuscito ad infondere in loro un'anima. Bella o brutta che sia. 
  • Il finale mi ha spiazzata. Per lo spoilerone clicca qui.  

I lati negativi?

  • Kasumi è una ninfomane e l'autrice non perde occasione per ricordarcelo.
  • La storia avrebbe potuto essere più breve - e infatti così doveva essere inizialmente. Appaiono spesso pagine di inutili spiegoni o, peggio ancora, escamotage che sono veri e propri accanimenti terapeutici atti ad allungare il brodo. A volte bisognerebbe ricordarsi che less is better.
  • Come cavolo puoi dimenticare di avere un fratello o una sorella?

Il consiglio dello chef: ottimo come lettura da spiaggia, sicuramente meglio della saga delle 50 sfumature.  Da non leggere se è il vostro primo approccio con gli shojo manga: c'è di molto meglio.

 

Che sai tu della vita
che s'interrompe mentre ancora vivi?

Che ne sai tu
di lacrime versate e trattenute
di quel dolor che preme dentro l'anima
che toglie spazio
 gusto e sapore ad ogni tuo pensiero?

Che ne sai tu
dei momenti di gioia non goduti
d'entusiasmi repressi
di sorrisi apparenti
solo nel verso della bocca espressi?

Che ne sai tu
della vuotezza dei significati
dei pensieri insensati
che lascian solchi profondi sulla pelle
e nelle vie dell'anima
vanno a cristallizzarsi?

Non ne sai niente,... Non saperne mai!



Temporalestivo

Andavo di fantasia e di ricordi.... è quello che ti rimane da fare alle volte, per salvarti, non c'è più nient'altro. Un trucco da poveri, ma funziona sempre.


Alessandro Baricco

Sorridimi,
tu che nel tuo infinito sogno
sai trovare
le piccole emozioni
che schiudono le corolle dei fiori,
ed ornano le tue notti
Sorridimi,
tu che lasci una carezza
al pensiero,
mentre va a ricercar
chi lo potrà amare
Sorridimi,
tu che dentro i tuoi occhi
sai far trovare
l'espressione del tuo silenzio,
e lasci che la voce
del cuore parli per te

 

SILENTE_ANIMA



Ho percorso le strade
della vita per trovarti
Eri lì,in quell'angolo
del cuore,
dove le pagine della vita
raccontano
le favole che non finiscono mai
E questa favola
che racconta il tuo domani 
è da amare e vivere ogni momento,
come quell'amore
che non vorresti finisse mai

 

SILENTE_ANIMA


Creava illusioni, nelle quali intrappolava gli altri, Lady Blue.
Indossava colori che non le appartenevano, parlava citando libri e film, trasmetteva emozioni che aveva costruito e dipinto col pennello. Si fingeva un' artista, e c' era chi ci credeva. Chi leggeva entusiasta quello che vomitava nel proprio blog, o che elogiava le sue capacità artistiche. Ma Lady Blue fingeva.
Lady Blue non provava niente. Era fredda. Un corpo vuoto. Un corpo vuoto che voleva vivere. E così costruiva emozioni con le quali si riempiva. Ma non sapeva gestirle. E allora si nascondeva dietro un monitor. Dal quale elargiva preziosi consigli. Un monitor che la proteggeva e che la aiutava a costruire le sue illusioni, i suoi labirinti mentali. Un monitor che le permetteva di essere ciò che voleva fingere di essere.
Ed era così che appariva. Una dolce ragazza, fragile e sensibile, che non veniva compresa da nessuno ma che aveva sempre una parola per il dolore degli altri. Il dolore del quale si nutriva. Cercava persone che avevano sofferenze reali per poterle imitare, e cercare poi di farle divenire le sue marionette, catturandole nei suoi labirinti mentali, dove tagliava loro le ali impedendogli di volare via. Aveva inventato il suo perfetto personaggio da gioco di ruolo. Gli aveva dato un nome, un ruolo, un carattere. Si era inventata una vita dietro che non esisteva.Finti episodi di tentati suicidi, una depressione ed un anoressia da cui non guariva e che esistevano solo nel suo blog; i suoi idoli erano ovviamente personaggi disturbati come Christiane F. , i tagli sui polsi, la disperazione per episodi che non erano mai esistiti. Si muoveva sempre come su una lama di rasoio, fingendo di essere in bilico sul suo dolore, non avendone alcuno. Lady Blue era maestra di illusioni.
Era facile rimanerne intrappolati, se si era deboli. Era difficile uscire dai suoi miraggi. Ma poteva ingannare solo chi si perdeva nel deserto della solitudine, chi aveva sete di comprensione.
Era così che appariva. Il suo opposto. Cercava di ribaltare tutto ciò che era. Ma l' effetto funzionava solo da lontano.Solo se filtrato da un monitor.Le sue illusioni erano mutevoli, non erano mai le stesse, cambiavano come cambiavano i suoi vestiti e il colore dei capelli. Era complesso. E da vicino non riusciva a tenere su il teatrino che aveva costruito. Rimaneva china sul bordo del suo baratro a vedere le sue costruzioni crollare.Cercava di correre vie, di fuggire e non dare spiegazioni. Ma non ci riusciva. Tutto crollava. Le sue relazioni si basavano sulla distanza e sulla finzione. Da vicino era impossibile.Tutta quella sensibilità, tutta quella comprensione, tutta quella fragilità sparivano. Rimaneva solo le manie di possessione e controllo. L' ossessione delle bugie degli altri. Le urla e le grida. Il far sentire agli altri quanto erano sbagliati per i loro difetti. Questo rimaneva. Nemmeno briciole.Ed era allora, avvicinandosi, che la realtà tornava ad essere quello che era. Il miraggio svaniva, si ribaltava tornando al suo posto. E Lady Blue tornava ad essere quello che era.
Una scatola piena di coriandoli ritagliati dalle vite degli altri. E vuoto.

 

IrisLuna 

Si adagiò su vellutati cuscini di muschio,

chiuse gli occhi al mondo per aprirli

ai sogni, piccole bolle di sapone

in cui si rifletteva l'arcobaleno.

Vide ciò che non esisteva realizzarsi,

sentì vibrare il cuore su note che fluttuavano

libere dal pentagramma, felici di essere

nell'infinito tra petali di stelle.

Vide la timida Luna sorridere ed il sole

emergere dal mare,

l'onda danzare

ed i fiori schiudersi d'inverno,

sentì il calore della neve, ed il tepore

dell'estate.....

Senti una voce mormorare:

" nei sogni tutto è possibile"

e, continuò a sognare......

 

ANIMA BLU

Gli esseri umani hanno bisogno della fantasia per rendere la vita accettabile?

No, gli esseri umani hanno bisogno della fantasia per essere umani.
 
 
Terry Pratchett

....  sotto rami intrecciati

rivolti verso il cielo

foglie ferme in silenziosa attesa...

un'orchestra intonava

la sua poesia.

Come vento  tenero e deciso ci offriva

la sua musica che...

sposta.. trascina... gira

volteggia... abbraccia.. frantuma

scopre gli orizzonti

e brilla lassu' in alto

nel cosmo.

 

Harmonia2 

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò: "Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me".

La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: "E' vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto".

Incuriosito il bimbo guardò la matita senza trovarvi alcunché di speciale.

"Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!".

"Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.

Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una mano che guida i tuoi passi."Dio": ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la sua volontà.

Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E' un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.

Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere è un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.

Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.

Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione".

P. Coelho 

Con mani di fata si cancellano i pensieri, si svuota la mente, avanzano i sogni, dipingono i colori un arcobaleno astratto dove danzano note di poesia... 

Annamaria Genaiolli

 

Guardi!

 

È così fragile!

È così forte!

È così esatta!

È questa la Natura

l'equilibrio di forze colossali.

È così ogni stella

- è così che si regge ogni filo d'erba -

e il Cosmo possente

in equilibrio perfetto produce questo!

Questa meraviglia,

questo capolavoro della Natura - la grande artista.  



JOSEPH CONRAD - LORD JIM

 

Quando ha perduto la Radice

Consolidargli il Suolo intorno

 E collocarlo eretto 

Inganna forse l'Universo

Ma non recupera la Pianta 

La vera Memoria, come i Piedi del Cedro

È ferrata col Diamante 

Né puoi abbattere il Ricordo

Quando una sola volta sia cresciuto 

Le sue Gemme di Ferro spunteranno di nuovo

Anche se rovesciato -Disperso - ucciso 

 

Emily Dickinson

mercoledì 20 agosto 2025

Passione liste

Una cosa che mi ha sempre trasmesso tranquillità e dato una grossa mano nel gestire i miei innumerevoli attacchi di panico è creare liste

Spesso su fogli volanti, più raramente su agende o quaderni, sono liste che contengono di tutto ma principalmente:

- libri e manga che vorrei leggere
- libri che vorrei acquistare per completare le mie ben nutrite collezioni
- film e serie da (ri)vedere
- musica da (ri)ascoltare ed approfondire 

Ultimamente, sistemando le mie vecchie agende, ne ho ritrovata una sulla quale avevo appuntato alcuni libri da recuperare. Si tratta di un'agendina ad anelli, tascabile, con la copertina rilegata in finta pelle nera. Mi ero completamente dimenticata di averla!

A quel punto mi sono chiesta: perchè non iniziare qualche nuova lista? Da un lato, come al solito, ho l'ansia da tenere a bada. Dall'altro mi sono venuti in mente una serie di manga ed anime che vorrei leggere e vedere (in alcuni casi si tratta di riletture e rewatching), e da qualche parte me li devo pur appuntare. 

Un bell'esempio di planner con lista trovato su https://sites.google.com/view/planner-organizer/blog
 
Morale della favola: dovrò presto trovare nuovi fogli da aggiungervi - o crearmeli, tanto negli ultimi anni mi sono specializzata nel recupero e rattoppo di vecchie agende, comprese le vecchie moleskine di lavoro del mio moroso. 

Pensavo di essere l'unica ad avere questo rapporto terapeutico con le liste ma, grazie a una breve ricerca online, ho scoperto di essere in buona compagnia. Mi piace creare liste suddividendole prima in macro argomenti per poi scomporle in diverse sezioni, motivo per cui inizio quasi sempre usando i fogli volanti a cui accennavo poco fa. E' il mio modo di tenere ordine in quelli che sono i miei sempre più straripanti cassettini della memoria, oltre che di lasciar giocare liberi i miei pensieri, tipo in un enorme parco giochi in cui accadono solo cose belle. 

Vediamo dove mi porterà quest'ennesima avventura.  

 

martedì 19 agosto 2025

Aggiornamenti

Ciao, mi chiamo Miryam e non pubblico più una mazza su questo blog da dicembre 2020. 

In realtà di blog e siti, sparsi per il web, ne ho una marea: non volendo fare uno zibaldone di tutti i miei interessi e pensieri ho preferito creare degli spazi virtuali appositi. Dispersivo? Probabile. Ma ci sto lavorando. 

Ultimamente pensavo che, tra tutti questi spazi, ne mancasse uno dove potessi parlare di ciò che nei miei altri blog non poteva essere messo. Insomma, mi mancava proprio lo zibaldone.

Aprire l'ennesimo blog non avrebbe avuto un gran senso, perciò ho pensato di recuperare Directly from 80's che - incredibilmente, nonostante sia chiuso da 5 anni - continua a ricevere visite.  

Magari qualcuno passa di qua, s'appassiona, legge, scopre cose nuove. 

Oppure ora non passerà più nessuno ma io, egoista occupatrice di byte pubblici, sono contenta lo stesso.





 Lascio qui di guardia un corvo (realizzato da Nadia Turner), ma torno presto.

 

 

venerdì 15 agosto 2025

Il richiamo - Gabriela Pannia

A metà Agosto inizio a sentirlo, quel richiamo.
In un ricordo, in una giornata fresca, in un colore, in un profumo.
É la mia culla, la patria di questa mia anima, la mia stessa essenza, io credo.
Oh, le stagioni le amo tutte.
Ma soltanto l'Autunno é casa mia.
 
Gabriela Pannia
 
Immagine Pin Storia